Tony Joe White: “Rain Crow” (2016) di Claudio Trezzani

A 73 anni suonati Tony Joe White torna con un nuovo lavoro e lo fa impugnando lo scettro di Re dello Swamp e di miglior narratore del Sud degli States. Rain Crow” è un album essenziale, 10 pezzi intrisi di quel suono in bilico fra blues, country e roots ma sempre umidiccio, di quell’umido delle paludi, quello che ti si attacca alle orecchie e all’anima e non ti molla più. Storie che solo in bocca al buon Tony risultano credibili.
Difficilmente catalogabile in un genere preciso (di quelli che sei di qua o sei di là) Tony non ha mai fatto breccia nel cuore commerciale della musica americana; è rimasto come e anzi più di J.J. Cale ai margini, diventando artista di culto, pieno di talento e abilità nel raccontare storie di frontiera come nessun’altro. Io l’ho scoperto da poco ma, fidatevi, sarebbe un peccato non ascoltarlo. Iniziare con questo suo ultimo lavoro è una buona base di partenza per comprendere la sua arte musicale.
Il disco procede piano ma non dolcemente: la sua psichedelica chitarra swamp, basso e batteria in evidenza…
e un accenno di tastiere; quasi mai un accelerata tranne che in The Opening of the Box, un bel pezzo blues rock raccontato dalla sua voce baritonale quasi inquietante, creano un suono che ti si attacca addosso e non ti molla più.
La voce lo aiuta molto nel suo story-telling: negli anni forse ha perso calore, diventando più secca, ma capace comunque di caratterizzare sempre questo “uomo della palude” mezzo Cherokee.
Tra i 10 brani che compongono il disco, degni di nota sono sicuramente The Middle Of Nowhere, scritto a quattro mani con l’attore-cantante Billy Bob Thornton (un artista di culto che sembra il suo alter ego nel mondo di Hollywood) che parla di un amico con la sindrome di down; poi il pezzo di apertura, Hoochie Woman, uno swamp che ti avvolge con il suo incedere ipnotico; The Bad Wind, una canzone che sembra la colonna sonora dello stupendo film di Clint Eastwood “The Unforgiven” e, infine, la canzone che chiude il lavoro, quasi il manifesto della sua intera e sottovalutata carriera : Tell me a Swamp Story.
Un disco che scorre lento come il fiume Mississippi, un sound appiccicoso e caldo come le paludi della Louisiana; se amate la musica del South, quella più vera, non resterete delusi… e per tutti gli altri sarà tempo di scoprire uno dei cantautori più sottovalutati della storia americana, che ha scritto canzoni interpretate da Ray Charles, Joe Cocker, Etta James e Tina Turner.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

01. Hoochie Woman
02. The Bad Wind
03. Rain Crow
04. The Opening Of The Box
05. Right Back In The Fire
06. The Middle Of Nowhere
07. Conjure Child
08. Where Do They Go
09. Tell Me A Swamp Story

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