ISLAM & ISIS – di Maurizio Garatti

Il terrorismo islamico ha colpito di nuovo, riempiendo i nostri media di notizie drammatiche e di immagini decisamente inquietanti oltre che spaventosamente efficaci. Questi fatti, uniti a quelli di Parigi mi spingono a una riflessione che vorrei rendere pubblica, cercando di non cadere nel facile e banale qualunquismo con il quale generalmente si tratta questo genere di notizia.
Intendiamoci, nessuno ha intenzione di trovare una qualsiasi giustificazione a ciò che è accaduto, tuttavia è opportuno evitare qualsiasi tipo di aggregazione tra due “zone” ben delineate e distanti tra loro.
Da una parte c’è l’Islam, con la sua religione, la sua cultura millenaria e i suoi insegnamenti (a tal proposito vorrei ricordare a molti smemorati, che la nostra civiltà deve molto al periodo arabo, o moresco che sia, che ha caratterizzato per anni la Spagna e il sud dell’Italia); e dall’altra c’è un gruppo di terroristi che, armati e indottrinati dalle logiche dinamiche del potere economico che li guida, vogliono esportare la guerra al di fuori dei ristretti confini di casa loro. In altre parole: da una parte c’è la civiltà, e dall’altra la barbarie. Uno schema del tutto simile a quello utilizzato dalla chiesa cattolica nei cupi anni del Medioevo e durante la famigerata “Santa” Inquisizione.
Troppo spesso sento la gente parlare di eliminare il pericolo Islam accomunando tutti in un unico mucchio di legna da ardere, che è poi ciò a cui questi cosiddetti “combattenti” mirano esplicitamente. Perché è ovvio che una guerra combattuta solo con atti di terrorismo, è destinata a fallire miseramente, accartocciandosi su se stessa. Se invece il progetto di innescare una sorta di destabilizzazione politica nei paesi dell’occidente andasse in porto, facendo in modo che i singoli governi intervenissero legiferando a tal proposito… ecco che ci si troverebbe di fronte a uno scenario del tutto inedito.
Uno scenario che non è più confinato in immagini televisive, ma che diventa il nostro quotidiano, le nostre città, la strada nella quale abitiamo. Prendiamo l’immagine più classica e semplice di questa situazione,

il barcone di clandestini che, disperatamente, cerca di arrivare sulle nostre coste. In mezzo a loro tanti derelitti, in cerca di un’alternativa all’assurdo presente dal quale fuggono.
In mezzo a loro, presumibilmente, qualche combattente cui facevo riferimento poco sopra. Difenderci da questi ultimi è nostro diritto, ovvio, ma facendo una netta distinzione tra delinquenti (è la parola adatta) e poveracci che non hanno più nulla. Noi italiani siamo abituati a questo tipo di trattamento. Per anni abbiamo combattuto contro lo stereotipo dell’italiano mafioso, colluso con la camorra, oppure con la ‘ndrangheta. Quante volte ci hanno giudicati così le altre nazioni europee e non solo?
Quanti tedeschi, inglesi e francesi considerano a tutt’oggi gli italiani un popolo di mafiosi dei quali non fidarsi? Molti purtroppo… Io credo che il confine che separa i delinquenti dalle persone per bene, resti una linea ben marcata e facilmente visibile.
Una linea che possiamo scegliere di vedere o no, ma che resta a indicarci la differenza tra civiltà e ottusità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

marcinelle 8 agosto 1956Illustrazione: el cordobès©Tutti i diritti riservati 

3 pensieri riguardo “ISLAM & ISIS – di Maurizio Garatti

  • Marzo 23, 2015 in 9:28 am
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    Un argomento scottante, da prendere con le molle. Tu l’hai trattato in maniera impeccabile sulla quale concordo pienamente.Un bell’articolo davvero.
    Un carissimo saluto

    Rispondi
  • Marzo 23, 2015 in 6:16 pm
    Permalink

    La Paura in ordine: abbaglia, acceca, addormenta di un sonno catartico.

    Lascia vivi solo per metà. O meglio…. mezzi morti.

    Sino a che non ce la si scuce di dosso…sarà la malattia terrena
    a mietere più vittime della peste.

    Rispondi

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