Dark days: “Yard Act” (2021) – di Francesco Picca

Nelle strade di Leeds, o più probabilmente in un pub, nel 2019 si sono incontrati il vocalist James Smith e il bassista Ryan Needham. A loro si sono uniti il chitarrista Sam Shipstone e il batterista George Townend. La band si è coagulata attorno alle tematiche dei loro testi, profondamente critici nei confronti del governo britannico e del suo neoliberismo spinto non esattamente cucito su misura per un popolo già piuttosto stordito dagli eventi degli ultimi anni. Il cittadino britannico medio lo ritroviamo nel loro video di The Overload, meravigliosamente rappresentato e raccontato da una carrellata di personaggi che, con piglio caricaturale, forniscono una immagine impietosa della realtà attuale. Crisi economica e depressione sociale sono le fonti ispiratrici di un post-punk ripulito dagli eccessi, in una formula facilmente digeribile e comune a molte nuove band del panorama musicale d’oltre manica. Un fenomeno che non deve far pensare a una generalizzata pigrizia espressiva; evidentemente è la forma musicale che, al momento, meglio si presta a comunicare un certo tipo di protesta che, nell’impianto ideologico, forse non è troppo lontana dalla contestazione degli anni 70 e 80 sollevata contro il conservatorismo egemonico di Margaret Thatcher.
L’opera prima degli Yard Act è
Dark days(2021), un extended play figlio del lockdown, con i bit e i loop e le linee di basso scambiati per e-mail, messi insieme di notte e commentati al telefono il mattino seguente. L’hip hop di formazione di Smith e il disco-punk si compongono nello spazio ideale di una jam dance. In primo piano troviamo una sessione ritmica che talvolta non disdegna l’utilizzo di una drum machine, più defilato un costrutto armonico energico e minimale che funge da tappeto per i testi, sempre diretti e affilati: sono questi i pochi ingredienti per impiattare in modo semplice e veloce una minestra sapida e convincente che sa di malcontento, disagio e difficoltà. Dark days segna il solco per un discorso critico che non lascia intravedere una prospettiva di miglioramento. Sono quattro tracce davvero molto caustiche, alle quali nel corso dell’anno se ne sono aggiunte di nuove che andranno a formare il long playing in uscita nei primissimi giorni di gennaio 2022. The Overload sarà la title track della nuova creatura.
La principale occupazione di Smith e soci è quella di vivisezionare la società attuale, cercando di comprendere quali sono i meccanismi attraverso i quali il sistema dell’informazione determina e indirizza l’opinione pubblica, come si forma il pensiero in generale, come evolve quello politico, come agisce e quanto influisce la comunicazione della paura sulle decisioni del singolo e della collettività. La sensazione, o forse l’auspicio, è che la cultura dello slogan e dello scontro verbale debba ben presto lasciare il passo allo scontro vero, quello sociale. Figli del blocco pandemico, gli Yard Act avvertono, come tutti, il bisogno di scendere in strada e di tornare a una fisicità relazionale che è anche la migliore occasione possibile per misurarsi con il cambiamento in atto. Il grimaldello per accedere al sentire sociale è l’ironia britannica, tipica e imbattibile, sorretta da una intelligenza creativa e da un cinismo di fondo che preludono a forme di sperimentazione molto interessanti. Attendiamo il nuovo anno e ricordiamoci che “
nel paese dei ciechi l’uomo con un occhio solo è il re”.

Svegliati, è ora di fermare il sogno
L’ora è arrivata e le cose non sono quello che sembrano
Siamo entrambi invecchiati con promesse e bugie
Lasciamo questo schema di dissolvenza e spingiamo in nuovi cieli
Oh, non significa niente.
Nel paese dei ciechi l’uomo con un occhio solo è il re
Alzati, dove vuoi andare è il momento di tracciare le direzioni che non conosciamo
Posso trovare un nuovo posto dove nascondermi?
E metti da parte questo sole sbiadito con entrambi dentro
Oh, non significa niente.
Nel paese dei ciechi l’uomo con un occhio solo è il re
Oh, sto meglio da solo.
Dove puoi andare quando non puoi tornare a casa?
Oh, non significa niente.
Nel paese dei ciechi l’uomo con un occhio solo è il re
Oh, sto meglio da solo.
Dove puoi andare quando non puoi tornare a casa?
(Land of The Blind)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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