Zichietto: “Experiment#14 – La Paura” (2021) – di Fabrizio Medori

Zichietto è Arte, senza nessun confine, senza etichette, senza timori reverenziali di alcun tipo e con grande personalità e ispirazione. I suoi “Experiment”, arrivati al quattordicesimo episodio, disegnano un percorso tortuoso e spesso disomogeneo, ma nascondono un filo conduttore che è la necessità di esprimere sensazioni e stati d’animo. Per questi progetti, che troverete agevolmente su Youtube, Zichietto si è avvalso della collaborazione di molti artisti provenienti da aree geografiche e culturali differenti, come Cristiano Lo Mele dei Perturbazione, Fabrizio Tavernelli, A Minor Place, Gino Generoso Pierascenzi dei Gasparazzo, Elia Baioni, Bernhard Eder e Faust Degada. I progetti precedenti trattano vari argomenti, come la psicanalisi (elemento dominante anche di questo “La Paura”), la politica, la solidarietà, i ricordi, e sono basati su testi e ideazione di Andrea Caporossi, che si cela dietro il curioso pseudonimo.
In questo capitolo della “collanaExperiment il tema della paura viene analizzato in un bellissimo video girato da Leonardo Laviano – tra l’altro è il cantante de Lastanzadigreta, con i quali ha vinto il Premio Tenco per l’Opera Prima, nel 2017 – che con suggestioni e sottolineature enfatizza il testo, letto da Maurizio Ferrin, Lorenzo Balducci, Fabrizio Tavernelli, Virginia Barchi, Walter Zanardi e da Elisa Lolli. Il punto centrale dell’operazione rimane, però la musica, che in questo caso è fornita da Structure, nickname di Stefano Giovannardi, specializzato in musica elettronica e già collaboratore di Alessandro Cremonesi e Cesare Malfatti dei La Crus. La traccia musicale non è un semplice tappeto, ma segue e valorizza lo svolgimento della narrazione, integrando alla perfezione immagini e testo in una bella cornice sonora.
Il lavoro è decisamente riuscito, ben calibrato e perfettamente comprensibile, ci proietta dentro un tema delicato e forte come quello della paura, con i suoi riferimenti autobiografici e con la capacità di coinvolgere emotivamente ognuno di noi, il tutto senza ricorrere a trucchetti cinematografici o a cliché letterari triti e ritriti. Bel progetto, nel quale l’elettronica di Structure, il video di Laviano e la recitazione sono perfettamente funzionali al progetto e si completano a vicenda, rendendo il prodotto unico e, nello stesso tempo, perfettamente comprensibile tanto a un pubblico colto e preparato quanto a chi è estraneo a certi schemi culturali, a un linguaggio e a un argomento sicuramente non semplici e tantomeno banali.

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