Wayne Shorter: “The Soothsayer” (1979) – di Mr. Hyde

Non può passare inosservato quest’album, “The Soothsayer” di Wayne Shorter, pubblicato dalla Blue Note nel 1979, in realtà registrato già nel marzo del 1965 nel Van Gelder Studio insieme ad una eccezionale line up: una sezione fiati formata da Freddie Hubbard alla tromba, James Spaulding al sax alto (ha suonato  nell’orchestra di Sun-Ra, Max Roach e in quintetto con Hubbard), lo stesso Wayne al tenore e poi i suoi compagni nel gruppo di Miles Davis,  Ron Carter al basso, Tony Williams alla batteria e, dulcis in fundo, McCoy Tyner al piano… ma poi, vorrei tanto sapere chi è stato questo genio della produzione che ha fatto ritardare di ben 14 anni l’uscita di questa perla preziosa della discografia del sassofonista. In quell’anno, fra l’altro, il 16 agosto 1965 veniva pubblicato dalla Columbia “E.S.P” con il quintetto di Miles, di cui Shorter compose la title track e Iris, rendendo ancora più prezioso e determinante il suo contributo. I suoi precedenti nell’Orchestra di Maynard Ferguson, poi con Art Blakey and The Jazz Massengers e la sua partecipazione, come arrangiatore e strumentista, allo straordinario album di Freddie Hubbard“The Body & The Soul” (Impulse!1963) si fanno sentire nei ricchi ed elaborati arrangiamenti eseguiti dalla tree-horn front-linecaratterizzati dal suo approccio modale che contraddistinguerà i successivi lavori con DavisNefertitiPinocchio, Fall, Footprint, Paraphernalia e molti altri brani divenuti classici post bop. “Il bello di Wayne è la sua eccentricità di compositore e musicista. Di menti come la sua non ne ho mai conosciute, ed è dotato di una curiosità giocosa che traspare dalla sua musica. Wayne non ha mai avuto paura di sperimentare e violare le regole: lo faceva per divertirsi e divertirci, ma poi gli capitava di trovare soluzioni talmente geniali che ti  chiedevi come ci riuscisse.” (1). Così ne parla Herbie Hancok, suo compagno di avventure musicali (e non solo) a partire dall’esperienza con Davis dal 1964, fino ai giorni nostri. Shorter è autore di cinque delle sei tracce contenute nell’LP originale: in Lost il tema è eseguito dall’intera sezione fiati all’inizio ed in chiusura… è un capolavoro di eleganza e intelligenza compositiva. In mezzo stanno gli  assoli di Wayne, Freddie, James e McCoy. La struttura tema iniziale-assoli- tema in chiusura”, si ripete anche in Angola, The Big Push e The Soothsayer, in cui Spaulding, che prende il primo assolo, si scatena dando saggio della sua bravura, seguito da Hubbard, che non è da meno e cita addirittura un paio di passaggi della ellingtoniana Rockin’ In Rhythm. Provate a seguire Williams e Carter: che corsa ragazzi, che ritmo e che intesa mostruosa! In Lady Dayballad sognante, languida e carezzevoleomaggio di Shorter a Billie Holiday, il tema è invece suonato dal solo tenore, seguito dal bell’assolo di McCoy Tyner, delicato e costruito su note singole, diversamente da come succede nelle zampate di accordi aperti in altri momenti nell’album e, successivamente, in tutta la sua produzione con Coltrane. La sesta traccia, Valse Tristeè la riproposizione di un brano per orchestra di Johan Julius Christian Sibelius (18651957) violinista e compositore finlandese, stravolto e riarrangiato da Shorter. La sua anima romantica e avvolgente si manifesta prepotentemente nell’esposizione del tema, mentre Hubbard cattura con la dolcezza delle sue frasi… a volte frenetiche e dense di note altre più distese e intense. Tony Williams detta il buono e il  cattivo tempo”, nel senso poliritmico del modo di dire: parte con il valzer, passa dalla samba, allo swing, cambia  gli accenti e poi torna indietro, mentre Ron Carter non fa una piega: lo incalza, arretra, lo anticipa. Solo loro sanno quello che stanno facendo ma, alla fine, i conti tornano ed è tutto semplicemente entusiasmante. Provare ad ascoltare ed accorgersi come questa musica conserva tutt’oggi il suo fascino, la freschezza delle idee di chi l’ha pensata e l’ha eseguita più di mezzo secolo fa. Shorter resta senza dubbio uno dei più grandi jazzisti viventi.

(1) da: Possibilities, l’Autobiografia” di Herbie Hancock con Lisa Dickey (Minimium Fax 2015). 

Tracce: 1. Lost – 07:14. 2. Angola – 04:48. 3. The big push – 08:19.
4. 
The soothsayer – 09:36. 5. Lady day – 05.31. 6. Valse triste – 07:35 (Jean Sibelius).
7. 
Angola (alternate take) – 06:38  (*) nella versione CD  del 1987 della Manhattan Records.
Musicisti: Wayne Shorter: sassofono tenore. Freddie Hubbard: tromba.
McCoy Tyner: pianoforte. Ron Carter: contrabbasso. Tony Williams: batteria.
James Spaulding: sassofono alto.

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