Ublot: “Étranges Rumeurs” (2019) – di Capitan Delirio

Siamo condannati fino alla fine dei tempi, siamo condannati a lavorare, a faticare disumanamente, sovrumanamente, per ritrovare il Gesto e le Parole. Per comprendere nuovamente il vero Senso. Abbiamo perso il desiderio, e il circolo d’energia che accende il desiderio, abbiamo perso i sogni e la proiezione della fantasia, abbiamo perso lo spirito e con esso il corpo. Il nostro tempio abbattuto dal vuoto di senso. Per ritrovare il Gesto e le Parole forse ci si può affidare con umiltà e incoscienza alla Poesia. La formazione francese degli Ublot cerca il senso della propria musica nella poesia, appunto, in particolar modo in quella di Jacques Prével, prendendo in prestito il titolo di una lirica del poeta maledetto, “Étranges Rumeurs” (Autoprodotto, 2019), per dare il nome a questo esordio discografico. La poesia non si può incasellare nei generi, trova flussi di suoni provenienti da generi più disparati e arrangiamenti sperimentali (curati insieme a Ludovic La Verde) in cui confluiscono dimensione acustica ed elettronica, testi cantati e declamati, sonorità tradizionali e tensione lirica. Forse è Post Rock o forse è il Rock più moderno, ricco di sfumature e contaminazioni, fatto con violoncello, fisarmonica e clarinetto ma anche di sintetizzatori e chitarra elettrica. In cui Clément Ternisien, Marie Grollier, Emilie Gadave e Michaël Filler portano le loro più varie esperienze, formate attraverso il teatro classico, il teatro di strada, i festival, studi informatici e studi umanistici. O forse è soltanto la voce della poesia. Una strana voce che parla di una fine che si avvicina inesorabilmente e del rumore delle stelle che si schiantano, dell’allarme che vibra nell’anima, e scuote i pensieri nell’angoscia di non poter comunicare. Della dolcezza di respirare la possibilità di ricostruire, affidandosi, abbandonandosi, alla malinconia dondolante del mare. Su cui si possono scrivere le parole d’amore, su cui si può sognare che il delirio raggiunga le altezze del cielo.  

Tracklist: 1. La Houle. 2. Barcelone. 3. Tree. 4. Le marin.
5. Étranges rumeurs. 6. La colère. 7. Deva.

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