Tracey Thorn: “Record” (2018) – di Natale Biondo

“Record cattura le pietre miliari della vita di una donna, cose che non sono sempre discusse nei testi pop”, ha dichiarato Tracey Thorn parlando del suo ultimo album, “Record” (Merge Record2018). La sua attività musicale ha inizio nei primissimi anni 80 con le Marine Girls, a fianco di Jane Alice Fox e di Gina Hartman, che lascerà la band nel 1981. Il trio pubblica due album di gran pregio: “Beach Party” (1981) e “Lazy Ways” (1983), che raggiunge il 4° posto della Uk indie chart. Nel 1982 (lo stesso anno in cui viene pubblicato dalla Cherry Red il primo album da solista della cantautrice, “A Distant Shore”, che toccherà la vetta della classifica indipendente britannica) Tracey Thorn e Ben Watt, che diventeranno pure marito e moglie, danno vita a Everything But The Girl, band cult del pop alternativo d’Oltremanica. A metà degli anni 90, al culmine del successo con EBTG, Tracey Thorn, dopo che al coniuge viene diagnosticata la sindrome di Charg-Strauss, decide di ecclissarsi artisticamente, preferendo una fervente autoreclusione per occuparsi della famiglia. Un periodo di assenza dalla scena musicale da cui è emersa definitivamente soltanto di recente. In una intervista di qualche anno fa Tracey, riferendosi al suo stato di “mamma/musicista” che si avviava a raggiungere i 50 anni, dichiarava: “Ci sono molte più cose interessanti di cui scrivere oggi rispetto a quando mi apprestavo a compiere i 20 anni”. “Record” (primo disco di Tracey Thorn con materiale interamente originale da “Love And It’s Opposite” del 2010) è un diario di eventi della vita della sua autrice, che ha definito questa sua nuova raccolta di canzoni come un particolare senso di liberazione che viene dopo l’inizio, l’avvio di una nuova fase della vita senza diapositive. “Record” è stato prodotto in modo impeccabile da Ewan Pearson, collaboratore di lunga data diTracey; tra gli ospiti  la cantautrice Corinne Bailey Rae e, per la sezione ritmica, Stella Mozgawa e Jenny Lee Lindberg (Warpaint). In questo suo quinto album da solista la compositrice britannica  ritorna allo stile degli inni elegantemente enfatizzanti di EBTG ma liricamente, nei nove brani che lei stessa definisce nove bangers femministi”, focalizza la propria attenzione su tutto ciò che anche emotivamente è importante per una donna: dalle riflessioni mentre le figlie adolescenti vanno all’università (Go) alle risposte acide allo sguardo maschile e agli stereotipi della bellezza femminile (Air)… “A loro piacevano le ragazze femminili, e mi guardavano come se non ci fossi” Insomma songs che spesso cantano del potere femminile in modo fermo ma sempre senza eccessi e con eleganza espressiva. “Record” è un album stilisticamente  raffinato ed autorevole, che dona finalmente un impulso innovativo alla musica pop contemporanea, negli ultimi tempi  ripetitiva e monotona. I titoli dei brani (ognuno di essi composti da una sola parola) riflettono un songwriting attuale e chiaro nell’elaborazione di una scrittura assai personale al culmine della propria maturità. La duttile produzione di Ewan Pearson è il completamento naturale della musica di Tracey Thorn e dimostra come l’elettronica di buon gusto rimanga lo sfondo più adatto alla sua voce. “Record” è un mix lirico di emozione e saggezza, accompagnato da una colonna sonora di notevole spessore artistico…la musica migliore e più significativa che Tracey Thorn abbia fatto da molto tempo.

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