Tropical Fuck Storm: “Braindrops” (2019) – di Ignazio Gulotta

«Tutto ciò che facciamo, proviamo a farlo in un modo strano. L’intero album è pieno di strani ritmi e strane stranezze ovunque», così spiega Gareth Liddiard, uno dei quattro membri di Tropical Fuck Storm, la musica della band e in particolare di questo “Braindrops” (Joyful Noise Recordings 2019), loro secondo lavoro… e sarebbe davvero dificile non concordare in pieno con questa definizione. Il rock’n’roll dei TFS è davvero deviato, malsano, corrotto, tanto che ascoltandolo e guardando i loro video ti viene il dubbio se hai davanti dei furbissimi tamarri o dei geni impegnati a destrutturare e destabilizzare la cultura pop del terzo millennio. Ma procediamo con ordine, la band proviene da Melbourne ed è composta, oltre che dal citato Liddiard, da Fiona Kitschin (provenienti entrambi da The Drones), da Erica Dunn e Lauren Hammel, da tempo impegnati in altri progetti musicali: in patria sono infatti considerati una sorta di supergruppo. Con “Braindrops” irrompono sul mercato internazionale dopo il debutto con “A Laughing Death in Meatspace” dello scorso anno e l’album ha tutti i numeri per conquistare l’interesse di quel pubblico che ama sonorità sghembe, soluzioni melodiche non scontate, mescolanza dei generi, irriverenza e una buona dose di guasconeria.
Le tematiche del disco, pur trattate in testi colmi di metafore, bizzarre associazioni di immagini e situazioni, a volte oscur
e e di non facile decifrazione, affrontano però argomenti di attualità quali catastrofe ambientale, manipolazione delle coscienze e dei cervelli, ossessione del complottismo, strapotere dei social, disegnando un’inquietante e immediato futuro distopico. La musica di conseguenza rifugge da qualunque carineria anzi, non disdegna di apparire talvolta sporca e brutta. L’accavalarsi delle chitarre e dei suoni elettronici sceglie spesso la free form, dando la sensazione di trovarsi davanti a un bislacco manipolo di improvvisatori un po’ matterelli e un po’ giocherelloni e, alla fine, è proprio questo che piace: apprezzi l’apparente anarchia che vi si respira nell’ascolto, l’audacia dei TFS nel mescolare indie, funk, techno, improvvisazione, hip hop. Per esempio, la title track sembra un funk dissociato di un Prince che ha perso la sua carica sensuale, mentre il cantato è declinato in chiave hip hop, fino al caotico finale alla Of Montreal, mentre Paradise inizia catatonica e rallentata con la voce strascicata di Liddiard, per poi esplodere in un rock devastato e distorto alla Captain Beefheart. In Who’s My Eugene? sembrano i Blonde Redhead funkeggianti: il brano è dedicato alla controversa figura di Eugene Landy, il terapeuta che ebbe in cura per diversi anni Brian Wilson e che fu accusato di averne manipolato la personalità, tema questo della manipolazione, ricorrente nel disco: il video del singolo è stato girato sulla spiaggia del Poetto a Cagliari. Lo strumentale Desert Sounds of Venus disegna un tecnologico paesaggio sonoro algido e desolato.
Maria 63 sono otto minuti di musica rarefatta e catatonica, su un arrangiamento minimalista, una chitarra strozzata e qualche tocco di synth, che lentamente implode in distorsioni furiose e un cantato che da stentato e dolente si fa sempre più rabbioso. La canzone, spiega Liddiard «parla di un agente del Mossad che si reca a Buenos Aires per assassinare Maria Orsic, una strega nazista che telepaticamente ha ottenuto i progetti per i motori a curvatura degli alieni» una satira delle teorie complottiste dell’ultradestra. La canzone e l’album si chiudono con una piccola nota di speranza o,meglio, un ultimatum: «If you’re gonna make your play, the time is now or never». Insomma, il dubbio espresso alla fine si risolve in un giudizio decisamente positivo, i Tropical Fuck Storm meritano tutta la nostra attenzione e la nostra stima.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.