We can work it out: una voce dal “fronte del Nord” – di Gabriele Peritore

Ho sentito un amico. Un medico, uno di quelli che combattono il virus in prima linea, ci ho parlato al telefono, un piccolo sfogo alla clausura ansiogena che lo travolge in questo periodo terribile. Per motivi deontologici non posso rivelare la sua identità. Lui, come tanti altri lavora in silenzio e non fa parte delle “madonne pellegrine” in sfilata alla tv. Sentirlo è stato un piacere, per me è stato come toccare con mano una realtà che altrimenti, sprofondato nel divano di casa, è molto difficile immaginarsi, se non impossibile. Un medico di Milano, il “centro del centro” della diffusione del Virus in Italia. Sentire la voce di una persona vera e viva non è come guardare i freddi numeri delle statistiche. Medici e infermieri non sono soltanto “angeli vestiti di bianco”. Sono persone, ciascuno con una storia e le sue fragilità, e vorrei che quest’esperienza contribuisse a ricordarlo.
Tu pratichi la professione di medico in Lombardia, a Milano, e in questo momento sei impegnato in prima linea a fronteggiare l’emergenza coronavirus proprio in una delle zone più a rischio. Ti sei fatto un’idea su cosa sia realmente questo virus? E di come si manifesti?
Partiamo dall’inizio: Il Covid 19 appartiene alla famiglia dei Coronavirus, presenti ormai da molto nel nostro tessuto sociale. Al pari del comunissimo raffreddore e del più pericoloso SARS, il covid è un Virus Rna, ossia privo di Dna, che attacca le nostre cellule mediante l’utilizzo della Proteina S. La proteina S è una Glicoproteina in grado di attraversare il Pericapside, ossia lo strato più esterno che ricopre il virus. Il Virus attacca la Membrana delle nostre cellule proprio grazie alle Proteine S, arrivando all’inteno del Citoplasma rilasciando il singolo filamento di RNA che si attacca ai Ribosomi dove poi viene tradotto. Il Coronavirus si annida nei polmoni, generando di conseguenza una Polmonite Virale, quindi non batterica, che genera una Sindrome Respiratoria Acuta che può portare alla morte del paziente. A differenza delle infezioni batteriche, che possono essere combattute mediante gli Antibiotici, la sola difesa che abbiamo, in attesa della messa a punto di uno specifico vaccino in grado di allertare il nostro Sistema Immunitario, sta proprio nel fare in modo che le nostre difese siano stimolate a dare il massimo. È proprio a tal riguardo che l’assunzione di Vitamina C e Magnesio può essere considerata utile. Generalmente il Virus si manifesta mediante la comparsa di Tosse Secca e Febbre di Media Intensità, a cui fa seguito la difficoltà respiratoria che può evolvere in modo drammatico. In pochi altri casi può essere associato inizialmente a disturbi gastrointestinali, arrivando poi comunque al tessuto polmonare generando la Polmonite Interstiziale. Lo stress respiratorio acuto viene trattato mediante maschera di ossigeno e alla eventuale seguente Ventilazione Polmonare.
Quali sono i pericoli che corriamo?
I pericoli che corriamo sono reali, e direttamente proporzionali al tipo di vita che conduciamo. Il Virus si trasmette attraverso le nostre goccioline di saliva: attraverso i liquidi espulsi mediante starnuti e colpi di tosse. Può restare attivo per diverse ore, e in alcuni casi anche per giorni, per cui è essenziale rispettare le norme che sono state divulgate: la distanza tra individui non deve assolutamente essere inferiore al metro, meglio se due, e l’utilizzo di guanti e mascherina è consigliato. È necessario poi ricordare che il virus può anche essere veicolato toccandosi gli occhi, per cui facciamo estremamente attenzione al nostro comportamento. Sopratutto cerchiamo di condurre una vita salubre: in questo momento essere ricoverati in ospedale per una patologia anche non seria comporta un rischio da non sottovalutare. I rischi aumentano con l’aumentare delle Patologie Pregresse: se un paziente è affetto da Patologie preesistenti, i rischi si moltiplicano di conseguenza. Il Diabete, l’Ipertensione, e in generale una deficienza immunitaria dovuta a problemi oncologici o cardiaci, sono aggravanti che compromettono in modo drastico l’andamento delle possibili cure. Il Virus in se è molto fragile, ma per il nostro sistema immunitario è del tutto nuovo e di conseguenza particolarmente pericoloso.
