Wade Bowen: “Solid Ground” 2018) – di Claudio Trezzani

Il Texas è universalmente conosciuto come lo stato dei cowboy e della musica country, che è la colonna sonora tradizionale della vita dei vaqueros. Non parliamo della musica edulcorata e patinata della Nashville più finta ma della musica folk prettamente legata alle storia e alle radici del Lone Star State. Ecco, Wade Bowen è uno dei più amati e stimati esponenti di quel country rock più vero e legato alla sua terra e il titolo di questo suo ultimo lavoro ne è ulteriore sigillo: “Solid Ground” (Terra Solida) assieme alla copertina in cui campeggia la cartina dello stato incisa nella roccia. Un disco suonato per davvero che ci da un’immagine precisa dell’artista che negli anni Bowen è diventato… ormai è sulla breccia da più di 15 anni e il suo pubblico si aspetta questo: un country rock, che trae ispirazione dalle storie di Frontiera ma anche venato di musica tex-mex, come nel capolavoro del disco, Day Of The Dead, una stupenda canzone in cui possiamo immaginare un mariachi che ce la suona a bordo di una polverosa strada di Lajitas durante el Dia de Los Muertos. Fantastico anche l’assolo di tromba, tipicamente messicano. In alcuni brani la maturità artistica di Wade ci si mostra in tutto il suo splendore, come in Broken Glass, una rock ballad che potrebbe benissimo appartenere ad un rock americano meno texano, una virata che non ne intacca la credibilità ma che ci dà anche l’opportunità di apprezzare le doti canore di un cantautore che meriterebbe di ricevere gli onori della scena anche ad altre latitudini. Si ritorna al sound classico in Acuna, un solido country rock di quelli che si aspettano al Billy Bob’s Texas, il locale live per antonomasia del Texas a Fort Worth, una bella road-story, di quelle che troviamo sempre nei dischi del buon Wade. Bellissima sullo stesso filone delle storie da bar texane è anche Fell in Love on Whiskey, uno scatenato country che dal vivo sarà di certo un caposaldo delle prossime tappe al Billy Bob, con in mano un bel bicchiere di brown liquor. Un pezzo in cui la fa da padrone l’armonica e un tosto riff di chitarra, polveroso come le strade di Waco, città natale del nostro. Il disco si chiude alla grande con la desertica ballad Calling All Demons, echi elettrici spettrali, batteria accennata e la voce di Bowen ancora assoluta protagonista, un pezzo che nella parte centrale si anima diventando un rockin’ country molto intenso, con un testo altrettanto bello: un appello disperato “sto cercando qualcosa in cui credere”Wade Bowen conferma di essere uno dei punti di riferimento della musica country indipendente e, nonostante il successo che ha comunque ottenuto, non si è prostrato alla legge del business annacquato di Nashville, sfoderando un disco ben suonato e prodotto alla grande… complimenti. Buon ascolto.

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