Santana: “Abraxas” (1970) – di Ubaldo Scifo

Per anni ho sognato di vedere volare via la colomba bianca raffigurata tra le cosce della bellissima bruxa color mogano, la donna della magia nera” che appare nella copertina di “Abraxas”, secondo album dei Santana, pubblicato nel 1970 dalla Columbia Records. La copertina, arazzo psichedelico raffigurante una sorta di Annunciazione pagana è il riassunto della poetica di Carlos Santana, in  bilico fra Gesù e Buddha, peccato e redenzione, ritualità e tribalità, gioia di vivere e culto dei morti. Divino e diabolico: Abraxas è una entità che in sé riassume questo dualismo. D’altra parte, lo stesso Carlos, nel corso di un’intervista spiega“L’energia dei diavoli e degli angeli è la stessa energia; dipende da come la usi. Essa alimenta. C’è un detto: se fai scappare tutti i tuoi demoni, gli angeli se ne andranno via con loro. (…)”(1). L’autore del dipinto, Mati Klarwein (1932-2002) è lo stesso delle copertine di “Bitches Brew” (1970) e “Live Evil” (1971) entrambe di Miles Davis per la Columbia Records, famoso anche per altre copertine per Jimi Hendrix, Grateful Dead, Osibisa. L’atmosfera di Singin in The Wind, Crying the Beasts, la traccia iniziale, è quella di un rito magico, giusto preludio a quello che sarà il principio motore dell’album: il ritmo della natura e dell’amore.
Black Magic Woman/Gipsy Queen è un po’ il riassunto di quello che succede nel dipinto realizzato nel 1962 da Klarwein, da cui Carlos viene stregato anni dopo, ispirato anche dalla lettura di “Demian” di Herman Hesse (2). Si legge nei versi della canzone: Ho una donna della magia nera / Ho una donna della magia nera / Sì, ho una donna della magia nera, / Mi ha fatto diventare così cieco che non riesco a vedere; / Ma lei è una donna della magia nera e / Sta cercando di farmi diventare un diavolo. (…)”(3)L’arrangiamento di Santana colloca la canzone di Peter Green, (altro grande asceso all’Olimpo dei chitarristi)(4), dentro una più idonea dimensione onirica, liberandola dall’essenzialità del rock blues, arricchendola di suggestioni e rendendo più fluido il suo sviluppo grazie alle sonorità tipiche della musica latina, create dalle  tastiere di Gregg Rolie e le percussioni di José “Chepito” AreasMike CarabelloRico ReyesSteven Saphore e Michael Shrieve alla batteria, che rappresentano l’elemento caratterizzante e imprescindibile della musica di Santana.
L’attacco di Oye como va, quelle prime note dell’organo marcate a fuoco sullo spartito, immutabili per i secoli successivi, sono sensazioni forse anche esagerate dal ricordo. Si tratta, alla fin fine, di un solo accordo ripetuto un bel po’ di volte, anche dopo l’entrata della chitarra e fino allo stacco insieme alle percussioni e al basso di David Brown… però l’effetto è ammaliante. Santana sembra avere tante braccia, tante mani, come Siva, ed è anche la parte solista dell’organo che splende come un diamante, compete e si compenetra con la chitarra di Carlos. Il suono di Gregg Rolie è l’ombra di Santana e non è facile immaginare un uomo senza la sua ombra, così come accade per la musica di Carlos senza l’organo di Gregg. Atmosfera rarefatta quella di Incident a Neshabur, scritta da Santana e Alberto Gianquinto che suona anche il piano elettrico in questa occasione.
Note dalla durata interminabile, che ti rimangono attaccate al cervello, schiave di un riverbero interno, come succede agli occhi quando per un attimo si guarda una fonte di luce intensa e, distogliendo lo sguardo, rimane ancora a lungo l’effetto abbagliante. Brano ben articolato, da riascoltare con attenzione. Nelle tracce Mother’s Daughter e Hope You’re Feeling Better, scritte da Rolie, prevale l’influenza del rock californiano, l’overdrive incattivisce la chitarra, mentre in Se a cabo e El Nicoya, scritte da José “Chepito” Areas, prevale l’impostazione afro-cubana di Oye como va, scritta da Tito Puente. “Abraxas” è un album eccezionale, pluripremiato, osannato da critica e pubblico, forse il  più famoso del chitarrista e di quel gruppo, contiene tracce che furono dei grossi successi anche come singoli ma, in tanti ne ricordiamo una in particolare… nel 1970 gli adolescenti della mia generazione organizzavano feste di ballo in case private, stanze al buio, luci soffuse, qualche spot colorato. Impianto stereo e vinili provenienti dalle collezioni private degli invitati. Se andava bene, ci si concedeva uno stroboscopio a noleggio, bevande gassate e pizzette dalla consistenza gommosa. Andavamo a prendere le ragazze fino a casa in motorino e le portavamo via sotto l’occhio sospettoso e ostile dei genitori e, la nostra arma per vincere la timidezza è stata proprio Samba Pa Ti, una dichiarazione d’amore senza parole, o meglio, le cui parole, le nostre, erano il suono della chitarra di Santana, note morbide, avvolgenti e sensuali. Nessuno di noi le ha dimenticate…

