Deep Purple: “Burn” (1974) – di Warden

La stregoneria è proibita, lo sanno gli adulti e lo sanno i bambini. La stregoneria è proibita e chi osa praticarla finisce sul rogo. Madre e figlia, entrambe troppo giovani per lasciare questo mondo, nessuna delle due certo d’indole malvagia. Due pire, la legna che beve olio come un assetato nel deserto scolerebbe un otre d’acqua. La folla radunata intorno che aspetta che il Sacro si compia estirpando il maleficio, scacciando le tenebre di Satana nel nome del Signore, amen. L’uomo di Chiesa vestito di nero regge una fiaccola e blatera stronzate, “nel nome di Dio questo fuoco purificherà i tuoi peccati, strega” e così via. Se Gesù lo sentisse scenderebbe dalla croce per prenderlo a schiaffi, anzi forse spaccherebbe direttamente la croce sulla testa di questo schifoso ipocrita che osa macchiare il Suo nome per compiere atrocità, e per di più blaterando idiozie. Le due vittime nemmeno ascoltano, frastornate come sono dalle torture subite per estirpare a forza la confessione, forzata fuori dalla loro bocca come un dente guasto strappato con una pinza da una gengiva mezza marcia. Il frastuono della folla è assordante, le grida si sovrappongono alle grida in un tripudio d’ignoranza, quelli che madre e figlia un tempo credevano amici ora schiamazzano con la bava alla bocca, assetati di sangue, pronti a godersi immagini di violenza, ad ascoltare estasiati le urla, assetati di carne bruciata che si accartoccia come pergamena e si stacca a poco a poco lasciando l’osso a biancheggiare tra la cenere.
Pregustano la sofferenza che le cancellerà dal mondo come se dovessero nutrirsene e, per questo, sono molto più vicini al Demonio di quanto piacerebbe loro pensare, compreso lo zelante chierico. Alla fine del sermone il tempo della pietà e della misericordia scade ed è l’ora della fine, l’uomo di Chiesa insieme giudice, giuria e boia lascia cadere sulle pire gemelle una fiaccola accesa. Incandescente, il fuoco si leva alimentato da olio e odio, divora il legno e lambisce la carne prima dell’una poi dell’altra. La folla a quel punto va in estasi, era quello che volevano, che bramosamente aspettavano. La donna grida come un agnello al massacro, come un martire che combatte per la divinità sbagliata. La bambina apre gli occhi e, nonostante stia bruciando viva, non emette suono. I suoi occhi sono pozzi neri di oscurità. L’uomo di Chiesa dalla bocca larga e la favella facile ha indovinato, incredibile ma vero, una volta tanto ci ha visto giusto. Lei è una strega. E ora sta bruciando sul rogo. Ma non brucerà da sola. Fiamme si sollevano da terra circondando la piazza con un rombo violento, colorano il cielo di rosso e si stringono in un cerchio, sempre di più.
Gli spettatori dell’esecuzione ora corrono il rischio di finire allo stesso modo. La folla si agita, tutti vibrano pugni, calci e spintoni mentre cercando di resistere al panico quanto basta per avere la lucidità di riuscire a fuggire. Ma non c’è via di fuga, il muro di fuoco è impenetrabile, sono intrappolati insieme alle vittime che tanto bramavano di vedere incenerite. Le grida si moltiplicano, dapprima generate dal terrore, poi diventano terribili lamenti di dolore. Per un attimo la ragazzina intravede una nera figura umanoide con testa di capra danzare avvolta dal fuoco ma scompare un momento dopo, dissolvendosi in fumo nero d’incendio disperso dal vento, ed è come se non fosse mai esistito. Gli occhi dell’uomo di Chiesa sono fissi in quel punto, anche lui ha avuto l’impressione di vedere qualcosa di strano, qualcosa di orrendamente sbagliato e satanico in tutto questo. E ora non riesce a muoversi, paralizzato dal terrore, mentre le fiamme di questo Inferno sulla Terra si stringono intorno alla folla un tempo assetata di sangue e ora accecata dal terrore. E non possono fare altro che perire della stessa orrenda morte a cui hanno condannato madre e figlia.
La ragazzina si lascia andare, stordita dalla violenza intorno a lei. Il fumo la fa svenire, le fiamme divorano ogni cosa portandosi nella tomba ignoranza, violenza e pregiudizi come furia divina purificatrice. La figura con testa di capra si disseta con somma soddisfazione nel marasma di terrore, rabbia, violenza e panico. La Bestia si lecca le labbra deformi assaporando i rimasugli del lauto pasto. È lui l’unico vincitore. Soddisfatto, si ciba di ogni sentimento e gesto negativo e momento dopo momento diventa più sazio, fino a sentirsi scoppiare. Il tempo passa, le grida si affievoliscono fino a svanire, le fiamme si spengono lasciando una macchia nera sulla collina dove sorgeva il villaggio, una chiazza di carbone sul mondo. Il suo compito qui è finito. Il fuoco ha liberato il mondo soltanto di una piccola parte della cancrena che l’appesta ma potrebbe essere un inizio. Dopotutto, le ferite si cicatrizzano con il cauterio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: