zero23: “Songs from the eternal dump” (2018) – di Lino Gregari

La KE (Kaczynski Editionsè una etichetta discografica indie, di quelle che vivono nel sottobosco della musica italiana che a noi di Magazzini Inesistenti continua a piacere molto. È un progetto coraggioso, che ha il sapore della Controcultura e che, come loro stessi ammettono, viene vissuto come un atto di ribellione. Un Karma che molti sentono di possedere, condivisibile in ogni sua logica estensione, in grado di regalare vette inaspettate, ma anche profondi abissi nei quali è facile scivolare. Ma è una sfida che vale la pena di affrontare, se non altro per sentirsi liberi dal torpore che attanaglia la spenta scena musicale italiana: quella ufficiale ovviamente, perché quella indie è tutta un’altra storia, che vale la pena di raccontare. In questo contesto troviamo gli zero23, anomalo ensemble musicale che coniuga suoni dalla tipica estensione free jazz, a schemi che possono essere in qualche modo ricondotti al rock. Una collocazione difficile quella del trio, e questo è sicuramente un bene: nulla è scontato nei solchi di questo Album, e le mille chiavi di lettura proposte aprono altrettante porte. Un insieme variegato di mondi musicali che vivono in quieta contemporaneità, a volte sfiorandosi, a volte allontanandosi improvvisamente. Una ricerca sonora attenta e intelligente, che ha il pregio di essere fruibile. Il merito è sicuramente da attribuire alle tre menti che stanno dietro al progetto: Macarena Montesinos, cellista, strumento su cui è imperniato il suono del trio, Niet F-n, avanguardista elettronico e Giuseppe Fantini, chitarrista ed elettro-manipolatore. Macarena è una Artista multidisciplinare, violoncellista e performer nata in Spagna nel 1982, si è diplomata alla Scuola di Belle Arti, con un master in arte contemporanea presso la facoltà di Pontevedra. Musicista di formazione classica, successivamente specializzata in jazz, è attualmente impegnata nella libera improvvisazione. Giuseppe è uno dei fondatori e manager di Kaczynski Editions. Chitarrista, membro elettro-manipolatore di Stanza 101, Zero23, Ranter’s Groove e un progetto solista chiamato “zerogroove”. Ossessionato dalla musica, dalle sigarette e dal cioccolato fondente, egli struttura le sue opere attraverso un processo chiamato “rottura del suono”. Il suo modo di giocare cancella riconoscimento, tecnica e regole. Il suo modo di sentire cancella l’amore, l’odio e il buonsenso. L’unico scopo è un suono rivoluzionario e unico. Niet F-n è un Artista del suono, ingegnere audio, sperimentatore nato nel 1978, fondatore e direttore di Kaczynski Editions che vive e lavora tra l’Italia e la Spagna. Da sempre interessato alle molteplici possibilità del suono, lavora in diversi campi. Oltre al lavoro di musicista elettronico con i suoi numerosi progetti, ha composto la musica per alcuni spettacoli teatrali e mostre d’arte in Spagna e all’estero e ha collaborato alla creazione di una mappa sonora interattiva soggettiva all’interno del progetto “Miastofon” di Gruby Punkt in Polonia. Da questa unione è nato un progetto sonoro assolutamente fuori dagli schemi, completamente libero e decisamente affascinante. Le otto tracce che delimitano questo percorso sonoro sono difficilmente identificabili nel panorama musicale italiano e, tendenzialmente, riportano a certe espressioni musicali tipiche delle avanguardie anni settanta. Certo, il modo di fare musica è cambiato, sono cambiati gli strumenti e la tecnologia a disposizione dei musicisti, ma la sperimentazione e la ricerca sonora che sta dietro a queste note, richiama in qualche modo il concetto musicale di “Mu” del duo DonCherry/Ed Blackwell, datato 1969, o le esigenze sonore della Third Ear Band che, sempre nel 1969, produsse il seminale “Alchemy”. Suoni differenti certo, ma condivisione di intenti, spinta verso l’ossessiva ricerca di un nuovo concetto di musica. Affrontare l’ascolto di “Songs from the eternal dump” è sicuramente cosa ardua, ma offre l’opportunità di venire a contatto con un mondo che ha un piede nel passato, anche nel krautrock più essenziale, e uno nel futuro. Una sfida che vale assolutamente la pena di affrontare, consci del fatto che gli orizzonti si allargano a dismisura sotto la sapiente guida di questo conturbante trio: suoni, rumori e distorsioni si uniscono a creare una trama sonora che avvolge e colpisce, portando l’ascoltatore verso lidi sonori ancora tutti da scoprire.

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