Goblin Rebirth: “Alive” (2016) – di Lino Gregari

I Goblin sono una delle Band storiche del Progressive Italiano e devono soprattutto la loro fama alle Colonne Sonore dei Film di Dario Argento, George A. Romero e altri illustri cineasti, ma è anche vero che il loro sound ha mantenuto vivo l’interesse per questo genere in anni nei quali si ascoltava ben altro, influenzando molti gruppi di là da venire. Nel corso degli anni, i Goblin hanno subito innumerevoli cambiamenti, mutazioni che hanno portato a una nutrita serie di formazioni, mantenendo però inalterato il feeling con la loro matrice musicale, e la riprova è questo ultimo anello della catena, chiamato Goblin Rebirth, capace di far risorgere come novella Araba Fenice questi Menestrelli Dark.
Nel 2016 pubblicano “Alive” (Black Widow Records)
, un doppio album, disponibile anche in una splendida edizione in vinile, che documenta un concerto tenutosi il 22 Aprile del 2011 al Crossroads di Romadiciotto brani che ripercorrono la storia musicale della Band e che hanno il pregio di portarci con loro in un susseguirsi di suoni e immagini mai dimenticati. Ci sono tutti i grandi successi del gruppo, suonati come Dio comanda, a cui vengono aggiunti pezzi che non hanno mai avuto l’onore di essere proposti dal vivo.
I musicisti dimostrano di essere sempre a proprio agio con queste partiture storiche ma lo scorrere dei brani chiarisce anche che i Goblin non sono solamente un gruppo che esegue vecchi successi; la nuova formazione (composta da Fabio Pignatelli basso, Agostino Marangolo batteria, Giacomo Anselmi chitarra, Aidan Zammit e Danilo Cherni entrambi alle tastiere) gira alla grande, e ha il notevole merito di far comprendere a tutti la validità della loro proposta musicale. “Alive” è un gradito excursur al banale mainstream al quale ci hanno abituato molte delle attuali uscite discografiche, e merita di essere lodato, per la freschezza che denota.
In un’unica soluzione scorrono titoli come La Chiesa, Buio Omega, Tenebre, L’Alba Dei Morti Viventi, Suspiria, Profondo Rosso… e via discorrendo. Ia trama che lega i brani appare subito evidente e ad ascoltarli tutti assieme crea un che di inaspettato. Nonostante il fatto che diversi anni separino questi pezzi, il Concerto crea un effetto Concept Album molto singolare: la musica dei Goblin ha un filo logico che ricorda i labirinti sonori entro i quali il Progressive Italiano si trova meravigliosamente a suo agio. 
Un signor Concerto quindi, e una edizione che dimostra ancora una volta che da noi c’è ancora gente capace di fare grande musica.

Fabio Pignatelli: Basso. Agostino Marangolo: Batteria.
Giacomo Anselmi: Chitarra, Bouzouki. Danilo Cherni: Tastiere.
Aidan Zammit: Tastiere

1) Killer On the Train. 2) Buio Omega. 3) Aquaman.
4) Mad Puppet (incl. Bass Solo). 5) Death Dies. 6) Roller.
7) DrFrankenstein. 8) La Chiesa. 9) Tenebre.
10) Goblin. 11) L’Alba dei Morti Viventi.
12) Magic Thriller. 13) Le Cascate di Viridiana.
14) Connexion. 15) Witch. 16) Suspiria. 17) Zombi.
18) Profondo Rosso.

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