Ward Davis: “Black Cats and Crows” (2020) – di Claudio Trezzani

Ci sono dischi che non si posso recensire di getto, oppure posso farlo ma rischio sempre di sembrare esagerato o troppo enfatico per le emozioni che mi fanno provare al primo ascolto (questo anche dopo molteplici) o per la qualità che trasuda dagli speaker. Ecco non ce l’ho fatta (come per il disco dei Whiskey Myers dello scorso anno) e devo assolutamente raccontarvelo e dirvi qualcosa a proposito di un artista che è come un tesoro nascosto, che una volta trovato non abbandonerete facilmente. Fidatevi. Ward Davis è un autore sopraffino, un talento davvero unico ed è nel circuito dei migliori di Nashville da ormai 20 anni, ha scritto canzoni per Willie Nelson, Trace Adkins, Merle Haggard, Sammmy Kershaw e più di recente per il suo grande amico Cody Jinks, icona e maggior esponente vivente dell’outlaw country indipendente. Proprio la collaborazione con lui, sia in studio che dal vivo, ha messo finalmente e in maniera assolutamente meritata Davis sulle mappe della musica country rock americana. Chitarrista bravissimo ma anche pianista di talento, caratteristica che lo distingue dai semplici outlaw come Jinks, Stapleton, Lamantia, Fisher o Jamey Johnson, non che questi non siano bravi anzi ma la dimensione musicale di Ward Davis è più ampia (forse è proprio quel suo essere anche pianista) e abbraccia quasi il rock da strada, il rock melodico ma energico.
Se devo pensare a un paragone con un mito della musica a stelle e strisce il primo nome che mi viene in mente è
Tom Petty. A parer mio, modestissimo aggiungo, ne può essere l’erede più credibile senza snaturarsi perché comunque quel sentimento country, di vita vera, quel sapore di polvere e stivali da cowboy, non lo abbandonano e anzi rendono il suo modo di fare musica originale e unico. L’esordio di Davis , dopo anni dietro le quinte dei grandi di Nashville, avviene nel 2015 con l’ottimo “15 Years in a 10 Town (molto autobiografico) che contiene uno dei suoi pezzi più belli, Unfair Weather Friend, scritto assieme a un’altra autrice mitologica di Nashville, Marla Cannon-Goodman, figlia del produttore Buddy Cannon. Pezzo che il barbuto Ward aveva dato al duo Nelson-Haggard per il loto stupendo disco “Django & Jimmie(2015) ma poi aveva anche ripreso in maniera meravigliosa. Il seguito di quel disco, fra centinaia di concerti e collaborazioni, pareva non arrivare mai e aveva fatto venire l’acquolina in bocca ai fans (mitigata un poco da un EP chiamato “Asunder uscito nel 2018 con all’interno una cover guarda caso di Tom Petty,Time To Move On). Eccoci arrivati a quel secondo disco tanto atteso e la speranza non è stata vana anzi, ha superato le aspettative.
Questo “
Black Cats and Crows” (2020) è un vero gioiello di country, rock e tanto talento, 14 pezzi per quasi un’ora di grande musica americana, prodotto dal fido Jim Moose Brown. I brani non sono tutti inediti, ce ne sono di già comparsi in album dell’amico Cody Jinks, come la ballata Colorado, malinconica con il suo intro di violino e un’interpretazione vocale da brividi, oppure come la bellissima e blueseggiante Papa and Mama, da un album di Ray Scott per il quale Davis suonava il piano ma, soprattutto, la chiusura del disco, Good and Drunk. La canzone parla del divorzio di Davis, un evento che ha segnato anche il sentimento generale di alcune canzoni ed era stata inserita anche in “Asunder(l’EP del 2018). Il disco si apre con un pezzo molto rock, Ain’t Gonna Be Today, il lavoro alle chitarre e alla pedal-steel è magistrale, un ritmo coinvolgente cui la stupenda voce di Davis regala la proverbiale ciliegina sulla torta di un brano che fa capire che l’artista non è solo un countryman ma un rocker di razza e con una sensibilità rara da trovare (chi ha detto Tom Petty?).
La title-track è una delle mie preferite, una ballata che si apre con il pianoforte che accompagna il cantato intenso e malinconico di Ward, andamento lento e tensione che la chitarra spezza almeno un poco con il suo bellissimo assolo. Liricamente è un poeta e non è una novità ma questo testo è veramente perfetto: Il diavolo è nei dettagli e i dettagli aprono la strada / per ogni letto, ogni debito e ogni passo che facciamo / Dio devo averlo dentro per me, perché lui lo sa / Perché in ogni strada che percorro vedo gatti neri e corvi”. Uno dei pezzi che più mi hanno emozionato in questo 2020. Fra i co-autori del brano il solito Jinks e Tennessee Jet, altro autore sopraffino. Se vogliamo trovare l’anima outlaw country che è nella barba di Ward Davis basta ascoltare Sound of Chains, una canzone sporca e trascinata con le chitarre sugli scudi a graffiare l’aria (chicca per appassionati di heavy metal: c’è una collaborazione con il frontman degli Anthrax, Scott Ian) e la successiva Get to Work Whiskey, anche qui sorretta da un lavoro spettacolare delle chitarre che ricamano un riff irresistibile e dalla voce di Davis che ci racconta in maniera originale una storia molto country di bar e whiskey. Dopo tanto raccontarci di delusioni d’amore e tristezza finalmente arriva una canzone solare e positiva, Heaven Had a Hand, uno splendido brano d’amore di chi ha trovato dopo tanto cercare la persona giusta, niente sovraincisioni, niente arrangiamenti super ricercati: una semplice ballata che la voce di Davis eleva al solito con la sua intensità e talento.
Un disco perfetto, tante canzoni, quattordici non sono poche ma nessuna fa venir voglia di saltare alla prossima traccia, e non ve le ho raccontate tutte perché sarei risultato inutilmente ridondante ma credetemi, vale assolutamente la pena di mettere sul piatto questo lavoro, sincero e diretto, semplice ma intriso di un talento non comune. Un disco che sarà adorato dagli amanti del country vero, i fans di Cody Jinks, Mickey Lamantia, Jamey Johnson ma anche da quelli che si cibano di rock e blues americano d’autore, un po’ Tom Petty un po’ Springsteen prima maniera. Ward Davis, dopo aver dimostrato al mondo che è uno scrittore di brani meraviglioso, conferma di essere uno degli interpreti più importanti e di valore della musica americana e merita il successo che sta avendo e che sicuramente avrà, grazie anche a questo disco da ascoltare e riascoltare fino allo sfinimento. Buon ascolto.

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(nel blog trovate la versione inglese di questo articolo al link:
https://trexroads.altervista.org/black-cats-and-crows-ward-davis-2020/)

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