Nilza Costa: “Le Notti di San Patrizio – Distorção do Tempo” (2021) – di Alessandro Freschi

Hanno preso consistenza nel cuore di notti insonni. Bozze vocali che dopo essere state impresse su domestici congegni elettronici si sono evolute in compiuti componimenti, metamorfosi di pensieri divenuti prorompente energia sonora. Esattamente a cinque anni di distanza dall’apprezzato “Roots” la cantautrice Nilza Costa torna sulla scena discografia con l’inedito full-lenght “Le Notti di San Patrizio – Distorção do Tempo”, in distribuzione a partire dal primo settembre per Brutture Moderne. Trasferitasi in Emilia Romagna nel 2006, l’artista originaria di Salvador de Bahia dopo aver intrapreso inizialmente un percorso di perfezionamento sulla tecnica del canto posturale sotto l’egida della ricercatrice fiorentina Beatrice Sarti, si è resa artefice di un evocativo debut act, “Revolution, Rivoluzione, Revolução” (Fono Fabrique 2014), attraverso il quale ha iniziato a far conoscere la personale ed impegnata proposta musicale, contraddistinta dall’osmosi di tribali ritmiche afro con colorate sonorità brasiliane e recite sospese tra idiomi primordiali yorubà e portoghese.
Registrato al Capanno di Castel San Pietro (BO), arrangiato dal polistrumentista Roberto Rossi (percussioni, fender rhodes, vibrafono e basso) con la collaborazione del chitarrista Daniele Santimone ed il flautista Massimo Zaniboni, “Le Notti di San Patrizio – Distorção do Tempo” si palesa come trait d’union tra le produzioni della talentuosa Nilza, preservando inalterato l’ipnotico pathos suscitato spontaneamente dalle intense e mistiche interpretazioni dell’artista. Otto tracce all’interno delle quali si innalzano vigorose urla di protesta contro le ingiustizie sociali, il razzismo, i drammatici conflitti mossi in nome del “Dio Denaro” o di deliranti fanatismi. Una debita invettiva che punta il dito sull’insita cattiveria che alberga l’animo umano e che allo stesso tempo si fa messaggera di coraggio e speranza.
I singoli apri-pista Awà e Resistance sono convincenti biglietti da visita di un lavoro che conferma, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, l’assoluto spessore artistico di un ricercato progetto che, sopraggiunto al terzo atto, si ammanta di essenziale maturità. Tra le tracce in scaletta meritano molto più di una semplice attenzione gli onirici orditi di Maresia, il coinvolgente arzigogolo afro-jazz Oselu Ko Ni Sé e l’assolata cartolina Elegbarà. Ritagli sonori di un ‘gioiellinoworld-music sbocciato sotto le stelle della piana ravennate. Nelle notti insonni di San Patrizio.

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