Un silenzioso genocidio culturale e la “Sinistra” che non ti aspetti. – di Alexian Santino Spinelli –

La cultura Romanì (dei gruppi Rom, Sinti, Kale, Manouche e Romanichals) che in sei secoli di storia europea è riuscita a sopravvivere a ogni sorta di repressione e di folle persecuzione di re, sovrani,  principi,  papi, imperatori e perfino alla dittatura e allo sterminio nazifascista, sta morendo sotto la moderna democrazia… un genocidio culturale silenzioso ma sistematico.
Non una sola politica europea a reale sostegno della cultura Romanì. In Italia non un solo euro istituzionale destinato alla valorizzazione e alla diffusione della cultura Romanì. Esistono solo iniziative private o isolate che arrestano momentaneamente un genocidio culturale all’orizzonte.
La letteratura romani non arriva nel circuito librario e nel sistema industriale, la pittura e la scultura Romanì non arrivano nelle grandi gallerie artistiche, i film e i documentari dei Rom non arrivano nei circuiti televisivi e cinematografici  nazionali, la musica Romanì è sempre di nicchia, la lingua Romanì non si insegna nelle scuole pubbliche e gli stessi bambini Rom non la parlano più in famiglia perdendo quotidianamente un numero importanti di vocaboli che rimpiazzano con i termini che ascoltano in televisione.
I grandi eventi deputati alla valorizzazione e alla diffusione di questo enorme patrimonio in Italia non esistono. Non una sola biblioteca nazionale Romanì,  né un’editoria Romanì rilevante,  non una sola  casa discografica Romanì, non una sola compagnia teatrale Romanì, non un solo museo destinato ai Rom e Sinti, non una sola rivista nazionale,  né un programma radiofonico o televisivo nazionale.

Nulla di nulla dopo sei secoli di presenza in Italia. Nessun sostegno agli artisti Rom e Sinti che pur ci sono: pittori, scultori,  cineasti, attori e attrici, scrittori e scrittrici,  poeti e poetesse,  danzatrici, musicisti e quant’altro. Aiuti e sostegno? Praticamente nulla.
Come può una cultura così invisibile riuscire a sopravvivere quando milioni di euro sono sperperati in nome e per conto di Rom e Sinti per creare assistenzialismo becero e campi nomadi segreganti che degradano quotidianamente la cultura Romanì stessa? Come è possibile che nonostante Mafia Capitale abbia mostrato chiaramente gli interessi e gli intrallazzi di stampo criminale sulla pelle di Rom inermi che non sono nomadi per cultura e che non hanno bisogno dei campi nomadi degradanti nulla sia cambiato? Un’ immenso patrimonio culturale è stato fatto diventare un gigantesco e mediatico problema sociale. I finanziamenti ci sono (e se ci sono) solo per segregare e discriminare Rom e Sinti?  Ecco il polpettone avvelenato da far ingoiare all’opinione pubblica sempre più ignara e disinformata nei confronti dei Rom nonostante secoli di presenza sul territorio nazionale. Menzogne su menzogne e dividi et impera. Solo persecuzioni, segregazione e discriminazione per sei secoli ininterrottamente.
Oggi si paga il conto e la cultura Romanì rischia di scomparire proprio sotto una Repubblica Democratica ma che non ha minimamente cambiato l’atteggiamento ostile e repressivo delle politiche dei governi autoritari o assolutistici dei secoli passati nei confronti dei Rom.

Questa riflessione è essenziale per comprendere quanto lavoro c’è da fare per andare in direzione opposta e contraria. A dimostrazione che non è questione di partito o coalizioni politiche vi porto ad esempio il caso dell’associazione culturale Thèm Romanò nata nel 1989, la prima vera associazione di Rom e Sinti italiani, con vocazione prettamente culturale e non politica o sociale. Per ben 21 edizioni ha organizzato un grande festival di musica Romanì prima ed interculturale poi con selezionati gruppi musicali e personaggi famosi.  Al festival si abbina un Concorso Artistico Internazionale “Amico Rom” a cui si può partecipare con ogni opera artistica riguardante il mondo Romanò e aperto a tutti senza distinzione di etnia e in cinque lingue diverse. Migliaia di lavori per un patrimonio culturale inestimabile. Il festival e il concorso sono sempre stati finanziati da un’amministrazione di
centro-destra. In due anni l’ultima amministrazione di centro-sinistra di Lanciano ha distrutto tutto non finanziando gli eventi (3.000 euro a fronte di eventi di reale spessore artistico con un valore commerciale di circa 50.000 euro) che erano da considerarsi gli unici eventi davvero di “Sinistra” in quanto si trattava di veicoli di integrazione e di interculturalità.

Risultato: i fascisti di sinistra mediocri e ottusi sono i peggiori per i Rom e Sinti…
così il festival con il  concorso si sono spostati a Pescara in condizioni di sopravvivenza.
A livello nazionale la situazione è ancora peggio e l’impoverimento della lingua, della cultura e dell’arte Romanì è evidente. Tutti coloro che si occupano dei Rom (o dei loro interessi sui Rom) fanno finta di non vedere. Le leggi razziali sono state abrogate nella legislazione ma non nella mente e nel cuore di tanti italiani compreso chi si considera di “Sinistra”.

ve ne dovete anna

Illustrazione: el cordobès © Tutti i diritti riservati

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