Ivan Francesco Ballerini: “Ancora libero” (2021) – di Ignazio Gulotta

A due anni di distanza dall’esordio con “Cavallo Pazzo” (2019), disco dedicato ai pellirosse e alla loro eroica e tragica vicenda, il cantautore toscano Ivan Francesco Ballerini dà alle stampe il suo secondo lavoro “Ancora libero” (RadiciMusic Records 2021) incentrato, come annuncia il titolo, sul tema della libertà, declinato sotto diversi aspetti, sia pubblici che privati. Il disco è un lavoro molto personale che il cantautore, autore di tutte le musiche e dei testi, tranne Per me sempre sarai, tratta da una poesia scritta da suo padre Romano, ha realizzato con il fondamentale contributo come arrangiatore e musicista di Alberto Checcacci. Altri apporti sono venuti dalla cantante Monica Borghini, dal violinista Alessandro Golini e dal batterista Alessandro Melani. Ballerini è giunto al debutto discografico tardi, infatti è nato nel 1967 a Manciano in terra di Maremma, e nel disco si sente una maturità consapevole e riflessiva che rende le sue canzoniserie’, nel senso che ogni nota e ogni parola sono lì per comunicare qualcosa, tutto è misurato, minimale, non è l’immediato e superficiale consenso che vuole ottenere, ma intrecciare un dialogo con chi ascolta fatto di sentimenti e idee da condividere e commentare.
Qualcuno ascoltando il disco potrebbe essere indotto a criticarlo in quanto giunto fuori tempo massimo, e in effetti “Ancora libero” è un album che non fa alcuna concessione alle mode musicali, ma percorre la strada del cantautorato classico, dei riferimenti potrebbero essere i primi De André o De Gregori, protagonisti la voce e le parole accompagnate fondamentalmente dalla chitarra acustica. Ma invece è proprio questo il pregio maggiore del disco: presentarsi come un’opera solida, matura, essenziale e come una critica alla deriva della contemporaneità. In questo senso significativa è la title track con la sua forte affermazione di non piegarsi alla deriva solipsistica di una vita fatta solo di casa e lavoro: è il desiderio di socialità, di vivere, di ribellarsi che si afferma con forza e passione perché oggi è un atto di ribellione anche «stare in mezzo a tanta gente ed urlare apertamente, che ti senti ancora libero e sei qui». Anche in Cuore di metallo il tema è il potere tentacolare delle macchine nelle nostre vite, temendo un futuro distopico dominato da robot in grado di autocorreggersi e sostituirsi così all’uomo.
In altre canzoni il tema della libertà si intreccia a quello dell’amore come in Volare libero, mentre in brani intimi e delicati come Da mondi lontani e Guarda dalla finestra si canta la bellezza della donna amata, ma anche l’inquietudine di un amore che non si riesce a esprimere. L’universo di Ballerini oscilla fra sentimenti intensi d’amore, da quello per la figlia in Per me sempre sarai o, in Io non ti vivo, a quello per la donna amata, ma anche per l’umanità che lotta e soffre per un insopprimibile anelito di libertà e per sollevarsi da vite immiserite: si ascolti a proposito Ho imparato, dove il sentimento di solidarietà ed empatia si accompagna all’amarezza di una vita che non ha voluto piegarsi alle sconfitte, ma ha avuto la capacità di mantenere il cuore aperto e di saper sorridere e continuare il cammino dell’esistenza. Nei versi di Dio c’è Ballerini esprime la sua idea di canzoni, queste devono far «emozionare gli occhi, lacrimare il cuore», allora dobbiamo chiederci se lui c’è riuscito, e la risposta non può che essere affermativa, le canzoni di “Ancora libero” esprimono sentimenti e parole che per sincerità, per forza evocativa non possono non toccarci.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: