Thelonious Monk: “Monk’s Music” di Mr. Hyde

L’ambiente dei jazzisti degli anni 50-60 era popolato da individui dediti all’alcool e alla droga in maniera esagerata. In realtà anche prima, vedi  Lester YoungBillie Holiday, Charlie Parker, tanto per fare qualche nome, ed anche dopo… John Coltrane, ad esempio, ha combattuto un bel po’ con la sua dipendenza da eroina, fino al punto da rendere impossibile lo svolgimento della sua attività.
Quando agli inizi della sua carriera entrò a far parte del gruppo di Miles Davis (quest’ultimo appena venuto fuori da un lungo periodo di disintossicazione) stava attraversando uno dei suoi periodi di dipendenza più pesanti. Questo lo portava a presentarsi ai concerti in ritardo o non presentarsi affatto, o addormentarsi nel  bel mezzo della session… Insomma, divenne un problema serio per Davis che una sera arrivò addirittura a schiaffeggiarlo. Thelonius Monk, che aveva assistito e disapprovato quel gesto, assicurò al giovane sassofonista che lo avrebbe accolto nel suo gruppo se ne avesse avuto bisogno. Coltrane non lasciò Davis. Fu quest’ultimo che cacciò fuori lui e Philly Joe Jones, un altro tossicodipendente di lusso assolutamente ingestibile. Nacque così un periodo di collaborazione di Coltrane con Monk, durante il quale scaturirono due importanti album: il Live al Five Spot del 1957 pubblicato solo in seguito
(“Thelonius Monk with John Coltrane”) e “Monk’s Music” registrato anch’esso nel 1957 e pubblicato dalla Riverside Record. Un album eccezionale che contiene 6 tracce di cui cinque composizioni di Thelonius Monk, che rimarranno punti fermi nella storia del Jazz.
La breve Abide with Me segna l’inizio dell’album predisponendo spiritualmente all’ascolto ed eseguita solo dal quartetto di fiati. Segue una eccellente versione di Well, You Need’t dove si sente a un certo punto Thelonius chiamare ripetutamente il tenorista “Coltrane,Coltrane” (magari distratto o addormentato) a suonare il suo assolo.
Dopo le prime due  o tre note smarrite, John decolla come al suo solito… in Ruby my Dear Coltrane fa la parte del leone, essenziale ma diretto: che eleganza! Crepuscule with Nellie lenta e dilatata, evidenzia il linguaggio scarno e derisorio di Thelonius, le sue inconfondibili armonizzazioni e le dissonanze al piano, con l’intervento dei fiati a sorreggere una ballata  un po’ ironica e un po’ nostalgica. Poi le geniali Off MinorEpistrophy due classici dell’hard bop. Un sestetto di grandi musicisti per uno degli album più importanti di Monk. Ascoltare per credere.

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Abide with Me (H. F. Lyte, W. H. Monk) – 0:54 / Well, You Needn’t – 11:24
Ruby, My Dear – 5:26 / Off Minor – 5:07 / Epistrophy (T. Monk, K. Clarke) – 10:46
Crepuscule with Nellie – 4:38

Thelonious Monk – Piano / Ray Copeland – Tromba / Gigi Gryce – Sax alto
Coleman Hawkins – Sax tenore / John Coltrane – Sax tenore
Wilbur Ware – Contrabbasso / Art Blakey – Batteria

monk in carriola ubaldo

2 pensieri riguardo “Thelonious Monk: “Monk’s Music” di Mr. Hyde

  • settembre 26, 2017 in 9:30 am
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    una sessione di registrazione epocale…ma tutt’altro che agile…sia “Hawk” (Anche Coleman Hawkins faceva parte della squadra….) che Trane in grande difficoltà…e cazziati regolarmente da Monk…che ad un certo punto, ferma le “macchine” e comincia a sparare le sue granate…
    …verso Hawkins: “…scusa, ma tu…non sei il grande Coleman Hawkins…inventore del sax tenore?…” risposta?…nessuna…silenzio assordante..
    …verso Coltrane: ” e tu?…non sei il grande John Coltrane?….”…Coltrane arrossisce dalla vergogna…e risponde con tono dimesso…”grande?…mica tanto…”…
    ecco in questo clima decisamente propizio…nacque quel capolavoro di Monk’s Music…come dire…se son rose…

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  • settembre 28, 2017 in 8:50 am
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    Eh..ma Coltrane era un mite, un gentiluomo, un asceta. Era molto concentrato sulla sua musica e non riusciva a rispondere ai toni troppo accesi. Non era certo un “picchiatore” come Davis o Mingus..Ma i comportamenti stupidamente ostili non li dimenticava. Alla fine di un concerto a Parigi, davanti ad un pubblico che richiedeva il “bis” insistentemente, non lo concesse, perchè, disse, – L’ultima volta che ho suonato mi hanno tirato i pomodori.Non ho molta stima del pubblico francese- .

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