The Wood Brothers: “One Drop Of Truth” (2018) – di Claudio Trezzani

Dopo l’ottimo “Live at the Barn”, il trio dei fratelli Brothers (con Jano Rix) torna a registrare un album in studio e lo fa come al solito con qualità, rileggendo alla propria maniera il suono Americana. Sono una band particolare, caratterizzata da una tecnica sopraffina, incentrata su basso jazz di Chris Wood, che prende tutto quello che può dalla musica americana. Il sound è originale e oscilla in maniera entusiasmante e mai banale fra blues folk, country funk e rock. Non pensate però ad un miscuglio casuale e noioso, anzi i Tre mostrano una maturità musicale finalmente raggiunta e un talento nello scrivere canzoni davvero raro. Il lavoro si apre con un pezzo dal sapore country acustico, River Takes The Town, in cui la voce particolare di Oliver Wood piace molto… ma è sempre il basso a dettare legge e il suo incedere un po’ funk rende un pezzo che avrebbe potuto essere di maniera, molto originale. Funk rock che ci riempie le orecchie con la successiva Happiness Jones, divertente e coinvolgente, con l’inserimento dell’organo Hammond e di un bella parte centrale di chitarra che danno al tutto un feeling blues gospel, un colorato mix che piace. Non ci sono pezzi uguali agli altri, la successiva Laughin’ or Crying, per esempio, ha un incedere iniziale molto sincopato, da club fumoso e ballerine, ma poi esplode con un assolo di chitarra centrale molto intenso, il tutto arricchito dalla voce quasi recitata di Oliver che dona all’insieme un’anima difficilmente catalogabile in un genere solo. La batteria interpreta le canzoni in maniera sempre originale, il talento di Jano Rix è cristallino… ascoltate il controtempo di Sky High: la canzone sarebbe un normale rock blues ma la ritmica la trasforma in una canzone oscillante e divertente. This is It ha un giro di basso che entusiasma, potrebbe essere pop-rock ma il condizionale nel catalogare le canzoni dei Wood Brothers è sempre d’obbligo, perché gli inserti di piano elettrico e il cambio ritmo centrale le danno un carattere diverso. Non scherziamo… non sapremmo dire a che genere appartenga quest’album: forse chi ha coniato il termine Americana pensava ad una band così: americana in tutte le sue sfaccettature musicali. Nella successiva Sparkling Wine c’è una elegante citazione di Walking on the Wild Side, capolavoro di Lou Reed, un giro di basso leggendario e poi il brano si sviluppa con un andamento dal sapore reggae, colonna sonora di una festa su di una spiaggia caraibica con un bellissimo assolo blues finale di chitarra e poi tastiera, col basso che sfuma citando nuovamente il leggendario Lou. La title-track è un trascinante blues rock oscillante, con una parte di basso notevole ma anche un assolo di chitarra interessante… ma è la doppia voce che la colora ulteriormente e la rende perfetta per il disco. Un’incisione coraggiosa ma suonata con maturità e capacità notevoli, che sono ingredienti necessari per intingere il proprio sound in una miriade di generi ed uscirne con brani assolutamente originali e intensi, senza risultare confusi o poco credibili. Libertà espressiva e coesioneAlbum da assaporare con calma in tutte le sue colorate facce… ma poi siamo certi che non lo lascerete facilmente sullo scaffale. Buon ascolto.

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