Oteme (Osservatorio delle Terre Emerse): “Un Saluto alle Nuvole” (2020) – di Ignazio Gulotta

In questo turbolento annus horribilis 2020, tutt’altro che propizio alla musica, abbiamo assistito malgrado tutto a una serie di uscite interessantissime anche in ambito nostrano, certo le difficoltà soprattutto nella promozione non sempre hanno garantito la meritata visibilità a dischi che, frutto di piccole e coraggiose produzioni, si sarebbero quantomeno avvalsi del circuito dei concerti per farsi conoscere. Speriamo allora che lo scriverne su siti e riviste possa almeno in parte contribuire a far conoscere il lavoro appassionato e di qualità che sta dietro i dischi come questo dei lucchesi Oteme, sigla che sta per Osservatorio delle Terre Emerse. “Un Saluto alle Nuvole” (2020) che esce per Ma.Ra.Cash è il loro quarto lavoro e dei tre precedenti che si sono succeduti a partire dal 2013 ne ha ottimamente parlato su queste pagine Pupi Bracali. A quel testo vi rimando per ulteriori informazioni sull’ensemble guidato da Stefano Giannotti, polistrumentista, cantante e compositore, nonché fondatore del progetto.
Ma veniamo al disco attuale: si tratta di un lavoro che nasce all’interno dell’Hospice San Cataldo (Lucca) e da una serie di interviste realizzate da Giannotti a chi quotidianamente assiste i malati terminali ospiti della struttura, medici, infermieri, OSS, parenti. Ne nasce un concept sul tema della morte, non affrontato metafisicamente ma proprio sul campo, dove ogni giorno si vede e si assiste al momento cruciale che ogni essere vivente e cosciente sa che presto o tardi arriverà. Le testimonianze raccolte sono poi diventate parte centrale dei testi delle canzoni. Canzoni che come recita il brano iniziale, Chiudere Quella Porta, sono storie di persone, uomini e donne che hanno vissuto vite spesso complicate e che ora vengono accompagnate all’epilogo della loro esistenza. Ma non va dimenticato che “Un Saluto alle Nuvole” è innanzitutto un’opera musicale e da questo punto di vista il lavoro si mostra decisamente interessante e di notevole spessore. Chi conosce gli Oteme sa già che la loro cifra stilistica è molto fluida, capace di tessere insieme molteplici stili in un continuo oscillare abilmente fra canzone d’autore, sperimentazione, fraseggi jazz, suggestioni prog, fantasmagorie psichedeliche.
La già citata canzone iniziale si muove fra Canterbury e Picchio dal Pozzo, mentre E C’è Qualcuno è un dolente cantautorato folk impreziosito da fiati crepuscolari. Il minimalismo di Un Ricordo Bello ha la capacità di sposare una certa leggerezza con le belle parole espresse da un’infermiera per spiegare qual è lo stato d’animo di chi lavora in un Hospice. Al contrario Dieci Giorni ha una sua aspra durezza scandita da ritmi quasi militari che si sfibrano in una palpitante improvvisazione jazz in cui gli strumenti si rincorrono con disperazione. In Gli Angeli di San Cataldo è protagonista il violino di Blaine Reinenger dei Tuxedomoon a disegnare sulle sue corde il senso di angoscia e dolore. Ma credo sia inutile continuare nella descrizione dei brani che peraltro può solo essere molto parziale e approssimativa: l’auspicio è che non ci si faccia spaventare dall’argomento e invece si ascolti con attenzione un’opera difficile ma di grande comunicativa che, sia attraverso le parole che la musica, ci invita a riflettere e pensare su un argomento, la morte, che la nostra società tende a nascondere o a spettacolarizzare.
E non era facile entrare ne grovigli del terribile tabù della morte e di un luogo di dolore come l’hospice senza cadere nella retorica e nel patetico. E sanno farlo anche con un afflato umano per cui la disperazione per la perdita più terribile, quella per un figlio, diventa amore e comprensione per l’umanità, come nella musicalmente nevrotica Una Mamma Ricorda. Un ultimo merito agli eccellenti arrangiamenti che trovano sempre il giusto tono e stile per ciascun brano e riescono a governare egregiamente i ben tredici musicisti impegnati che con i loro strumenti danno le coloriture appropriate a ciascun brano e a testi non certo usuali e adatti a canzoni, si ascolti per esempio la lunga e bellissima Turni per rendersene conto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

https://maracashrecords.bandcamp.com/album/un-saluto-alle-nuvole

http://oteme.com

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: