John Coltrane: “The Roulette Sides” (2016) – di Ubaldo Scifo

Il periodo che va dal 1957 ai primi anni 60 per John Coltrane è molto denso dal punto di vista della produzione, del fervore compositivo e della ricerca di nuovi linguaggi sonori. Episodi fondamentali che avranno una influenza determinante nella sua vita artistica sono la partecipazione a Kind Of Blue nel 1959, di Miles Davis; la conoscenza di George Russell nell’album “New York, N.Y” registrato tra il 1958 e 1959, dove suona il sax tenore in Manhattan (Russel è il teorizzatore della tecnica modale subito seguito da Davis e Bill Evans); il periodo del Live al Five Spot registrato nel 1958… una serie di gustose esibizioni dal vivo con Thelonius Monk e, nel 1960, il suo approccio con la new thing“, attraverso la conoscenza di Ornette Coleman e la conseguente registrazione di “Avant Garde” (1960) insieme ad Archie Shepp, contenente diversi brani di Coleman
Il sassofonista staccatosi da Miles ridefinisce alcuni concetti, rimodula tutta le idee per ordinarle, farle proprie e riproporle con un suo gruppo. In questo periodo Coltrane incide una enorme quantità di album con diverse label: la Prestige, la Blue Note, la Columbia, la Atlantic. Per quest’ultima incide in particolare, due capolavori: “Giant Steps” (1959) e My Favorite Things pubblicato nel 1961.
Il materiale contenuto nell’EP da 10 ”The Roulette Sides” (2016), inciso per l’etichetta Roulette nel 1960, fu originariamente rilasciato come un lato dell’album “The Best of Birdland, Vol. 1” (nell’altro lato erano contenute registrazioni di Lee Morgan). 
Si tratta di una sessione che costituisce una tappa importante nella storia di Coltrane: è la prima volta che suona con McCoy Tyner al pianoforte. Si profila da subito la perfetta integrazione tra i due: Tyner è un preciso costruttore di trame costituite da accordi aperti che permettono una grande libertà di improvvisazione al sassofonista; Steve Davis è al contrabbasso e Billy Higgins alla batteria. Quest’ultimo verrà presto sostituito da Elvin Jones che diventerà il batterista preferito di John
Exotica è basato sulla ripetizione di una cellula base modale impostata su note di una scala araba (enunciata nell’intro) alternata ad una altra scala che si ripete quattro volte, seguita da una sorta di bridge ed il ritorno alla cellula iniziale, secondo uno schema ben preciso. Nel primo ciclo improvvisa Coltrane, nel secondo ciclo McCoy Tyner, infine John rientra nel bridge e chiude. Il secondo take di Exotica è molto interessante perché, pur non presentando la perfetta costruzione del primo, ne rappresenta uno step intermedio e dimostra come il sassofonista sperimenti continuamente, provando varie strade fino alla versione definitiva. McCoy Tyner imprime la stessa dinamica di “My Favorite Things” in One and four (aka Mr.Day), dove il contrabbasso prima, e la batteria in seguito, introducono il tempo su cui si abbatte come un vento furioso il tenore di John contemporaneamente al pianoforte, a suonare il tema e successivamente l’improvvisazione sulla stessa trama.
In Like Sonny (aka Simple Like) il tema si appoggia su un ritmo di calypso, (Sonny Rollins si trovava molto bene sui ritmi sudamericani) ma è basato su note di una scala orientale. Dall’ascolto di queste tracce possiamo farci un’idea delle enormi possibilità tecniche di Coltrane e le diverse modalità di approccio alla esecuzione e all’improvvisazione, spinto da un costante sperimentalismo. Lui stesso ha affermato che: “A volte, mentre suono, scopro due idee e invece di lavorare su una, continuo a trattare entrambe allo stesso tempo, perdendo la continuità”
Un Album per entrare in contatto con la sua grandezza.

Side 1: Exotica (aka “Untitled Original”) (4:26) Exotica (alt. take) (4:32)
Side 2: One and Four (aka “Mr Day”) (7:29) Simple Like (aka “Like Sonny”) (3:50)
McCoy Tyner – piano. Steve Davis – bass. Billy Higgins – drums. John Coltrane – tenor sax.

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2 pensieri riguardo “John Coltrane: “The Roulette Sides” (2016) – di Ubaldo Scifo

  • Luglio 16, 2016 in 9:57 am
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    I germi del cambiamento erano sempre presenti nell’aria quando Trane suonava…non mi meraviglia la sua capacità di trovare e seguire 2 o più idee durante la stessa jam…gli dobbiamo tutti qualcosa…anche e soprattutto senza saperlo…p.s. The Avant Garde con Archie Shepp?…pensavo con Don Cherry…;-)….

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    • Luglio 2, 2017 in 2:21 pm
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      E’ così. In bozza si scrivono notizie così come si ricordano ma che poi non si correggono. Grazie dell’attenzione con cui leggi le mie cose…

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