Ben Harper & Innocent Criminals: “Woman in You” (1999) – di Ginevra Gico

La cronaca di questi giorni parla dell’ennesima donna uccisa per mano di chi la “amava“. Dopo anni di rapporti giornalistici una notizia come questa è diventata spaventosamente normale e scontata. Donne uccise dai loro mariti, fidanzati o ex, pretendenti e altre categorie di genere maschile: solo e sempre per amore. E loro? Chi sono le vittime? Cos’hanno mai fatto per meritare una fine cosi orribile se non amare il proprio carnefice, il mostro. Perché non hanno saputo fare altrimenti, sino a morirne? È la storia di una sola donna ma contiene la stessa passione d’amore comune a tutte le “figlie di Eva“. Quando ami in gioventù lo fai con tutta te stessa, senza il filtro dell’esperienza che ancora non hai, senza lo schermo che impari a costruirti in seguito per difenderti dal dolore. Quando poi cresci maturi, fai esperienze nuove e diverse che ti fanno illudere di sapere, di conoscere le ragioni dei sentimenti e pensi che la sofferenza spacca cuore dei vent’anni non ti ricapiterà mai più. Già dato grazie, ora basta. Ormai sei grande, hai gli anticorpi, non ci caschi più. E invece no. È vero, sei cresciuta, hai lavorato, viaggiato, incontrato tanta gente e pensi ormai di capire come vanno le cose ma il tuo cuore questo non lo sa.
Lui è rimasto ignorante, non ha mai imparato nulla e si apre e si chiude, pulsando sempre nello stesso modo senza mai cambiare un battito da quando eri ragazzina e accelerava per il ragazzino di terza C. Solo una cosa è cambiata in lui. È sempre rosso di passione e forte ma ora la sua superficie di liscia potenza è solcata ogni tanto da sottili striature più scure, ombre di segni più profondi che a esaminarle da vicino si rivelano essere cicatrici. Sono i segni muti che raccontano di ogni lacrima versata, schiaffo, spintone, di ogni pena che per un po’ lo ha stretto in un pugno di ferro, doloroso, inferto proprio da chi meno te lo aspettavi… da Lui, il principe azzurro, l’uomo del destino. Povera stella rossa e brillante che pulsa e continua a pulsare malgrado tutto, malgrado ogni pena, nutrita solo da una gioia improvvisa o a lungo attesa. In perenne e ostinato movimento ha trasformato tutto ciò in solchi profondi che non può più cancellare.
Il tuo cuore ha messo su di sé cicatrici eterne per ricordarti  sempre che anche quando ti sembra che non ce la fai, che stavolta questo dolore è più forte di tutti e ti ucciderà, lui soffre con te ma batte, lo fa a testa china, senza nessun’altra ragione se non portarti fino a domani. Quando ti sveglierai con il rumore del suo pulsare nelle orecchie e scoprirai, una frazione di secondo prima che la consapevolezza della tua pena ti riagguanti, che sei viva malgrado i lividi e le botte, che pure stavolta ce l’hai fatta, almeno a tutt’oggi… e forse pure fino a domani. E se imparerai a distinguere l’amore vero da ciò che ti viene spacciato come tale ma che è solo morte, forse lui, il cuore, pulserà più forte insieme a te che ancora una volta hai deciso di restare viva ascoltando le sue ragioni.

Could’ve sworn I heard you say amen this morning / Showing some kind of sign that you believe
Did it fall from your tongue without warning / Or just another trick to fall from your sleeve
Did I hear you say that you believe in angels / I guess I bring the devil out in you
But we can both remove our halos / ‘Cause even an angel needs love too
Even angels needs love too / The woman in you is the worry, the worry in me
The woman in you is the worry, the worry in me / Some things never change
Some things never stay the same / But you’re so innocent / I’ll take all the blame
How I hate to remember / For that means the day has passed
Sometimes I wonder if I know her / Or if I really need to ask / Or if I really need to ask
The woman in you is the worry, the worry in me / The woman in you is the worry, the worry in me
The woman in you is the worry, the worry in me / Woman / Woman
Half a man walks with no shadow / Of life he utters his distaste / No apology is expected
Love carved sorry in his face / Love carved sorry in his face
The woman in you is the worry, the worry in me / The woman in you is the worry, the worry in me
The woman in you is the worry in me / In me / In me / Woman / Woman.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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