Tina Anselmi: nome di battaglia “Gabriella” (25 marzo 1927 – 1° novembre 2016) – di Benito Mascitti

Gabriella pedalò tanto e per tutta la vita, in direzione ostinata e contraria. La Resistenza fu una scelta di libertà, così come la scelta di donarsi alla Politica a servizio della sua Gente, prima da insegnante e sindacalista e poi da parlamentare della Repubblica. Il suo partito le affidò incarichi importanti, fino a volerla Ministro, prima Donna a ricoprire questo incarico nella storia dell’Italia repubblicana. Poi le capitò di presiedere la commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia P2 e, man mano che emergevano le azioni inconfessabili e i segreti colpevoli dei cospiratori, Gabriella non percorse la facile strada di tanti politici disposti al complice silenzio o al tradizionale insabbiamento dei fatti. Continuò a rispettare se stessa e il suo donarsi come rappresentante del Popolo, nel senso più limpido e autentico che è dato a un essere umano nobile e senza macchia. Dedicò tutta la sua attività parlamentare e civile alla ricerca della verità, senza posa e senza compromesso alcuno. Questa sua coerenza Gabriella la pagò duramente. Con un unanime apprezzamento di facciata, la politica politicante la pose ai margini come un’appestata pericolosa e anche un po’ matta. Lei non si perse d’animo ma il dolore di questa ingiustizia, procurata a Lei per colpire la sua Gente, la minò irrimediabilmente nel corpo e nell’animo.
Noi vogliamo ricordarla come merita, bellissima figura di Donna, nei suoi improbabili abiti fuori moda, con quella faccia che da sola testimoniava la fierezza e la bellezza del suo Veneto contadino tradito da politicanti corrotti e senza scrupoli… gli stessi che hanno tradito, senza provare la benché minima vergogna, la Gente vera di questa sventuratissima Repubblica. 

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