Vincenzo Bellini: “L’Abbandono” (1833-34) – di Benito Mascitti

In questi giorni on web e sui social si celebra la grande Maria Callas. Tutti ne parlano ma pochissimi conoscono le grandezze e i limiti di questa Artista immortale. Girando in rete ci siamo anche imbattuti in contenuti che esaltano oltremodo Maria che canta Bellini. Un’affermazione come minimo fuori luogo, visto che le grandi soprano interpreti di Vincenzo Bellini sono davvero pochissime e Maria, nonostante la sua grandissima Arte, non è in testa alla lista: a nostro sommesso parere Rajna Kabaivanska e Montserrat Caballé svettano su tutte. Pochi sanno che un limite di Maria Callas era certamente la mancanza di prudenza. Le partiture vocali di Vincenzo Bellini (e le arie del suo Melodramma) non si sono mai sposate agevolmente con le tonalità di Maria Callas e con la sua generosità verso il pubblico… osava sempre Maria, anche con Bellini. A margine di questa nostra considerazione abbiamo riascoltato per voi “L’Abbandono”, partitura vocale da camera dell’immenso compositore catanese, famoso anche per la sua predilezione verso le tonalità alte delle parti del soprano. Con Bellini non si scherza e i melomani non perdonano la benché minima leggerezza. Pare che proprio Maria Callas pianse di rabbia dopo aver ricevuto i copiosi fischi della leggendaria piccionaia del Regio di Parma, per aver troppo osato con il mitico Vincenzo… ma torniamo all’ascolto: Montserrat Caballé attacca senza esitazione, esibisce il suo timbro immacolato, domina la frequenza delle sue preziose corde vocali e il controllo dei fiati… Solitario zeffiretto, a che movi i tuoi sospiri? Il sospiro a me sol lice, ché, dolente ed infelice, chiamo (Dafne) che non ode l’insoffribil mio martir…”Sensazioni struggenti e pensieri d’amore strappati al silenzio, nella commozione che solitamente Bellini suscita con la sua musica e che Montserrat e lo splendido Pianoforte che l’accompagna perpetuano fedelmente… Caldi applausi per questi bravissimi artisti.

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