Van Morrison: “In The Afternoon” (1995) – di Rosanna Cornaglia

Sabato pomeriggio ho passeggiato, per due ore filate, in compagnia della mia migliore amica, quella di vecchia data (mi sopporta da tempo immemorabile e ha saputo perdonare le mie mancanze più di tutti gli altri). Un tuffo in quella parte più vecchia e poco frequentata della città, proprio a pochi passi dalle strade più concitate e rumorose del centro; sarà stato per la nebbia o per le mura spesse delle case antiche, abbiamo vissuto una situazione di surreale silenzio, colmo di linee sfumate avvolte in un rigoroso bianco e nero. Coerenti all’acustica del luogo, siamo rimaste al fianco l’una dell’altra, rigorosamente e rispettosamente zitte. E’ stato un momento magico. Estasiata dalla maestosità del Duomo, costruito in tempi lunghi, prodotto della fatica di uomini sconosciuti; un monumento sopravvissuto nei secoli è una presenza schiacciante; ti senti inerme e insignificante di fronte ad esso; io sarò morta, ma lui continuerà a troneggiare in quella piazza fatta di ciottoli levigati dai passi secolari dei fedeli. Proprio lì, seduta su una panchina, con la mente svuotata di ogni pensiero, si affacciano immagini e flash back disordinati, apparentemente senza senso, poi si profila un ricordo di molti anni fa. Ero sempre seduta lì, stessa veduta.
La panchina non era quella di adesso, che è costruita con spesse liste di ferro brunito; allora si trattava di un solido sedile di granito. Ero in compagnia di un ragazzo con la testa piena di idee, che mi raccontava i suoi sogni. In sua presenza la percezione del tempo scomparve lentamente. Era come se le sue parole galleggiassero nell’aria, si facessero evanescenti e leggere, fino a raggiungere il mio cuore. Sentivo una pace e un tepore invadere la mia anima. L’armonia della sua voce toccava corde profonde del mio essere, fino a percepire lui come una estensione di me. È un’altra persona ma è come se fossi io. Che cosa strana! Cosa sta succedendo!? Avevo sentito parlare dell’amore da altri, che spargevano consigli sul modo di conquistare la persona amata. Ma qui non centra tutto questo. Cadono barriere, si sfondano muri, si spalancano finestre e si alzano saracinesche.
Non esistono regole da seguire; quello che eri non esiste più, si fa chiara la consapevolezza che nulla tornerà come prima; tutto ciò è devastante e allo stesso tempo sublime. Tutto quello in cui hai sempre creduto non conta; tutto può essere diverso e cambiare totalmente. È magia (o forse sarebbe meglio chiamarla illusione), l’avere conosciuto una persona nella quale ti specchi e ammiri la tua immagine riflessa per capirti meglio; ami lui, perché è come se amassi te stessa. Ma cos’è questo mistero: perché non ci basta guardare in noi stessi, ma ci conosciamo attraverso un’altra persona? Sei stata benissimo da sola fino a quel attimo fatale e fatato, eppure ora non puoi fare a meno di averlo vicino. È vitale come l’aria che respiri. Involontariamente le mani si strinsero forte. In quel istante seppi che qualunque cosa ci avesse riservato il futuro, io lo avrei amato per sempre. Anche se la realtà apparirà diversa e il mio orgoglio maschererà la verità. “Ti terrò seppellito nel cuore, affinché il ricordo di te non riaffiori e mi faccia soffrire per la tua lontananza“.

The light is fading in the afternoon / Won’t you see me baby in my room
There’s something that I want to say to you / Tell me baby am I getting through
Want to make, want to make, want to make, want to make / Love to you
Want to make, want to make, want to make, want to make / Love to you
Want to make, want to make, want to make, want to make / Love to you
In the afternoon, in the afternoon / The light is fading from across the way
I see you coming baby every day / I see you running, running from across the field
And I want to know if you can feel the same as me
Cause I want to make, want to make, want to make, want to make / Love to you
Want to make, want to make, want to make, want to make Love to you
Want to make, want to make, want to make, want to make / Love to you
In the afternoon, in the afternoon / The wind is howling baby outside the shack
Train whistle blowin’ from across the track
Get on my wavelength, and you set me free
I just want to be everything you want me to be
Want to make, want to make, want to make, want to make / Love to you
Want to make, want to make, want to make, want to make / Love to you
Want to make, want to make, want to make, want to make / Love to you
In the afternoon, in the afternoon / The moon is sinking way across the trees
I can see my baby but she can’t see me / I’ve got a longing deep within my soul
I have to take it there and let it roll
Want to make, want to make, want to make, want to make / Love to you
Want to make, want to make, want to make, want to make / Love to you
Want to make, want to make, want to make, want to make / Love to you
In the afternoon, make love in the afternoon / Make love in the afternoon
Let it roll / You got me reelin’ and a-rockin’ and rollin’ again
Let it roll / You got me reelin’ and a-rockin’ and rollin’ and rollin’ again
Oh, I’m rollin’ and tumblin’, and I’m rollin’ and tumblin’
And I’m talkin’ all outta my mind baby / Let it roll
You got me reelin’ and a-rockin’ / And I’m talkin’ all outta my mind
I’m talkin’ all outta my mind / Make love in the afternoon
Make love in the afternoon / Make love in the afternoon.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2 pensieri riguardo “Van Morrison: “In The Afternoon” (1995) – di Rosanna Cornaglia

  • Dicembre 31, 2014 in 6:13 pm
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    Fantastico! Fantastico come l’amore sia ossigeno per la vita, anche quando sembra finire.

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