Tito & Tarantula: “Tarantism” (1997) – di Alex De La Iglesia

Quando si parla di gruppi o artisti musicali perfettamente calati nel mondo cinematografico, è d’obbligo menzionare i Tito & Tarantula da Los Angeles. Capitanati dal carismatico leader Humberto Tito Larriva (voce e chitarra), nato a Ciudad Juarez in Messico e trasferitosi a Los Angeles nel 1975 dopo aver vissuto in Alaska e Texas, il quale aveva già lasciato il segno con la band punk dei The Plugz e il complesso chicano rock dei Cruzados a cavallo tra la fine degli anni settanta e gli anni ottanta. La storia ha voluto che il loro nome si legasse sin da subito al regista statunitense Robert Rodriguez, in particolare ai sui lungometraggi “Desperado” (1995) e “Dal tramonto all’alba”(1996), fautore insieme a Quentin Tarantino di quel revival del cinema grindhouse a inizio anni novanta che ha nell’esagerazione, nella violenza e nell’ironia i suoi ingredienti preponderanti. Il disco d’esordio è datato 1997 e prende il nome di “Tarantism”. L’album annovera nella track-list episodi già presenti nelle colonne sonore dei titoli prima citati. A supporto di Larriva ci sono Peter Atasanof (chitarra e cori), Jennifer Condos (basso e cori), Lyn Bertles (violino, mandolino, armonica e cori) e Nick Vincent (batteria, percussioni e cori).
Le coordinate musicali preminenti sono quelle del
rock e del blues fortemente contaminati dalla musica latina, ovvero un cocktail spesso denominato Tex-Mex in onore dell’omonima tradizione culinaria dei cittadini texani di origine messicana, conosciuti come Tejanos. Il blues latineggiante di After Dark e il cow-punk di Angry Cockroaches (Cucarachas Enojadas) sono parte dell’OST di “Dal tramonto all’alba”, entrambe eseguite durante le scene ambientate nel grottesco night Titty Twister. Da “Desperado” invece sono state estratte la ballad Back to the House (That Love Built) e l’hard blues in stile ZZ Top di Strange Face (of Love). Ancora blues coriaceo e abrasivo in Smiling Karen e Slippin’ and Slidin’, quest’ultima con l’irresistibile riff di chitarra slide. C’è spazio anche per due ballad quali Sweet Circle, dal sapore folk, e Flying In My Sleep. Tanto Jupiter quanto la monumentale Killing Just For Fun, in chiusura, hanno invece il marchio inconfondibile del granitico rock anni novanta. Da ricordare che nella versione ristampata nel 2015 sono state aggiunte come bonus track due strumentali facenti parte degli score di “Dal tramonto all’alba” e “Desperado”, rispettivamente Torquay e White Train.
Si tratta dell’album che esprime al meglio il messaggio musicale di
Larriva in questa fase della sua carriera, con brani che tengono incollato l’ascoltatore alla musica e alle parole dall’inizio alla fine e senza divagazioni. Il progetto Tito & Tarantula vedrà negli anni diversi cambi di formazione, con una prolifica produzione discografica e un’intensa attività concertistica. Larriva ha anche preso parte con brevi ruoli a svariati film, oltre a quelli già menzionati, trai quali “True Stories” (D.Byrne 1986), “Il duro del Roadhouse” (R. Herrington 1989) con Patrick Swayze e C’era una volta in Messico” (R. Rodriguez 2003) con Antonio Banderas, Salma Hayek e Johnny Depp. Ho assistito a due loro performance memorabili, la prima a Ravenna nell’estate del 2008 e la seconda a Torino a inizio 2010, al termine delle quali tutti i componenti hanno concesso al pubblico lunghi momenti dedicati a conversazione, foto e autografi. In entrambe le situazioni, ricordo con piacere la simpatia e l’ironia di Tito Larriva, che ha più volte invitato gli spettatori a ballare sul palco con la band durante l’esecuzione di After Dark.

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