Led Zeppelin: “Dazed and Confused” (1969) – di Gianluca Chiovelli

1967, il cantante folk Jake Holmes licenzia il suo disco d’esordio, “The Above Ground Sound”. La prima traccia del lato B si intitola Dazed and Confused. Quel furbone di Jimmy Page, ancora negli Yardbirds, ci getta un orecchio interessato. Sempre con gli Yardbirds ne fa già una versione tutta sua e la presenta in concerto. Un annetto più tardi si presenta negli studios assieme ai suoi nuovi compagni d’avventure – Robert Plant, John BohnamJohn Paul Jones – sono un quartetto talentuoso e accortamente manipolato per sfondare in classifica. Da New Yardbirds cambiano il nome in Led Zeppelin. Non sappiamo cosa sia successo durante le registrazioni. A un certo punto tuttavia, Page potrebbe aver detto ai suoi compari, tirando fuori dal cilindro il coniglio scappato dal cortile di Holmes: “Ragazzi, sentite qui che roba, buona eh, il testo mi ci è voluta una notte per scriverlo, mica male no? Aggiungo un assolo furibondo sul finale, tutti d’accordo? E qualche urletto di Robert sulle mie strimpellate con l’archetto e sarà perfetta, mi raccomando John, la linea di basso all’inizio, come dire? Conferisce un aspetto drammatico al tutto. La chiamiamo, la chiamiamo…? Boh, facciamo Dazed and Confused dai, mi ispira e la chiudiamo lì. Cosa scrivere nei credits? Page, cosa vorresti scrivere?”… e Dazed and Confused fu.
Un capolavoro, come il primo disco dei Zeppelin. Chissà come ci sarà rimasto Jake Holmes quando le radio di mezzo mondo avranno rimandato il brano. Sarà rimasto stupito? Arrabbiato? Basito? Forse ammirato. Chi lo sa. Una cosa è sicura: per tutti (o quasi tutti, meno una decina di rompiscatole) Dazed and Confused è una canzone dei Led Zeppelin, una canzone di Jimmy Page e Jake Holmes un perfetto sconosciuto che, fra le altre sue cose folk, si è permesso una cover retrodatata di Dazed and Confused addirittura. Un “succhiaruote, insomma, del genio altrui. Anche un po’ matto, occorre dire, tanto che una volta (c’è da compatirlo) ha persino cercato di contattare Page per discutere di royalties e soldi. Page, ovviamente, manco gli ha risposto. Magari nel tempo i quattro gli hanno allungato un po’ di talleri sottobanco e lui ha accettato. Anche questo non possiamo saperlo. Se li ha accettati, però, ha fatto bene. Nella vita infatti ci sono due leggi inderogabili ed è bene che tutti, prima o poi, vi si rassegnino (credeteci, ci si guadagna in salute). La prima: la giustizia degli uomini si acconcia sempre ai vincitori, al potere e ai talleri (o ai dobloni o alle sterline). Qui il potere è rappresentato in forma di dirigibile Zeppelin. La seconda la desumiamo da una battuta del film “L’uomo Che Uccise Liberty Valance” del 1962, di John Ford: “Quando la realtà incontra la leggenda è sempre la leggenda a vincere“…
e così sia.

Been dazed and confused for so long it’s not true / Wanted a woman, never bargained for you
Lots of people talk and few of them know / Soul of a woman was created below, yeah
You hurt and abused tellin’ all of your lies / Run around sweet baby, Lord how they hypnotize
Sweet little baby I don’t know where you’ve been / Gonna love you baby, here I come again
Every day I work so hard / Bringin’ home my hard earned pay
Try to love you baby, but you push me away / Don’t know where you’re goin’
Only know just where you’ve been / Sweet little baby, I want you again
Been dazed and confused for so long, it’s not true / Wanted a woman, never bargained for you
Take it easy baby, let them say what they will / Will your tongue wag so much when I send you the bill. 
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA  
 

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