Zerogroove/Alessandro Bocci: “Kaczynski Tape Session – The Urban Tape” (KE006 2019) – di Nicholas Patrono e Lino Gregari

Il fruscio del nastro su musicassetta, lo scorrere della puntina del giradischi nei solchi di un vinile, l’emozione di stringere fisicamente tra le mani il dispositivo su cui è stata incisa la musica. Ecco una lista di cose che chi vi scrive non ha potuto provare sulla pelle per questioni anagrafiche, lista a cui la giovane casa discografica Kaczynski Editions può porre rimedio. Nata all’inizio del 2018, Kaczynski Editions rifiuta clichés, stereotipi, convenzioni, in altre parole rifiuta la concezione moderna della musica per le masse. Non a caso il nome: Theodore Kaczynski, conosciuto con il soprannome di Unabomber, matematico e professore universitario prima di degenerare come criminale, laureato alla prestigiosa Università di Harvard, incarna il ruolo dell’outsider, genio degenerato che conduce la guerra alle macchine e alla società industrializzata.
Sotterraneo, reietto, escluso, in altre parole underground, come sono gli artisti che produce Kaczynski Editions, rigorosamente su supporti fisici. Qui non ci sono limiti, nessuna regola, nessuna imposizione di mercato o di genere musicale che tenga. Qui si va a scavare nella follia di chi, piaccia o non piaccia, non accetta compromessi nel presentare la propria arte. Allucinato, sporco e crudo come solo l’ambiente underground può essere. Controcultura, come piace a noi di Magazzini Inesistenti, visione che abbracciamo e condividiamo. Anticonvenzionale non solo nella proposta musicale che presenta, Kaczynski Editions si erge con orgoglio ad outsider anche nei supporti su cui pubblica i suoi artisti.
“Un album è un oggetto da tenere in mano”: Giuseppe Fantini e Niet F-n, creatori della label, sostengono con fermezza questa idea che incontra il nostro favore. Non è un rifiuto del digitale a tutti i costi, ma un modo diverso di presentarsi in un mercato che ha ormai fatto della banalità il suo trademark, dove una voce nuova e discorde non può che suscitare interesse. Già vent’anni anni fa i supporti fisici del mercato musicale, ambito come sempre in costante evoluzione, stavano cambiando. Dimenticati, i cari vecchi vinili; in sostituzione, e pochi anni dopo del tutto sostituite, le musicassette. Come sappiamo, l’avvento del CD non era destinato a durare a lungo. Il digitale spinto, ad oggi, ha reso obsoleto qualsiasi tipo di supporto fisico. Spotify o altre App a pagamento, YouTube, centinaia di siti da cui è possibile scaricare gratuitamente musica di tutti i tipi, anche di artisti sconosciuti. Tutto questo ha invecchiato i CD, caduti nel dimenticatoio insieme a Nonno Vinile e a Papà Musicassetta. Non per Kaczynski Editions.
Sei pubblicazioni all’attivo per la giovane label, ciascuna annotata con il codice KE 00X, dove X sta per il numero della pubblicazione. Compilation su tape in box di cartone dipinti a mano con all’interno quadri originali, 7 pollici in vinile sigillati in buste da lettere con allegati lavori di fotografia, split album su tape in musicassetta chiusi in box di legno fatti e dipinti a mano: questi i prodotti di Kaczynski Editions, rigorosamente in tiratura limitata, dalle 5 alle 70 copie circa. Rec_L:, Ranter’s Groove, zero23: questi alcuni degli artisti prodotti dall’etichetta. Zero23 è un trio, una nostra vecchia conoscenza, già recensito su Magazzini Inesistenti con un disco prodotto da Kaczynski Editions, precisamente, “Songs From the Eternal Dump” (KE004 2018). In “Kaczynski Tape Session – The Urban Tape” (KE006 2019), capitata oggi tra le nostre mani, vi sono Alessandro Bocci (membro di Starfuckers, gruppo di culto dell’underground italiano) e zerogroove (Giuseppe Fantini) a dividersi uno split album su musicassetta, una allucinante discesa nel delirio urbano.
Dissonante come un reattore d’aereo, allucinante come una droga. Artisticamente malfunzionante. Da parte nostra, un’iniziativa del genere va solo lodata. Ci schieriamo sempre dalla parte dell’originalità, delle controtendenze, dell’anticonformismo, degli artisti che non scendono a compromessi. Sosteniamo sempre il mondo underground e la controcultura. Ecco perché scriviamo di Kaczynski, ed ecco perché consigliamo a tutti di conoscerla. (
Nicholas Patrono).
“Kaczynski Tape Session”, ecco l’essenza di questo progetto, ovvero un nastro magnetico, 30 minuti, 2 artisti, un lato a testa. Si tratta di split-album che coinvolgono due artisti accomunati, nelle loro differenze, dal titolo della cassetta. Il primo nastro della serie si chiama “The Urban Tape” e lo dividono Alessandro Bocci (costola elettronica di Starfuckers) e Giuseppe Fantini aka Zerogroove (chitarre e macchine in ranter’s groove e zero23). Sono due visioni differenti, due diversi modi di “suonare” il tema “Urban”, inteso come provincia, periferia, caos, metropoli, violenza, sporcizia: con i suoi tre brani (Open The Gate, Stairs, Shake The Gate) Alessandro Bocci propone la sua visione, cupa e allucinata delle paranoie urbane post techno: mediante un approccio difficile e dissonante. I suoni si fanno rumore, per poi tornare a essere musica. Un approccio complesso, per orecchie coraggiose, che spinge la techno verso orizzonti differenti. Se possibile,
Giuseppe Fantini si spinge ancora più in là, proponendo con le sue quattro tracce (Turn Me On, No One Is Here, I Salvatori, Asesino) una visione schizoide delle periferie urbane post punk. La lezione di Karlheinz Stockhausen e di Luciano Berio è stata assimilata e digerita, portando le avveniristiche e complesse sonorità in una dimensione onirica e tutta da esplorare.

Coraggio da vendere… (Lino Gregari).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

https://kaczynskieditions.bandcamp.com/album

https://kaczynskieditions.weebly.com

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