Circle Jerks: “Group Sex” (1980) – di Alex De la Iglesia

Solo quindici minuti e quaranta secondi, concentrati in quattordici canzoni. Tanto è bastato ai Circle Jerks da Hermosa Beach, Los Angeles per firmare uno dei dischi hardcore punk più influenti mai registrati. Il vocalist Keith Morris (già nei Black Flag), il chitarrista Greg Hetson (ex Redd Kross e futuro Bad Religion), il bassista Roger Rogerson e il batterista Lucky Leher mettono su la band nel 1979, e di lì a poco daranno alle stampe l’esordio “Group Sex” (Frontier 1981). Detto ciò, la voce drogata di Morris alterna furia limitata e esplosioni frenetiche, in qualche modo tenendo il passo con il martellamento di Lehrer e offrendo una performance altrettanto impressionante. L’album contiene anche due episodi originariamente scritti e registrati da Morris ai tempi dei Black Flag, Wasted (presente sull’EP “Nervous Breakdown”, SST 1979) e Don’t Care. Caratteristiche che legano tutti i brani sono velocità e brevità, a cominciare dai ventotto secondi paranoici di Deny Everything.
Nonostante la generale semplicità dei testi Beverly Hills ci va pesante con la denuncia sociale, laddove la linea di basso di Rogerson riesce a trasmettere un senso di disastro imminente, subito servito da Morris. Non mancano le volgarità, che possono essere contemplate in World Up My Ass, ma vanno segnalati anche momenti più “tranquilli” come Back Against The Wall. Traccia iconica è invece Live Fast Die Young, che con la carica incontrastata di nichilismo resterà inno generazionale dell’epopea hardcore punk. Mentre I Just Want Some Skank rende squisitamente palese la bipolarità canora di Morris.
La produzione è rude e aggressiva, appropriata per la materia plasmata dai Circle Jerks alla quale c’è poco da aggiungere. Pietra miliare è la definizione più calzante per tale disco, poiché da lavori come questo non si torna indietro. Chiedere alle band hardcore loro coeve e successive.
Pur non riuscendo a ripetere una vetta come l’album in questione,
Morris & Co. si distingueranno per longevità e una certa vastità nella discografia, contaminando più avanti anche con elementi heavy metal. Due anni dopo sarà la volta del notevole “Wild in the Street” (Frontier 1982), mentre nel 1983Golden Shower of Hits” vedrà per l’ultima volta in formazione Rogerson e Leher, sostituiti rispettivamente da Zander Schloss e Keith Clark. Quest’ultima line-up pubblicherà “Wonderful” (Combat 1985) e “VI” (Combat 1987), riunendosi nel 1994 dopo un periodo di scioglimento iniziato nel 1990. Frutto di questa reunion sarà “Oddities, Abnormalities and Curiosities” (Polygram 1995).

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