Una musicista nomade: Giulia Millanta si racconta – di Capitan Delirio

Giulia Millanta è una musicista, autrice e cantante, fiorentina e di calibro internazionale, giunta già al sesto album in studio, con all’attivo diverse collaborazioni eccellenti e partecipazioni a kermesse importanti. Il suo ultimo progetto si chiama: “Conversation With A Ghost”. Come spesso scrive nelle sue canzoni, e come tanti artisti toscani, un giorno ha preso la sua chitarra ed è partita. Ha sentito l’esigenza di misurarsi con una platea diversa rispetto a quella dei suoi luoghi natii. Il suo è uno spirito coraggioso in grado però di farsi apprezzare in ogni posto in cui è stata: Spagna o Stati Uniti d’America, dove vive attualmente e, al momento, è impegnata in un tour. Nelle sue stesse parole, in uno dei rari momenti che ha potuto concedersi per raccontarsi, si legge il desiderio incontenibile di esplorare l’ignoto: “Io da sempre sono stata una “nomade”. Ho bisogno di stimoli, di nuovi orizzonti. Inoltre l’Italia ahimè ha un circuito musicale un po’ ristretto”. Per Giulia a fornire gli stimoli giusti è stato l’amore per la musica. L’arte l’ha sospinta lungo il cammino per tutto il suo nomadismo. Anche se la sua storia poteva essere ben diversa, perché lei è laureata in medicina e avrebbe potuto intraprendere questa carriera. “La decisione l’ho presa seguendo quella voce folle dentro di me che mi spinge da sempre ad essere onesta con me stessa. Sarei stata un ottimo dottore ma infelice ed in gabbia. La vita di un artista è una vita fatta di incertezze, reali e personali… è una vita in cui ci si rimette in discussione di continuo. Una vita “scomoda”, in cui ci si deve costantemente scontrare con i propri fantasmi. È una vita in cui si deve imparare a stare soliLei, infatti, ha imparato tantissimo a stare da sola, anche questo è uno temi ricorrenti della sua produzione: la solitudine. Inoltre, una delle caratteristiche più belle della sua personalità, è il forte spirito di adattamento… dà la sensazione di creare una famiglia, di sentirsi a casa, in qualsiasi altra parte del mondo si trovi e, infatti, Giulia ha viaggiato tanto… ma sembra che Austin abbia qualcosa che assomiglia alla stabilità rispetto ad altri posti, anche se per un tipo come lei la stabilità non esiste. Austin non è la meta definitiva. Non esiste una meta definitiva. Adesso sono qui (beh adesso sono a Santa Fe, una tappa del mio tour), poi si vedrà. La famiglia e la casa la trovo ovunque vado. La casa ce l’ho dentro, la famiglia…beh, ho la fortuna di conoscere ed incontrare persone aperte e speciali ovunque vado e quelle diventano la mia famiglia… a volte per anni, a volte anche solo per mezza giornata. Credo molto nel creare relazioni interpersonali vere e profonde ed a volte bastano anche pochi minutiPossiamo dire che muoversi è la sua parola d’ordine, spostarsi, viaggiare. Riesce a viaggiare tra i luoghi come tra i generi musicali. Nella sua ormai ampia produzione, sembra voler creare geografie artistiche in ogni disco: ogni brano, per caratteristiche, è diverso dall’altro. Le esigenze della vita si proiettano anche nell’arte. Non ho altra esigenza se non quella di fare la musica che sento. Che genere sia ed a che cultura o paese appartenga, che etichette dargli… questo non lo so. Non me lo chiedo… questo lavoro lo lascio ai critici musicali!. Dopo cinque album e tanti concerti, la musica che sente dentro la ha condotta verso questo ultimo progetto, “Conversation With A Ghost”. In cui parla di fantasmi interiori, con cui si scontra quotidianamente, come accennava prima: tormenti che fanno da filo conduttore. La perdita. Il dialogo con i fantasmi che abbiamo dentro ed intorno. Fantasma intenso come il simbolo delle cose che abbiamo perso: la pazienza, la salute mentale, le persone care, lamore, linnocenza…. Contenuti forti che realizza con un talento fuori dal comune nello scrivere, nel cantare, nel suonare… e risulta affascinante anche il modo di costruire gli arrangiamenti che lasciano il giusto spazio agli altri strumenti di dialogare con la sua voce. La scelta degli strumenti la fa la canzone stessa… è lei che guida. Ogni canzone ha una sua identità e va seguita. I musicisti con cui lavoro poi, mi aiutano a tradurre in note le idee ed a portare alla luce il pezzo.. Basta ascoltare uno soltanto dei suoi brani per rendersi conto di trovarsi di fronte a una grande artista che si è imposta all’estero già da qualche anno e un po’ meno in Italia. Nelle sue biografie dice spesso di amare il vino… mi colpisce particolarmente, perché anche io amo il vino e, almeno in questo, la patria del vino è L’Italia… e se le si chiede se se le manca l’Italia e il vino italiano, lei senza esitazioni risponde: Ovviamente si.

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