Vinícius de Moraes: “Samba delle benedizioni” (1967) – di Fabio Leggieri

«Ciao, tu sei Set
«Tu sei Pal, ciao!»
«Saranno vent’anni che non ci vediamo! Come stai?»
«Diciamo bene, anche se ho avuto dei problemi al lavoro ultimamente».
«Cavolo mi dispiace», disse Pal, «pensa che anche io ho avuto seri problemi al lavoro, mia madre è stata poco bene, una brutta broncopolmonite, ho preso talmente tanti permessi che alla fine mi hanno licenziato».
«Cavolo, mi dispiace per tua madre, spero che ora stia bene».
«Abbastanza. L’abbiamo scampata grossa, c’è mancato poco che…» sospirò Pal.
«Mio padre invece è morto l’anno scorso» esclamò Set, «diabete. Non aveva più le gambe da otto anni».
«Mio Dio! Mi dispiace Set. È passato solo un anno quindi. Cavolo, non lo sapevo. Forse non l’ho saputo perché l’anno scorso ho divorziato».
«Hai divorziato?» disse Set.
«Si. Tutto andava benissimo, tutti dicevano che sembravamo usciti da un film romantico».
«E poi? Perché vi siete lasciati?» chiese Set. «Non mi dire che anche tu l’hai trovata mentre scopava con il tuo elettrauto».
«No. Mi ha detto solo: non ti amo più. Era il mio compleanno però!» rispose Pal. 
«Mio Dio le donne! Sono di un altro pianeta. Chissà come diventerà mia figlia», sospirò Set.
«Ma non mi dire che hai una figlia?» disse Pal. «Complimenti, non lo sapevo affatto. E come si chiama?»
«Bea. Ha dieci anni, ma con questi cavolo di turni riesco a vederla si e no ogni due settimane».
«È terribile. Il mio ha otto anni, sono quattro mesi che non lo vedo».
«Vai dal giudice Pal, fidati! In certi casi sono soldi ben spesi, fallo per dare a tuo figlio un padre, un futuro!»
«È il giudice che l’ha deciso, solo per quella cavolo di storia del mazzo di fiori».
«Quale storia del mazzo di fiori?»
«Lascia perdere questo è un paese con leggi di merda!»
«Cavolo finalmente!» esclamò Set
«Finalmente cosa?» chiese Pal
«Finalmente è scattato il ventidue, io sono il prossimo ho il ventitré!»
«Cazzo! Io ho il diciannove! Che sfortuna di merda» disse Pal.

Tratto da: “Lascio il lavoro – Racconti favolosi” di Fabio Leggieri
(Momo Edizioni 2020). Tutti i diritti riservati©.
https://momoedizioni.it/catalogo/libro/lascio-il-lavoro

Meglio essere allegro che esser triste / Allegria è la miglior cosa che esiste
E’ così come un sole dentro il cuore / Ma se vuoi dare a un samba la bellezza
Hai bisogno di un poco di tristezza / Hai bisogno di un poco di tristezza
Se, non è bello un samba, no / Se no, è come amare una donna solo bella e beh!
Una donna deve avere qualche cosa in più della bellezza
Qualche cosa che piange, qualche cosa che ha malinconia / Un’aria di amore tribolato
Una bellezza che viene dalla tristezza di sapersi donna
Fatta per amare, per soffrire d’amore e per essere solo perdono
Fare un samba non è una barzelletta / Chi fa un samba così non è poeta
Il samba è preghiera, se lo vuoi / Samba è la tristezza fatta danza
Tristezza che ha sempre la speranza / Tristezza che ha sempre la speranza
Di non essere triste prima o poi
Prendi tutti quelli che vanno in giro e scherzano con la via
Attento, amico! La vita è una cosa seria e non ti sbagliare, eh? / Ce n’è una sola!
Due, che sarebbe meglio, nessuno mi convincerà che ci sono
Senza provarmelo con prove definitive, cioé
Certificato rilasciato dal Notaio del Cielo e sottoscritto / Dio e con la firma autenticata
La vita, amico, è l’arte dell’incontro / Malgrado ci siano tanti disaccordi nella vita
C’è sempre per te una donna in attesa / Gli occhi pieni d’amore, le mani piene di perdono
Metti un poco d’amore nella tua vita / Come nel tuo samba
Metti un poco d’amore dentro un ritmo / E vedrai che nessuno al mondo vince
La bellezza che c’é in un samba, no / Perché il samba è venuto da Bahia
E se è bianco di pelle in poesia / E se è bianco di pelle in poesia
E’ nero nell’anima e nel cuore / E’ nero nell’anima e nel cuore
E’ nero nell’anima e nel cuore…

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