Deadburger Factory: “La Chiamata” (2020) – di Ignazio Gulotta

Per una volta partiamo dal superfluo, che poi superfluo non è affatto, cioè dal packaging di “La Chiamata” (2020) che è davvero fantastico e curato nei minimi dettagli, che non mancherà di sorprendere i fortunati acquirenti. Aggiungiamo poi che allegato c’è un preziosissimo libretto con tutti i testi, ma anche articoli, note, immagini, racconti, foto e i disegni di Franco Bacilieri, indispensabile corredo alle musiche dell’album. Il tutto, lo avrete capito, unito alla grande qualità delle canzoni dei Deadburger Factory fa di questo disco una delle cose migliori uscite in questo periodo. Onore e complimenti quindi ai musicisti, ma anche alla piccola e coraggiosa etichetta Snowdonia di Cinzia La Fauci e Alberto Scotti, che da sempre si distingue per la cura e la passione che mette in ogni sua uscita. Quel che caratterizza la musica della band fiorentina è la radicalità che si manifesta non solo nella proposta musicale, ma nel rifiuto di conformarsi a una realtà della quale c’è ben poco da condividere, ma che anzi va combattuta. Del resto anche la materialità molto curata e ricca con la quale si presentano è sintomo di questa opposizione al miserevole andazzo generale verso l’effimero e l’immateriale.
La Chiamata” si presenta come l’altra faccia del precedente “La Fisica delle Nuvole” (2013), tanto quello era proiettato verso l’interno tanto questo è un viaggio nel mondo esterno guidati dallo sciamano raffigurato nella copertina e dal suo tamburo. Un concept che è un rito evocativo di forza e ribellione volto a risvegliare le coscienze a rispondere alla chiamata, urlata nella titletrack: «orda d’oro / assalto al cielo / torna in strada / impregnaci». Album quanto mai ricco, suggestivo, appassionante, audace, “La Chiamata” si configura come un disco in piena sintonia, ma non d’accordo, col presente, sia come realtà vissuta e sofferta di un mondo difficile da accettare, sia con quanto di meglio e di più interessante si muove nell’ambito della musica di ricerca contemporanea. La centralità delle percussioni (ogni brano vede la partecipazione di due batterie) crea nei pezzi una furia selvaggia che ritroviamo nelle band più radicali della scena africana, come Kokoko! o BCUC.
L’approccio complessivo e la radicalità jazz (all’album partecipano diversi fra i più innovativi jazzisti della scena italiana) li accomuna a musicisti del nu-jazz come Shabaka Hutchings o gli Heliocentrics. Elettronica, campionamenti, filtri convivono con ritmi e suoni ancestrali, con la voce di Alfio Antico evocativa di mondi lontani nel tempo e di antica saggezza, e ci trascinano in una dimensione retrofuturistica di grande fascino. Album di resistenza, come denota l’iniziale Onoda Hiroo, dedicato al tenente giapponese che per non arrendersi continuò la sua guerra personale oltre trent’anni dopo la pace: il brano più rock con chitarre taglienti e ritmiche funamboliche. Seguono le declinazioni jazz, col piano e il contrabbasso di Silvia Bolognesi in evidenza, a dialogare con le distorsioni psichedeliche della chitarra in Un Incendio Visto da Lontano. La furia punk e noise di La Chiamata diventa poi uno strepitoso brano in cui sax furenti, riff e distorsioni disegnano uno scenario sonoro da chiamata alle armi, mentre Tryptich, rilettura del celebre brano di protesta di Max Roach, è una suggestiva improvvisazione per voci, percussioni e campionamenti iniziata come una dolente preghiera che evolve verso la rabbia della protesta.
Chiudono due lunghi brani: le cadenze blues nichiliste di Manifesto Cannibale e Blu Quasi Trasparente, ipnotico e con le voci di Simone Tilli, Lalli, Cinzia La Fauci e Davide Ricci che si alternano con toni differenti a declamare per ben ventidue volte «Hapiness Is a Warm Mall», sarcastico e disperato grido contro la società capitalistica globalizzata, esortandoci però a «Burning This Mall». Il tempo dirà se ci troviamo di fronte a un capolavoro, ma con certezza si può affermare che “La Chiamata” è un album importante e ribelle, figlio e interprete dei nostri tempi, un lampo di luce feroce che squarcia il buio grigiore dell’oggi e ne mostra la sua putrefazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

https://snowdonia.bandcamp.com/album/la-chiamata-2

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