Goblin: “Buio Omega” (1979) – di Alessandro Freschi

A partire dagli anni sessanta è comparso, sotto mentite spoglie, in oltre duecento produzioni cinematografiche. David Hills, Frederico Slonisko, Chang Lee Sun, Alexandre Borsky, Michael Wotruba sono alcune delle identità (se ne arrivano a contare oltre cinquanta) con le quali si è cimentato dietro gli obbiettivi di cinepresa e macchina fotografica, nell’elaborazione di una sceneggiatura, nelle vesti di produttore. Tra i massimi portavoce del B-Movie Made in Italy, Aristide Massaccesi ha amato sperimentare le sue tecniche da pregiato artigiano attraversando in modo trasversale, ed ogni volta con uno pseudonimo diverso, i soggetti più disparati. Dal western al fantasy, dal cappa e spada alle arti marziali, dal hardcore al thriller. Pellicole a basso costo, inverosimili sequel, o semplici parodie, di classici di successo con cast spesso discutibili che tuttavia custodiscono tra i fotogrammi sprazzi di sagace originalità. Joe D’Amato innegabilmente è il ‘nome di battaglia’ con il quale Aristide (scomparso nel gennaio 1999 all’età di sessantatré anni) viene in maggior misura ricordato. Tale riconoscimento scaturisce dalla realizzazione di una cospicua serie di lungometraggi a luce rossa – per i quali viene considerato un vero e proprio pioniere del genere – e per un trittico di film dalle tinte splatter, tutt’oggi estremamente apprezzati dai cultori dell’horror estremo.
Se nel cannibal movie
Antropophagus” (1980) e in Rosso Sangue” (1986) a prestare la faccia al protagonista è l’attore genovese Luigi Montefiori, alias George Eastmann, amico e collaboratore di Massacesi sin dai tempi di Sesso Nero” (1980), primo porno ad essere proiettato nelle sale italiane, ad animare il gotico Buio Omega intervengono Kieran Canter, Cinzia Monreale e Franca Stoppi, nonchè le musiche di una band non nuova a certe conpartecipazioni, i Goblin. Signore e signori se siete facilmente impressionabili vi consigliamo di non assistere a questo spettacolo. Se al contrario vi piacciono le emozioni violente allora questo film è per voi’. Ha così inizio il trailer italiano. Eccessivo, censurato, Buio Omega fa il suo esordio nei cinema il 15 Novembre 1979. Il regista romano rivisita Il Terzo Occhio (1966) di Mino Guerrini, altra pellicola definita ‘contraria alla morale pubblica’, inserendo nel canovaccio originario del film del 1966 la figura inquietante di un tassidermista alle prese con l’imbalsamazione della giovane amata defunta. Un ripugnante melting-pot di amputazioni e macabri deliri amplificato da una fotografia turpe e distorta, volta ad arrecare allo spettatore di turno un insopportabile senso di disagio, prossimo alla nausea.
Ossessione e romanticismo
che si prendono sotto braccio, pura follia che, al netto degli efferati espedienti di scena, odora di lubrico realismo, detestabile (o amorevole?) tratto distintivo del cinema firmato Aristide-Joe Massaccesi.
Dopo aver colorato, con eclatante successo, i purporei incubi argentiani (Profondo Rosso 1975 e Suspiria1977) e i morti richiamati in vita da George Romero, i Goblin, con una line-up inedita a quattro elementi vengono reclutati per comporre le musiche di Buio Omega. Due degli storici fondatori del gruppo hanno abbandonato il progetto per abbracciare esperienze alternative. Il tastierista Claudio Simonetti ha deciso di dedicarsi a produzioni di stampo disco-dance (Vivien Vee, Easy Going e l’imminente successo Giocajouer in tandem con Cecchetto) mentre Massimo Morante ha messo in pratica le proprie velleità solistiche con l’album “Abbasso” (1980). Spetta così a Fabio Pignatelli (Basso) ed Agostino Marangolo (batteria) tenere in alto il vessillo del “folletto con il violino“, supportati nella circostanza da Massimo Guarini, già tastierista in Roller” (1976), e da Carlo Pennisi, chitarrista con alle spalle esperienze con i Flea on The Honey, Flea, Etna, Libra e cugino di Agostino Marangolo (con il quale confluirà nel 1981 nei New Perigeo).
Synth e piano tratteggiano oscuri orditi sonori che si appiccicano alle sinistre sequenze della malata vicenda, all’interno di una suspencebucata’ qua e là da minacciosi silenzi e ansimanti palpitazioni. Pur ripercorrendo architetture armoniche collaudate in
Buio Omega, a tener compagnia alla indispensabile componente classica è il profilo elettronico dei Goblin, per una volta più vicino alle atmosfere degli Alan Parsons Project che a quelle degli Emerson, Lake & Palmer. La distribuzione del film non coincide con quella della colonna sonora che conosce un primo rilascio parziale solo diciotto anni dopo quando la Cinevox Records emette sul mercato in versione compact disc un montaggio LP rinvenuto nei propri archivi. Curiosamente, in ogni caso, alcuni movimenti (ribattezzati per l’occasione Quiet Drops, Bikini Island, Pillage e Rush) erano stati consegnati alle stampe nel 1980 con il 33 giri Contamination, cornice sonora dell’omonimo fanta-horror di Luigi Cozzi – soggettista dei primi capolavori di Dario Argento – della quale i Goblin erano stati gli autori.
Il definitivo recupero del soundtrack integrale di “Buio Omega”, registrato negli studi romani Trafalgar da Giorgio Agazzi, si avvererà nel 2008, al termine di una certosina operazione di riversamento in digitale dei nastri magnetici d’epoca. La disponibilità delle ventiquattro takes originali renderà possibile l’allestimento di una track list finalmente cronologicamente ineccepibile, che presenterà, dulcis in fundo, l’urlo della ragazza che, nella drammatica coda, rischia di rimanere sepolta viva. ‘Solo a pensare a questo film mi vengono brividi’. E’ questo il commento attribuito ad Alfred Hitchcock stampigliato in risalto sulle locandine cinematografiche di “Buio Omega” affisse per 
la prima’ del 1979. È decisamente presumibile che il celeberrimo registra londinese, ignorasse l’esistenza di questo film di Joe D’Amato. Diffidiamo sul fatto che possa essersi espresso in questi termini e soprattutto che questo macabro grand-guignol avesse potuto incontrare il suo gradimento. Ciononostante, ‘Signore e signori se siete facilmente impressionabili vi consigliamo di non assistere a questo spettacolo’.(Grido di paura in sottofondo).

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