“Thelonious Monk With John Coltrane” (1961) – di Ubaldo Scifo

Quanti di noi avrebbero voluto essere presenti almeno a una di quelle famose serate al Five Spot Cafè di New York nel 1957… Il luogo era un jazz-club sistemato alla meno peggio, eppure divenuto un punto di riferimento di avanguardie musicali e culturali, frequentato da artisti e scrittori famosi ma anche sconosciuti. Sorseggiando bourbon, avremmo buttato uno sguardo intorno stupiti – guarda, c’è Kerouac… ehi, quello non è Ginsberg? – Soprattutto saremmo stati parte di un evento eccezionale e irripetibile. Thelonious Monk e John Coltrane in un sol colpo. Due personalità musicali forti e delineate, diverse tra loro, due giganti del Jazz.
John mistico e distaccato, Thelonius concreto, disincantato e dissacrante. Insieme, nel nome dell’
hard bop, del Jazz, della musica. Insieme per un contratto  della durata di sei mesi, durante i quali attorno a loro videro alternarsi altri ottimi musicisti alla sezione ritmica e ai fiati, lasciando invariato il risultato, a dir poco affascinante. Quella musica che nel buio fumoso del locale scivolava sotto i tavoli o aleggiava sopra il pubblico estasiato, tra un bicchiere e quattro chiacchiere distratte… in realtà s’insinuava dentro l’anima di ognuno dei presenti e creava misteriosi presidi, suscitando frammenti di suggestioni che avrebbero lasciato tracce profonde. Molti appassionati assistettero a tutta la serie di esibizioni, incessantemente, per l’intera durata delle sessions, consapevoli del valore dei musicisti, dell’importanza storica e, fra questi, Ira Gitler, giornalista e critico musicale di notevole spessore che a proposito scrisse: alcune combinazioni di uomini hanno lasciato segni indelebili sul fenomeno musicale chiamato jazz sin dal suo inizio. Alcune si sono trasformate in legame durato una vita; altre sono durate solo per un breve periodo. Alcune hanno inciso attivamente sul corso del Jazz; altre l’hanno influenzato  più osmoticamente. Tutti hanno una cosa in comune; hanno prodotto musica di valore durevole.”
“Thelonious Monk With John Coltrane” (1961) contiene alcuni dei brani che furono eseguiti allora e fu inciso, nello stesso anno, nei Reeves Sound Studios di New York. La qualità del suono è ottima e le registrazioni sono tali da rievocare l’atmosfera del momento. Sono solo sei tracce: Ruby My Dear avvolgente e passionale, capolavoro di Monk, riproposta da numerosi altri gruppi e sassofonisti, nessuno dei quali con la stessa intensità, con lo stesso essenziale eppure accattivante solismo di Coltrane. Il suo fraseggio si fa più serrato in Trinkle, Tinkle e Nutty, in dialogo continuo con il pianoforte di Monk, e sostenuto da Wilbur Ware al contrabbasso e Shadow Wilson alla batteria. A questo quartetto si aggiungono Ray Copeland alla tromba, Gigi Gryce al contralto e Coleman Hawkins al secondo tenore, con Art Blakey alla batteria per l’esecuzione di Off Minor e Epistrophy, brani enigmatici, ironici, pieni di dissonanze e tipici della produzione monkiana
Dubbi, enigmi e tentativi di una loro risoluzione in musica. La poetica di Monk va ricercata tutta in questi suoni sospesi, queste dissonanze, nella rappresentazione delle incertezze. Coltrane, in una intervista apparsa nel numero del 26 settembre 1960 di DownBeat, racconta della sua esperienza con il celebre pianista: Lavorare con Monk mi ha portato vicino a un architetto musicale di primissimo ordine. Ho sentito di avere appreso da lui in ogni modo, attraverso i sensi, in teoria, tecnicamente. Volevo parlare con Monk di problemi musicali e lui si sedeva al pianoforte e mi mostrava le risposte suonando. Ho potuto vederlo suonare e scoprire le cose che volevo sapere. Inoltre, ho potuto vedere un sacco di cose che non conoscevo affatto.” Ascoltando l’ultima traccia – “Functional” – eseguita in solo da Monk al pianoforte, ci sembra di ritrovare l’immagine dipinta da John, della quale risalta l’aspetto amichevole e confidenziale. Non c’è bisogno di parole e di spiegazioni, Thelonious racconta con la sua musica tutta la sua vita e tutti i suoi pensieri.

Scheda riassuntiva: “Thelonious Monk With John Coltrane” (1961).
Pubblicato nel 1961 dalla Jazzland Records, sussidiaria della Riverside Records.
Registato nel 1957 nei Reeves Sound Studios di New York. Il cd è stato rimasterizzato nel 1995.

1. Ruby, My Dear  6:17. 2. Trinkle, Tinkle 6:37. 3. Off Minor 5:15.
4. Nutty 6:35. 5. Epistrophy (alternate take) 3:07. 6. Functional (alternate take) 9:46.
Thelonious Monk (pianoforte). John Coltrane (sax tenore). Wilbur Ware (contrabbasso).
Shadow Wilson (batteria per Ruby, My DearTrinkle, Tinkle Nutty).
Ray Copeland (tromba per Off Minor ed Epistrophy).
Gigi Gryce (sax contralto per Off Minor ed Epistrophy).
Coleman Hawkins (sax tenore per Off Minor ed Epistrophy).
Art Blakey (batteria per Off Minor e Epistrophy).

Thelonious Monk (pianoforte solo per Functional).

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5 pensieri riguardo ““Thelonious Monk With John Coltrane” (1961) – di Ubaldo Scifo

  • Gennaio 31, 2016 in 1:11 am
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    storia – talento – emozioni
    due Grandi!!!

    Risposta
      • Febbraio 1, 2016 in 1:25 pm
        Permalink

        Grazie. Ho avuto anch’io la fortuna di vedere Miles – mi sarebbe piaciuto vederlo con Coltrane, ma quando se n’è andato, avevo 10 anni e non sapevo nemmeno chi fosse..

        Risposta

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