Francesco Guccini: “Vedi Cara” (1970) – di Andreas Finottis

Una bottiglia di birra cola nelle ultime gocce sul marciapiede / prime foglie secche d’autunno cadono sotto i piedi / c’è un verde chiosco di un’edicola / sui giornali ha messo dei pezzi di nylon con sopra delle pietre / il vento spazza la strada e mi mescola dentro / mille frammenti si spostano / tornano e girano / di mente in mente / passa una con i capelli rossi lunghi scomposti dal vento / guardandola negli occhi verdi per un attimo la vedo dentro / proseguiamo opposti verso insulse destinazioni / e lei diventa un nuovo frammento / tra i Tex da 300 lire dalle copertine scolorite / la Fiat 132 beige di mio padre / i ghiaccioli all’anice del bar che non c’è più. / Mi affretto faticosamente controvento / ad accendermi una sigaretta/  aspiro bisognoso il fumo / come un ago nella vena per cancellarsi / una scopata con un nessuno per dimenticarsi / un’ultima bottiglia scolata per perdersi / dentro sé.

Vedi cara, è difficile a spiegare / È difficile parlare dei fantasmi di una mente
Vedi cara, tutto quel che posso dire / È che cambio un po’ ogni giorno, è che sono differente
Vedi cara, certe volte sono in cielo / Come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà
Vedi cara, è difficile spiegare / È difficile capire se non hai capito già
Vedi cara, certe crisi son soltanto / Segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire
Vedi cara, certi giorni sono un anno / Certe frasi sono un niente che non serve più sentire
Vedi cara, le stagioni ed i sorrisi / Son denari che van spesi con dovuta proprietà
Vedi cara è difficile a spiegare / È difficile capire se non hai capito già
Non capisci quando cerco in una sera / Un mistero d’ atmosfera che è difficile afferrare
Quando rido senza muovere il mio viso / Quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare
Quando sogno dietro a frasi di canzoni / Dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà
Vedi cara è difficile spiegare / È difficile capire se non hai capito già
Non rimpiango tutto quello che mi hai dato / Che son io che l’ho creato e potrei rifarlo ora
Anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perché / Questo tempo dura ancora
Non cercare in un viso la ragione / In un nome la passione che lontano ora mi fa
Vedi cara è difficile spiegare / È difficile capire se non hai capito già
Tu sei molto, anche se non sei abbastanza / E non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi
Tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco / Tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi
Io cerco ancora e così non spaventarti / Quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua
Sii contenta della parte che tu hai / Ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa
Cerca dentro per capir quello che sento / Per sentir che ciò che cerco non è il nuovo o libertà
Vedi cara è difficile spiegare / È difficile capire se non hai capito già.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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