Ci sono dei tuoi colleghi che sostengono che non ci stiano dicendo la verità sui dati che ci mostrano. Qual è il tuo punto di vista? Come è la situazione reale nel tuo contesto?
La situazione reale è obbiettivamente alquanto diversa da quella espressa dai singoli dati che vengono quotidianamente resi pubblici. Una cosa innanzitutto: non esiste alcuna differenza tra i decessi per Coronavirus e i decessi con Coronavirus. Se da una parte ci sono pazienti che hanno perso la battaglia con il Virus pur non avendo altre patologie, dall’altra ci sono pazienti che, nonostante il loro stato di salute non ottimale, avrebbero potuto tranquillamente vivere per anni. C’è poi da considerare il sommerso: tutte quelle persone che muoiono senza arrivare in ospedale, anche se effettivamente sono molti i casi di pazienti che guariscono senza particolare difficoltà, Diciamo che la stima reale dei contagi è molto superiore al dato fornito al pubblico, e può essere quantificata in almeno 5/6 volte tanto. Questo significa anche che le persone che guariscono sono di più, e che gli asintomatici sono molti: da qui nasce la spiegazione per il continuo diffondersi della malattia. Nonostante in Lombardia si facciano ormai decine di migliaia di tamponi, è oggettivamente impensabile pensare di poterli praticare a chiunque, per cui il numero di positivi che conducono una vita senza restrizioni o quarantena è effettivamente alto. Potenzialmente ogni persona che incontrate può essere un positivo asintomatico. Non è così probabile ovviamente, ma il rischio sussiste, e la crescita dei contagi nonostante il Lockdown lo dimostra.
La Sanità italiana e soprattutto la tua struttura cosa stanno facendo per fronteggiare il problema?
La Sanità Italiana è, in questo momento, la sanità di riferimento per tutto il mondo su tutto ciò che riguarda questa pandemia. Siamo in assoluto i primi in ogni settore. Siamo quelli meglio attrezzati per fornire assistenza a chiunque senza dover scegliere in base all’età o peggio in base al tipo di assicurazione medica posseduta dal paziente. Siamo stati, e siamo ancora, la miglior risposta medica a questo tipo di situazione. E questo grazie all’impegno di tutto il personale ospedaliero. Nessuno escluso. Se poi la politica cesserà finalmente di pensare che la Sanità vada privatizzata, continuando a prevedere tagli negli investimenti e nei fondi ad essa dedicati, ecco che allora avremo tutto ciò che ci occorre per fronteggiare le conseguenze di questa nuova realtà. Perché è certo che questo Virus modificherà in modo serio il nostro stile di vita futuro. Arriveremo a breve ad un vaccino, arriveremo ad avere metodiche di cura che garantiranno una bassa percentuale di ospedalizzazioni, ma quando il Virus diventerà endemico, sarà definitivamente entrato nel nostro tessuto sociale, e ci dovremo convivere. Con lui e le inevitabili mutazioni alle quali andrà incontro. Non sarà più cosi pericoloso, ma sarà comunque presente.
I consigli fondamentali per chi non è medico sono quelli di rinforzare le difese immunitarie e di stare a casa. Ti sembra corretto? Hai qualcosa da aggiungere?
