Walter Trout: “Survivor Blues” (2018) – di Trex Willer

Un titolo che non è solo un titolo ma è la storia di un chitarrista Blues e della sua battaglia contro il cancro al fegato che lo aveva quasi ucciso: un sopravvissuto il grande Walter Trout, uno dei più grandi esponenti della “Musica del Diavolo”. Ormai uscito dal tunnel della malattia ci regala uno splendido disco di cover di artisti assolutamente noti e fondamentali ma, come spesso fa anche Van Morrison, sceglie stupende canzoni sconosciute ai più. Una scelta che, l’artista racconta, è nata ascoltando in macchina alla radio l’ennesima versione di un classico come Got My Mojo Workin’ e chiedendosi se il mondo avesse realmente ancora bisogno di questo. Da qui l’idea di riscoprire gemme nascoste di grandi artisti, brani che non hanno avuto la stessa fortuna. Un’idea semplice e geniale di un artista ormai assunto al rango di leggenda. Il disco inizia con un brano di Jimmy Dawkins, artista di culto, Me My Guitar and The Blues che Trout personalizza con la consueta classe e il suo carisma: un brano in grado di chiarire da subito che il lavoro sarà di livello altissimo. Un  Blues lento che ti entra nell’anima, con il tocco sapiente di una chitarra sopravvissuta al tempo e alle intemperie. La magia è intatta… e anche la sua voce potente da bluesman consumato. Il concept del disco si fa lampante ascoltando un brano del mitico John Mayall, la guida del British Blues fin dagli anni 60, quella Nautre’s Disappearing che a torto non è mai annoverata fra i pezzi più gettonati del “Santone britannico”. Trout ne fa un blues con un tocco accennato di chitarra, una voce gentile arricchita dal suono dell’armonica come il grande John sa fare. Un pezzo di una semplicità disarmante ma suonato come Dio comanda, fresco e ancora innovativo. Ogni pezzo è una gemma, non una scelta fuori posto o superflua e, ad ogni nota, ci si chiede come sia possibile che questi brani siano rimasti quasi sconosciuti. Ascoltate il pezzo di Mississippi Fred McDowell, Goin’ Down To The River, suonato in duo con il grande Robby Krieger (chitarrista dei Doors… scusate se è poco), un brano Blues di quelli impregnati dell’umidità del Delta, con la slide che ti trascina verso il Fiume: una di quelle canzoni che se ami il Blues ascolteresti in loop per anni, suonata con una passione e un talento che Trout fa suoi. Un album eccezionale che risulta essere un manuale sul come fare un disco di cover: scelte coraggiose, arrangiamenti di classe e tanto tanto talento. Se amate il Blues, quello vero, le emozioni che solo la “Musica del Diavolo” sa trasmettere e vi piace immaginarvi mentre passeggiate al crocevia cercando l’anima di Robert Johnson… ecco, questo è un disco che dovete assolutamente mettere sul vostro piatto. Non ve ne pentirete. Grazie Walter di essere sopravvissuto, a prestissimo speriamo.

1. Me My Guitar And The Blues2. Be Careful How You Vote
3. Woman Don’t Lie (feat. Sugaray Rayford). 4. Sadie5. Please Love Me
6. Nature’s Disappearing7. Red Sun8. Something Inside Of Me.

9. It Takes Time10. Out Of Bad Luck11. Goin’ Down To The River (feat. Robby Krieger). 
12. God’s Word.

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