No Strange: “E Continuerò ad Esistere” (2021) – di Ignazio Gulotta

Continua, per nostra fortuna e piacere, il viaggio musicale, oltre 35 anni, dei torinesi No Strange, La band fondata da Alberto Ezzu e SalvatoreUrsusD’Urso dopo vari avvicendamenti nella formazione è tornata a essere un duo avvalendosi comunque di fidati collaboratori. Nel corso degli anni il sodalizio fra D’Urso ed Ezzu, pur restando fedele alla psichedelia, è andato via via allargando il suo sguardo e il suo stile accogliendo prospettive e influenze diverse, dalla musica medievale a quella orientale, dal kraut alla musica mistica, all’etnica, al minimalismo, alla classica e lirica. La capacità di utilizzare strumenti molto vari provenienti dalle più diverse tradizioni musicali li accomuna a band come Third Ear Band, Aktuala, Incredible String Band, qui troviamo per esempio il saz turco, il liuto medievale, la fujara slovacca, la viola da gamba. Importante nell’affascinante riuscita del disco la presenza del contralto Paola Scatena, già nei due dischi precedenti, che ha arricchito con la versatilità delle sue doti vocali la forza espressiva e comunicativa del lavoro di Ezzu e D’Urso.
Come molti altri lavori usciti in questi mesi, anche “E Continuerò ad Esistere” (Area Pirata/Psych Out 2021) è stato realizzato durante il duro periodo di lockdown, e questo lo ritroviamo in certa cupezza e rabbia che si rintraccia in particolare nei testi, ma dalle quali non sono esenti le stesse musiche. Ne è un esempio il brano iniziale, Forse è fuggita, col suo andamento drammatico, la voce di D’Urso è un recitato non privo di venature di angoscia, la chitarra sembra patire e languire in un lungo assolo, i versi evocano l’oppressione e l’inutilità dell’esistere quando «i giorni sono tutti assurdi come fogli di quaderno che getti via» e « ogni luce ci conduce al buio». La breve Lanciami un Fiore ci riporta ai No Strange più psichedelici e visionari, atmosfere sognanti e orientaleggianti, tabla e voci che sembrano provenire da un altrove celeste, grazie anche ai vocalizzi suggestivi di Paola Scatena.
Congiunzione di Vite è un brano splendido in un arrangiamento dove convivono raga e sonorità folk medioevali. ipnotica e meditativa questa canzone sarebbe piaciuta molto a Claudio Rocchi e nel verso «esistevo, esisto e continuerò ad esistere» si coglie l’omaggio alla vita intesa come forte valore spirituale. In Il Fiume Sotto le Piramidi atmosfere misteriose ed esoteriche, voci sussurrate nel loro accavallarsi, chitarre e sitar creano un mantra ipnotico e mistico contrappuntato nel finale da una chitarra sporca e distorta. Seguono il viaggio cosmico di L’Universo in Volo, il breve mantra di Addormentarsi Sembrerebbe Naturale, Il Tao dell’Immaginazione, una delle vette dell’album, dall’incedere maestoso, lirico, col sinuoso e accorato canto di Paola Scatena ad accentuarne il carattere mistico e trasognato, fra Third Ear band e Popol Vuh, il raga incalzante di La Luce Perpetua e infine Tangeri, con la voce di Paola Scatena come solista che chiude l’incanto lisergico del disco. Come da tradizione nella produzione No Strange anche “E Continuerò ad Esistere” ha un notevole packaging, dalla apribile copertina lisergica e colorata opera di Ursus, al booklet allegato contenente i testi e disegni opera dei musicisti e una nota di Fiorella Gentile. L’album al momento esce solo in 500 copie in vinile, il consiglio ovviamente è quello di procurarselo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

https://areapiratarec.bandcamp.com/album/e-continuer-ad-esistere

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