Si. Come già detto, la miglior difesa che abbiamo è il nostro sistema immunitario, per cui è assolutamente indispensabile dargli il nostro massimo sostegno. L’igiene è fondamentale, e va curata con molta attenzione. Laviamoci spesso le mani, con calma e insaponandole bene. La stessa cosa facciamola con il viso. Il sapone è la soluzione migliore, ma anche una soluzione alcoolica al 70% è efficace. Per quel che concerne le pulizie degli ambienti domestici, ricordiamo che il Virus è completamente inerme di fronte al Cloro, per cui la candeggina è il miglior antidoto alla possibile diffusione del suddetto. Anche in campo farmacologico si sta procedendo in quel senso, provando a trattare i pazienti con Idrossiclorochina. È un farmaco che esiste da molto tempo, generalmente ben sopportato, ma che va prescritto esclusivamente dal medico dopo una attenta valutazione della Anamnesi del paziente. Anche l’utilizzo di Eparina è attualmente al vaglio dei medici, in quanto questo farmaco anticoagulante combatte in modo efficace l’Embolia Polmonare Massiva, che è la più seria conseguenza della polmonite interstiziale. In più sembra che l’Agente Patogeno si legherebbe all’Eparina anziché alle cellule del nostro organismo. Il modo più efficace per aiutare il nostro sistema immunitario è comunque  quello di evitargli di combattere altre cose in questo momento, per cui facciamo in modo di non distrarlo.
Uno sguardo sul futuro?
Attualmente la situazione sembra procedere verso il meglio: questo significa che le misure adottate sono efficaci. È importante insistere su questa linea, per riportare la situazione alla normalità nel più breve tempo possibile, perché ricordiamoci che l’Ospedale è una struttura nella quale si convogliano pazienti colpiti da altre importanti patologie. Dobbiamo tornare a occuparci di tutti con la giusta attenzione e serenità. quella a cui ogni singola persona ha diritto.
Hai qualche consiglio da dare ai nostri lettori per affrontare al meglio lo stress psicologico che inevitabilmente colpisce chiunque sia soggetto a una prolungata situazione difficile? Essere costretti a restare a casa può essere un problema psicologico non da poco.
Sì, in effetti questo stress psicologico può alla lunga produrre uno stato di immunodeficienza. Intendiamoci, non è che restando a casa si corrano rischi, anzi, ma è giusto occuparsi anche dello spirito, e non solo del corpo. La famosa Locuzione Latina “Mens Sana in Corpore Sano”, di Decimo Giunio Giovenale appare in questo caso appropriata come non mai. Visto che ascoltando musica si avverte un senso di euforia dovuto alla produzione e al rilascio di endorfine, sostanze chimiche sintetizzate dall’organismo, responsabili di benessere e gioia, capaci di potenziare le difese immunitarie, di innalzare la soglia del dolore e abbassare lo stress, il mio consiglio è di rilassarsi ascoltando un buon disco. In questo momento di pausa, prima del ritorno in “trincea”, sul mio piatto sta girando “Yesterday and Today” (1966) dei Beatles e We can work it out è il brano che più mi è rimasto in mente, viste le circostanze.

Try to see it my way / Do I have to keep on talking ‘til I can’t go on? / While you see it your way
Run the risk of knowing that our love may soon be gone
We can work it out / We can work it out / Think of what you’re saying
You can get it wrong and still you think that it’s alright / Think of what I’m saying
We can work it out and get it straight, or say good night / We can work it out
We can work it out / Life is very short, and there’s no time
For fussing and fighting, my friend / I have always thought that it’s a crime
So, I will ask you once again / Try to see it my way
Only time will tell if I am right or I am wrong / While you see it your way
There’s a chance that we might fall apart before too long / We can work it out
We can work it out / Life is very short, and there’s no time
For fussing and fighting, my friend / I have always thought that it’s a crime
So I will ask you once again / Try to see it my way
Only time will tell if I am right or I am wrong / While you see it your way
There’s a chance that we might fall apart before too long / We can work it out
We can work it out.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Un pensiero riguardo “We can work it out: una voce dal “fronte del Nord” – di Gabriele Peritore

  • Maggio 3, 2020 in 8:37 am
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    Solo la tua capacità e intelligenza sono in grado di generare una cosa simile. Bravo

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