Waylon Jennings: “New Stuff” (2017) – di Claudio Trezzani

La musica texana e americana deve tanto a Waylon Jennings, un artista che ha regalato decine di dischi fondamentali che hanno ispirato tanti musicisti che elencarli tutti diventerebbe assolutamente ridondante e non prettamente legato al disco di cui vi voglio parlare. Oddio, disco non è proprio il sostantivo più adatto per questo “New Stuff, uscito per il Record Store Day del 2017 e quindi un’edizione limitata per definizione, più la pubblicazione di un quaderno di appunti di un artista unico e inimitabile, schizzi e abbozzi di canzoni registrati in presa diretta su di un nastro. Senza missaggi, senza band, solo chitarra acustica e la sua iconica voce. Il nastro in questione, composto da 11 pezzi, venne ritrovato dal figlio Shooter (oggi musicista e produttore affermato) dopo la scomparsa del padre avvenuta per le conseguenze del diabete il 13 febbraio 2002 a 65 anni. Pochi, pochissimi per un artista che fino all’ultimo aveva continuato a registrare, ad avere idee innovative come all’inizio della carriera, dove assieme agli amici Johnny Cash e Willie Nelson aveva sconvolto il country di Nashville, deviando la tradizionale musica americana dalla strada che aveva sempre condotto le produzioni, contaminandola con rock, blues e folk e creando un movimento comunemente noto come Outlaw Country. Un nome che negli anni anche il buon Waylon arrivò quasi a odiare, perché il pubblico fraintese quel nome “fuorilegge che non aveva a che fare con la legge, pistole o altro ma solo con il fatto di aver disobbedito alle regole tradizionali per creare la musica che volevano creare.
Niente regole, solo il loro talento a guidarli.
Dopo la scomparsa di Jennings il figlio trovò parecchi nastri e canzoni negli archivi del padre, alcune sono state date alle stampe negli anni e ci hanno regalato album eccezionali come Goin’ Down Rockin’(2012) con le ultime registrazioni completate che danno un esempio sulla contaminazione ancora più marcatamente rock che Waylon stava seguendo, oppure come “The Lost Nashville Sessions” (2016) che ci fa ascoltare registrazioni dell’inizio degli anni 70 che si credevano perdute con versioni pazzesche di canzoni diventate famosissime. Ma eccoci a questo “New Stuff” che Shooter Jennings ha deciso di far uscire per la cosiddetta festa dei negozi di dischi indipendenti e cioè il Record Store Day, una giornata dedicata ai negozi di dischi nella quale artisti di tutti i tipi e generi musicali regalano ai fan album in edizione limitata oppure inediti introvabili, tutti rigorosamente in vinile. Una scelta che ben si adatta al disco in questione, un demo tape per appassionati e fan, un’edizione gioiello in vinile arancio marmorizzato e con una copertina con un ritratto dell’artista e riprodotta l’immagine della cassetta originale con la calligrafia di Waylon che aveva nominato i pezzi proprio sopra il nastro.
Un gioiello nel gioiello, ritrovato dal figlio nella stanza che occupava nella casa del padre quando ci abitava e che era diventata un piccolo studio utilizzato per comporre e pensare musica.
Rimane il rimpianto di non aver mai ascoltato questi pezzi finiti, che promettevano di continuare la scia di capolavori della sua carriera, basta ascoltare la prima Good Time con quella voce potente e scura, una ballata malinconica sui momenti passati con Willie Nelson, oppure il country con un accenno di honky tonk di The Best Side of Me, chissà che pezzo sarebbe sgorgato suonato con tutta la band, che peccato! Però anche così asciutta e scarna la canzone emana un carisma e un sentimento che solo i grandi possono dare a un demo che manca di quasi tutto, anche se non si era ancora pensato al testo completo e quasi si fischietta l’armonia. Il pezzo più bello e spiazzante è sicuramente quello dedicato al suo grande amico e grande campione Muhammed Ali, un’amicizia davvero incredibile ma vera se pensiamo che il pugile fu uno dei primi invitati al battesimo del figlio Shooter. Un pezzo talmente importante che sarebbe certamente diventato un classico della musica americana, una dedica sincera che rimarca l’importanza di Cassius Clay nell’America degli anni 70.
Di questo pezzo è uscito, sempre per il
Record Store Day, un disco singolo a parte chiamato “Here’s The Champion (Muhammad Ali)” con la scarna versione in demo e reinterpretazioni del pezzo della moglie Jessi Colter, Kris Kristofferson, Jaime Wyatt, Shooter Jennings e Jesse Dayton, il tutto prodotto dal Re Mida del country Dave Cobb. Insomma un altro gioiello che ogni fan di Waylon dovrebbe avere nella propria collezione, anche se, essendo i dischi in questione numerati, saranno ora di difficile reperibilità.
Un disco che è una finestra sulla mente musicale e sul modo di creare musica, di uno dei più grandi artisti che gli Stati Uniti abbiano mai regalato al mondo, mai banale, mai allineato, sempre sé stesso anche negli anni dove la musica elettronica aveva preso il sopravvento. Un piccolo tesoro che si somma a una discografia davvero unica e piena di capolavori, una raccolta di 11 pezzi molto autobiografici e malinconici che ci fanno immaginare di essere seduti a fianco del grande Waylon, in quella piccola stanza: solo lui, la sua chitarra, la sua voce indimenticabile e le sue storie così vere e intense. Quando i dischi postumi sono di questa qualità ringraziamo il Signore di averceli regalati e quando gli inediti sono così unici e veri, senza nessun intervento esterno, ci sentiamo un po’ meno soli e un po’ più vicini al Paradiso, dove immaginiamo lui e il suo amico Johnny Cash allietare i presenti con le loro storie di “fuorilegge, così come facevano laggiù sulle strade di Nashville. Buon ascolto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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4 thoughts on “Waylon Jennings: “New Stuff” (2017) – di Claudio Trezzani

  • Ottobre 4, 2020 in 11:20 am
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    Ultima cosa che vorrebbe un fan di Waylon è proprio questo album.
    Chi conosce Waylon e i Waylors come me può capire. Saluti.

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  • Ottobre 5, 2020 in 5:54 pm
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    caro Fabio, il tuo commento non risulta utile così… magari se vuoi, puoi circostanziare meglio il tuo pensiero, visto che una testata giornalistica scrive anche e soprattutto per chi non “conosce”… e poi, la raccota di materiali rari e inediti di che trattasi dovrebbe proprio soddisfare gli appassionati dell’Artista… insomma, se vuoi possiamo anche pubblicare una nota esplicativa del tuo pensiero… grazie e a presto

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  • Ottobre 5, 2020 in 6:05 pm
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    Non volevo turbare nessuno, solo segnalare che album in questione è tutt altro che una rarità, e per chi conosce Waylon e la sua storia non credo sia un album da tenere nella propria raccolta.

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  • Ottobre 5, 2020 in 7:20 pm
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    più che turbati, volevamo meglio sapere cosà ne pensi… adesso lo sappiamo e registriamo il tuo punto di vista… saluti

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