Tazenda: “Antìstasis” (2021) – di Cinzia Milite

Abbiamo rivolto qualche domanda ai Tazenda a proposito del loro ultimo album “Antìstasis” (2021). Dal 1988, i Tazenda hanno pubblicato dieci album in studio, live e raccolte a parte. Già dal primo e omonimo disco, la band etno-pop rock italiana mostra il proprio marchio di fabbrica, conquistando la critica e il pubblico, con un sound unico dove le sonorità degli strumenti musicali della tradizione sarda si fondono al suono delle chitarre elettriche. I Tazenda vantano due partecipazioni al Festival di Sanremo: nel 1991 con Spunta la luna dal monte, eseguita con Pierangelo Bertoli e l’anno seguente con Pitzinnos in sa gherra. Il gruppo sardo colleziona molteplici dischi d’oro, vittorie in svariate competizioni, collaborazioni con importanti artisti come Fabrizio De André e Corrado Rustici e live sold out in Italia e all’estero. Nel 2007 il brano Domo Mia, in duetto con Eros Ramazzotti balza in vetta a tutte le classifiche, seguiranno altri importanti duetti con Francesco Renga, Gianluca Grignani e i Modà. Nel 2012 i Tazenda pubblicano con l’etichetta Vida il primo album di inediti, “Ottantotto”, al quale seguono due live album: “Desvelos Tour”, “Il respiro live”, la raccolta “S’istoria” e numerosi progetti dal vivo. “Antìstasis”, dal greco classico “resistenza”, l’album dato alle stampe il marzo scorso, è un disco che unisce tradizione e innovazione; le canzoni raccontano storie di vita comune tra debolezze, paure e speranze riposte nel futuro. Undici brani inediti, in lingua sardo-logudorese e italiano, nei quali si fondono il desiderio di esplorazione di sonorità moderne e la ricerca della semplicità stilistica e vocale. La formazione attuale dei Tazenda è costituita da: Gino Marielli (chitarra solista, cori), Nicola Nite (voce, chitarra ritmica, chitarra acustica), Gigi Camedda (tastiera, voce secondaria). Risponde alle nostre domande Gino Marielli.
Il nuovo album ha un titolo in greco antico “Antìstasis” che vuol dire resistenza, in cosa consiste la resistenza per i Tazenda?
Volevamo un titolo che generasse voglia di fare domande e così sta avvenendo. Per noi è stimolante iniziare un’intervista parlando di Grecia classica e di concetti filosofici. Riteniamo di aver centrato l’obiettivo. C’è sempre tempo per dire cose banali e sicuramente lo faremo, ma questa volta ci interessava partire da basi più profonde. Siamo convinti che ciascuno di noi debba mettere in atto la resistenza, nel bene e nel male e a modo proprio, per affrontare le personali vicende di vita. Siamo tutte storie con una trama diversa, quindi dobbiamo imparare a resistere alle differenti correnti ed energie. Forse questo è il bello di questa serie tv planetaria, che è la vita, che va avanti da milioni di millenni.
L’artwork del disco è di grande impatto, com’è nato il concept e chi lo ha realizzato?
Se avessimo potuto tornare indietro nel tempo, per la realizzazione del l’artwork ci sarebbe piaciuto ingaggiare un art designer del progressive rock anni 70, quelli delle memorabili cover di gruppi come Genesis, Yes, Pink Floyd, per intenderci. Il nostro grafico Sean Scaccia di Cagliari, per fortuna, ha capito perfettamente il nostro intento e su nostra indicazione ha elaborato l’idea di una donna nuda, incinta, vestita solo di foglie e terra e ne è venuto fuori un piccolo capolavoro di cover del quale siamo rimasti entusiasti noi e il pubblico.
La Ricerca del Tempo Perduto è il titolo del vostro nuovo singolo, per la scelta vi siete ispirati all’opera più importante di Marcel Proust? Se sì, perché?
Leggiamo tanto e prima o poi qualcosa finisce dentro le nostre canzoni. L’intento di Proust nella sua opera era la rievocazione malinconica del tempo perduto e noi, a modo nostro, abbiamo voluto raccontare cosa accade quando sentiamo quel particolare profumo che ci riporta nel passato, magari a quando eravamo bambini a casa dei nostri nonni. Ci è piaciuto narrare di quella inconsapevole felicità, della pura spensieratezza prima dell’inevitabile appesantimento della vita dovuto ai giudizi, ai doveri e alle paure. Da adulti si è sempre alla ricerca di eccitazione emotiva che non da mai un senso di stabilità fino alla fine del viaggio: dove ci aspetta l’ultimo incontro, quello che noi chiamiamo dello spavento supremo.    
Antìstasis”, tra tutti, è l’album, diciamo così, “più in italiano” che avete realizzato. Credete sia la strada giusta da seguire o tornerete a pubblicare album con più parti in lingua sarda?
Non vogliamo progettare i nostri futuri album. Per ora ci interessa vedere come viene accolto Antìstasis e che riscontri avrà, in base agli esiti aggiusteremo il tiro.
In questo album compaiono anche testi in inglese, si tratta di una scelta orientata a guardare oltre i confini italiani?
In realtà è solo un vezzo quello di spruzzare qua e là qualche frase in inglese, così, giusto quando occorre. Un po’ come hanno fatto Pino Daniele e Zucchero. Solo sonorità diverse. Niente di più.
L’album si è avvalso di collaborazioni di vari artisti tra i quali I Bertas, Matteo Desole, perché questa scelta?
Abbiamo avuto tanta fortuna nel passato ad essere stati invitati da cantanti più famosi di noi e volevamo restituire questa generosità a nostra volta ad artisti che solo per nome sono più piccoli e meno noti di noi, ma che meritano tutta le luci della ribalta ed è quello che speriamo di offrire loro con Antìstasis.
Chiude l’album il remix di A Nos Bier, è la prima volta che un vostro brano viene remixato, come mai avete scelto di chiudere il disco con quel pezzo?
Il coraggio di osare non ci manca. Io ho voluto fare un regalo di compleanno a Gigi per i suoi sessant’anni e a sua insaputa ho contattato un giovane produttore di NolaAvevo sentito il suo gruppo, I Fuera, e sono rimasto colpito dalle sonorità un po’ vintage espresse da musicisti di ultima generazione. Ha accolto con apertura ed entusiasmo la mia richiesta ed ha elaborato questa fantasmagorica versione di A nos bier, dove tutti siamo obbligati a prendere un aperitivo On the beach! Dove? In Sardegna. Quando? Quando Dio lo vorrà e per questo ho proposto di volerlo prendere presto.

Tracklist: 1. Coro. 2. La ricerca del tempo perduto. 3. Ammajos. 4. Splenda.
5. A nos bier. 6. Essere magnifico (feat. Black Soul Gospel Choir).
7. Dolore dolcissimo. 8.Tempesta mistica. 9. Dentro le parole.
10. Innos (feat. Bertas). 11. Oro e cristallo (feat. Matteo Desole).
12. A nos bier (alternative version re-produced by jxmmyvis).

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