Eurythmics: “Sweet Dreams (Are Made of This)” (1983) – di Francesco Picca

Porsi nel cono ottico di una mucca pezzata e muoversi sotto il suo sguardo immutabile: dev’essere stata una prova non facile, ma con in dosso la dignità e il prestigio di una grande sfida. Annie e David erano una coppia di duellanti dalla guardia oramai bassa, con gli occhi pesti e le mani dolenti. Stanchi e indebitati, tramortiti dalla fine del loro amore, intestarditi sulla necessaria sopravvivenza di una relazione artistica. L’anno 1982 aveva visto morire la loro esperienza con i Tourists ed era imploso in una serie di concerti fallimentari. La lungimiranza di un direttore di banca, o forse la sua poca cautela nel bel mezzo dell’austerity teacheriana, aveva messo nelle mani di David una manciata di sterline per l’acquisto di alcune diavolerie elettroniche: un microfono, un mixer a otto tracce, un drum computer e un paio di sintetizzatori, più precisamente un monofonico analogico programmabile a otto memorie e un ibrido digitale con due ottave di tasti sensibili al tocco elettrostatico. La prostrazione di Annie, il suo stato depressivo, trovavano spesso accoglimento sul nudo pavimento di quella casa della periferia londinese situata su una segheria: era distesa, adagiata su quel letto di scomoda apatia, quando sentì un nuovo riff suonato da David.
Lo trovò interessante e mise subito le mani sull’altro sint. In quello studio improvvisato composero una intro poderosa e trascinante, cucita attorno a un loop sonoro irresistibile che sarebbe diventato un totem della sperimentazione elettronica. Nel testo, che Annie mise al traino della frase “I sogni d’oro sono fatti di questo”, ci infilarono di forza i brandelli e le tumefazioni emotive di quel periodo difficilissimo della loro vita, senza tuttavia rinunciare alla spinta creativa e a quella dimensione artistica un po’ visionaria che li accomunava da sempre. Ecco allora un video surreale, sunto di enigmatici spunti estetici: il look androgino di Annie, i suoi capelli corti e fiammeggianti, il suo sguardo glaciale, gli occhiali scuri di David, la mucca che invade lo studio con il suo occhio severo che riempie le inquadrature. La scrittura di David fornì al testo un ulteriore scossone con la frase “Tieni la testa alta”, leva poderosa per disincagliarsi, sintomo di rinascita e di nuove strade da percorrere.
Il brano Sweet Dreams (Are Made of This) si incastona nell’omonimo album del 1983 (RCA Records). I primi tre singoli estratti non lasciano ben sperare e i produttori non credono nella valenza commerciale di Sweet Dreams, soprattutto per l’assenza di un ritornello. Poi Sweet Dreams comincia a risuonare nelle radio statunitensi e allora il singolo viene lanciato anche nel Regno Unito, scalando la classifica sino al secondo posto. Ad agosto dello stesso anno il brano è primo nella classifica Usa. Il successo mondiale determina uno spartiacque rispetto alle esperienze pop degli anni 70 e apre una nuova stagione per l’elettronica e per la vita di due artisti carismatici e innovativi, sostenuti da una creatività sofisticata, portatori di un messaggio tanto inconsueto quanto motivante: consumarsi nella rincorsa di un sogno può essere una cosa molto concreta.

Sweet dreams are made of this / Who am I to disagree
I travel the world and the seven seas / Everybody’s looking for something
Some of them want to use you / Some of them want to get used by you
Some of them want to abuse you / Some of them want to be abused
Sweet dreams are made of this / Who am I to disagree
I travel the world and the seven seas / Everybody’s looking for something
Hold your head up, keep your head up, movin’ on
Hold your head up, movin’ on, keep your head up, movin’ on
Hold your head up, movin’ on, keep your head up, movin’ on
Hold your head up, movin’ on, keep your head up
Some of them want to use you / Some of them want to get used by you
Some of them want to abuse you / Some of them want to be abused
Sweet dreams are made of this / Who am I to disagree
I travel the world and the seven seas / Everybody’s looking for something
Sweet dreams are made of this / Who am I to disagree
I travel the world and the seven seas / Everybody’s looking for something
Sweet dreams are made of this / Who am I to disagree
I travel the world and the seven seas / Everybody’s looking for something
Sweet dreams are made of this / Who am I to disagree
I travel the world and the seven seas / Everybody’s looking for something
Sweet dreams are made of this / Who am I to disagree
I travel the world and the seven seas.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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