Fabian Negrin: “L’amore t’attende” (2009) – di Lucia Gargano

“Con te io sono giovane (…) I tuoi occhi mi toccano (…) E sul tuo volto il sorriso è radioso / Più chiaro assai delle nubi più chiare / Allora io corro dove sei / Dove mi pensi e dove mi attendiPrendo in prestito alcuni versi di Marc Chagall dedicati a Vava, la compagna di vita degli ultimi anni del pittore, perché non saprei spiegare meglio la delicatezza di quest’opera d’arte: “L’amore t’attende” di Fabian Negrin, edito da Orecchio Acerbo, 2009. Un libro che mostra l’amore, anzi, l’amare nel privato più intimo. In un lungo cartoncino illustrato a colori di circa tre metri, ripiegato in ventiquattro pagine, Negrin, cattura le sensazioni, le calde sfumature e le atmosfere dell’amore. Lo slancio dell’innamoramento, la tensione dell’incontro amoroso, pieno di promesse, nella gioia dei corpi di due giovanissimi amanti desiderosi di sdraiarsi per sentirsi più vicini che mai. Attraverso pennellate di colore e un testo poetico scritto su due corpi che si scoprono a poco a poco, il libro offre un tenero e sensuale ritratto dell’amore, toccando il tema della corporeità e delle sensazioni ad essa legate. Corpi attraversati dall’amore che vibrano di calore e sensazioni:“La mia mano nella tua / questo dito è mio o tuo?”. L’amore è tutto: tenerezza, gioia, attrazione e sensualità:“Attorno a ogni capezzolo / un’aureola…” le parole seguono le parti del corpo:… mi offri i tuoi seni / l’uno in ombra l’altro è luna”. L’amore non può essere spiegato. Puoi provarci tante volte, ma non riuscirai mai a descrivere ciò che si prova quando si ama:“Con solo / due gambe / poggiate / per terra mi porti / in cielo”. Piedi, gambe, mani, seni, bocca, lingua… ma anche il cuore, si sente, pulsante di gioia, incertezze, slanci, attese, fremiti: “tu-tuum / tu-tum / tu-tam / ti-tam / ti-am / ti-am / ti-amo”. La poetica del corpo è poetica dell’amore. Mani che si sfiorano, corpi da toccare, ammirare, gustare, odorare, intuire, unire… un viaggio nei sensi che dà senso all’amore. Sì, perché il corpo è luogo di cura dell’amore. L’estasi non dimentica l’anima, la porta con sé. Il libro evoca senza spiegare, suscita emozioni e forse riesce così a rappresentare anche l’indicibile. Una narrazione fatta di versi, macchie di colori e forme soffici che si mescolano, si incontrano, si uniscono, come i due innamorati che si cercano e si vogliono: è l’amore che li tiene avvinti, come tiene intrecciate anima e corpo. Il desiderio di esprimere l’amore sembra scorrere vivo nei colori intensi e nei disegni fluidi e leggeri. Forme sinuose e tonalità calde creano atmosfera, calore, vicinanza. Un libro passionale, dall’intenso impatto emotivo che racconta la scoperta dell’erotismo in maniera delicata. Perfettamente in linea con la produzione attenta e raffinata della casa editrice Orecchio Acerbo, che propone “libri per ragazzi che non recano danno agli adulti / libri per adulti che non recano danno ai ragazzi”. Un libro da leggere insieme se si è innamorati, ma potrebbe leggerlo anche un genitore insieme al figlio adolescente, superando l’imbarazzo che spesso si prova quando si parla di sessualità. Ne “L’amore t’attende”, Fabian Negrin che si definisce da sempre un illustratore al servizio del testo, si cimenta anche in qualità di narratore e, affidando la parola alla poesia la pervade di colori. I due amanti si parlano, si stuzzicano poeticamente, il loro desiderio reciproco diventa linguaggio parlato dal corpo e si fa più forte, più umano. É la parola che consente l’incontro, la relazione. Attraente e molto curato anche nella forma, il libro sembra un quadro coloratissimo che mostra l’incanto dello scoprirsi con amore. Si apre a fisarmonica, un po’ alla volta si è invitati ad entrare in modo discreto e a lasciarsi emozionare, toccare dalle parole e dai disegni, per poi dispiegarsi in un’unica e lunghissima pagina, come se le emozioni volessero sconfinare in tutta la loro impetuosa voluttà. Quel desiderio di amare e di essere amati si vorrebbe che non finisse mai. Pagina dopo pagina, si scoprono le diverse parti di due corpi che attendono l’amore, si fanno sempre un po’ più vicini in un crescendo di emozioni, fino a raggiungere il massimo dell’intensità, illustrativa e poetica, per poi tornare all’intimità iniziale. Visto nel suo insieme il disegno finale del libro è un chiaro riferimento al “Cantico dei Cantici” il piccolo testo poetico della Bibbia, tanto interpretato da artisti di tutti i tempi e a cui anche Marc Chagall ha dato forma e colore in cinque tele stupende dedicate “A Vava, mia moglie / mia gioia e mia allegria”. “Shìr hasshirìm”, in ebraico, è il Cantico Sublime che nel suo significato più semplice, quello letterale, parla dell’amore umano e passionale. “…dolcemente lo prende per mano: – vieni amore, andiamo nei campi, passiamo la notte tra i fiori. Laggiù ti darò il mio amore – ”(Cdc 7,12-13). Infatti, solo completamente aperto “L’amore t’attende” svela per intero i corpi nudi e desiderabili di due amanti. Sembrano sdraiati su un prato, caldo, vibrante e colorato, ma potrebbero essere ovunque, così trasognati… sospesi l’uno verso l’altra… con le mani intrecciate mentre si guardano negli occhi. Incontro di sguardi e di cuori.

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