VV. AA. “When The Wind Blows: The Song Of Townes Van Zandt” (2018) – di Claudio Trezzani

Una piacevole scoperta, per chi vive troppo lontano dalle terre natie del country d’autore, sapere che proprio qui in Italia si tiene ogni anno un Festival dedicato al leggendario cantautore texano Townes Van Zandt, in quel di Figino Serenza (CO) e una ancora più piacevole scoperta è questo fantastico tributo alla sua musica voluto e prodotto proprio da uno dei più apprezzati musicisti e produttori italiani, Andrea Parodi, assieme Jono Manson, musicista americano ma ormai italiano d’adozione, proprio prendendo spunto da quel Festival. I musicisti presenti nelle 32 canzoni di questo doppio album, sono artisti eccelsi ed alcuni vere e proprie leggende della musica americana, basti pensare all’autore della splendida copertina, Sam Baker, che si cimenta in una versione di Come Tomorrow da brividi veri. I brani, o meglio le poesie, sono in pratica il meglio della produzione di uno dei più grandi e purtroppo sottostimati cantautori della storia americana, un artista che ha musicato alcune delle più belle storie mai ascoltate del country texano. Le interpretazioni sono assolutamente al livello delle originali, un tributo suonato e prodotto come lo avrebbe fatto il compianto Townes. Un omaggio doveroso che ha il merito, oltre che di celebrare, probabilmente anche di far conoscere anche alle nostre latitudini il genio di Van Zandt. Fra i brani più riusciti di sicuro c’è la versione in salsa honky tonk di White Freightliner Blues, da parte di Terry Allen, vera istituzione del country… uno che nel 1978, con il suo “Lubbock (on everything)”, ha ridefinito canoni e confini della musica texana e americana. Ogni pezzo non sfigura davanti agli originali… un plauso “patriottico” al nostro Andrea Parodi che si esibisce in una versione in italiano della splendida Tecumseh Valley, coraggiosa e riuscita. Che dire poi della versione pregna di sabbia del deserto della meravigliosa Dollar Bill Blues, da parte della voce roca e tagliente di Malcom Holcombe? Bellissima. Il piano della sorella di Willie Nelson, Bobbie, accompagna dalla stupenda voce di Kimmie Rhodes che ci restituisce una splendida versione di Catfish Blues, intensa e commovente. C’è poi Jono Manson che, oltre a produrre, suona e canta una bellissima At My Window che ci fa sognare, come fossimo al cospetto di Townes in persona. Presenza a sorpresa quella del fratello del frontman dei Rolling Stones, Chris Jagger che stupisce con una versione blues acustica di Ain’t Leavin Your Love, divertente e assolutamente riuscita. Davvero andrebbero segnalate tutte, artisti eccezionali e canzoni altrettanto belle, da Gurf Morlix a Joe Ely, da David Onley a Bocephus King… ma non si può non citare probabilmente la più emozionante e riuscita di tutte le cover, Flyin’ Shoes, da parte di Radoslav Lorkovic, voce e piano… croato lui ma con un’anima che più americana e blueseggiante non si può. Chapeau! Assolutamente consigliato a chi ama la musica di qualità e anche a chi vuole conoscere di più di un artista, di un poeta, di un musicista mai abbastanza celebrato, un vero “underdog” della musica americana. Se dopo questo splendido tributo vorrete scoprire o riascoltare qualcosa di più, segnalo senza dubbio quello che per me resta il Ssuo capolavoro, “The Late Great Townes Van Zandt”,del 1972 che nel 2015 ha ricevuto una sontuosa rimasterizzazione, con l’aggiunta di qualche chicca inedita. Un album che dovrebbe campeggiare in ogni collezione musicale di qualità che si rispetti. Buon ascolto.

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