(1) intervista apparsa su Rolling Stone, del 16 marzo 2000, pag. 87. (2) Die Geschichte einer Jugend von Emil Sinclair; Demian. Storia della giovinezza” di Emil Sinclair, Milano, Martello, 1952 – prima pubbl.1919. (3) dal testo di Black Magic Woman. (4) La traccia viene pubblicata per la prima volta sul singolo “Black Magic Woman” Fleetwood Mac (1968 – CBS).

1. Singing Winds, Crying Beasts – 4:51. 2. Black Magic Woman / Gipsy Queen – 5:19.
3. Oye como va – 4:17. 4. Incident at Neshabur – 4:58. 5. Se a cabo – 2:50.
6. Mother’s Daughter – 4:25. 7. Samba pa ti – 4:45. 7. Hope You’re Feeling Better – 4:10.
8. El Nicoya – 1:30.

Carlos Santana: chitarra e voce. José “Chepito” Areas: timbales, congas, percussioni, voce.
David Brown: basso. Mike Carabello: congas, percussioni.
Gregg Rolie: organo, piano acustico, piano elettrico, voce. Michael Shrieve: batteria.
Alberto Gianquinto: piano acustico in Incident at Neshabur.
Rico Reyes: percussioni. Steven Saphore: tabla.

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2 thoughts on “Santana: “Abraxas” (1970) – di Ubaldo Scifo

  • Aprile 11, 2020 in 8:04 pm
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    Se l’autore dell’articolo ha sognato “di vedere volare via la colomba bianca raffigurata tra le cosce della bellissima bruxa color mogano”, il mio sogno(forse o sicuramente irrealizzabile) è stato sempre quello di vedere e sentire cantare dal vivo questo “mostro” che ha venduto più di 80 milioni di dischi ed è anche considerato tra i migliori chitarristi rock esistenti che la rivista Rolling Stone ha inserito nella lista dei 100 migliori chitarristi. Questo album è, certamente, uno dei suoi migliori:in esso spiccano, a mio parere, Black Magic Woman / Gipsy Queen, Oye como va e Hope You’re Feeling Better. Oltre a Samba pa ti, chi non ha fatto una dichiarazione d’amore con Europa in sottofondo?Ma la canzone alla quale sono legato di piu sentimentalmente, se vogliamo allargare il raggio d’azione, è Flor de Luna(Mooflower) del 1977: a mio padre piaceva tantissimo e la suonava con il banjo…
    Giovane AMAnuense.

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  • Aprile 11, 2020 in 8:06 pm
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    Se l’autore dell’articolo ha sognato “di vedere volare via la colomba bianca raffigurata tra le cosce della bellissima bruxa color mogano”, il mio sogno(forse o sicuramente irrealizzabile) è stato sempre quello di vedere e sentire cantare dal vivo questo “mostro” che ha venduto più di 80 milioni di dischi ed è anche considerato tra i migliori chitarristi rock esistenti che la rivista Rolling Stone ha inserito nella lista dei 100 migliori chitarristi. Questo album è, certamente, uno dei suoi migliori:in esso spiccano, a mio parere, Black Magic Woman / Gipsy Queen, Oye como va e Hope You’re Feeling Better. Oltre a Samba pa ti, chi non ha fatto una dichiarazione d’amore con Europa in sottofondo?Ma la canzone alla quale sono legato di piu sentimentalmente, se vogliamo allargare il raggio d’azione, è Flor de Luna(Mooflower) del 1977: a mio padre piaceva tantissimo e la suonava con il banjo…
    Giovane AMAnuense.

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