The White Stripes: “Death Letter” (2000) – di Marina Marino

Tutto, nulla, ogni cosa: cosa contiene un cassetto, lei lo sa, lo ricorda, lo cerca, urla e sento mio il suo urlo. La foto di lui che è andato via, quella che ama, dove lui sorride timido e sembra salutarla. Non lo ha fatto, non ha potuto, nel cassetto c’è la porta socchiusa piano e le sirene di un’ambulanza, le salta nell’occhio un’onda, un cassetto pieno di mare e ciarpame, di tesori incomprensibili, di lampante evidenza. Lei fruga, cerca, il cuore le batte contro le costole forate, batte nel mio, nel cassetto c’era il suo sguardo da ragazza, quel litigio sotto il portone, la mia foto da sedicenne, colori impastati, c’era anche un orecchino orfano, forse un pegno, corallo rosso, nascosto come un desiderio o un peccato, certificati fuori corso di felicità, cassetto bugiardo, cassetto nave, che la porti indietro, che la porti via, in quella stanza lei continua la sua ricerca senza scopo ma con convinzione, ostinata pervicacia, quella di chi perde e gioca ancora, nel cassetto ci sono canzoni antiche, quello schiaffo che mi diede sulla bocca, carte, troppe. La prova che sua figlia c’è stata, evidente, burocratica, senza requiepietà, spietati i volti dei santi che contemplano assorti nei loro dolori e non placano il suo, l’odore di lui che tornava e non la baciava mai, tutti quelli che c’erano e sono andati via, lettere senza un destino, senza destinatario, grafie indecifrabili, la stele di Rosetta, no, questa sono io, parole senza pelle, tutto all’aria per ore, per un attimo, tutto nudo, indifeso, inutile. La sua vita alla fine e il cassetto sogghigna o insulso tace, la sua casa profanata, è rimasta viva lei. E di questo che si duole. Di un saluto mancato, del frangersi di promesse come vetri, di voci di morti, di bimbe che ha cullato e perso, lei è lì, coi polsi bendati e la mente è un rogo. Io mi stacco, i colori che sento, in quel cassetto c’era un romanzo che scrissi a otto anni, io che mi chiedo se le ossa sono la nostra parte più profonda, quanto dentro mi si conficchino quelle rotte di mia madre, cosa straccino, pungano, nella loro ricerca incessante, ho la pelle troppo morbida ancora. Il cassetto, come un grifone alato, come la grotta di un mitico tesoro, come sono sacre tutte le attese. Anche di chi non torna.

I got a letter this morning / What do you reckon it read?
It said the gal you love is dead / I got a letter this morning
What do you reckon it read?
Said “Hurry, Hurry because the gal you love is dead”
Well I packed up my suitcase / I took off down the road
When I got there she was layin’ on the cooling board
I packed up my suitcase / And I took off down the road
When I got there she was layin’ on the cooling board
It looked like ten thousand people standing around the burial ground
I didn’t know I loved her ‘till they began to let her down
Looked like ten thousand people standing on the burial ground
I didn’t know that I loved her ‘till they began to let her down
You know it’s so hard to love / Someone that don’t love you
Won’t get satisfaction / Don’t care what you do
So hard to love / Someone that don’t love you
Don’t look like satisfaction / Don’t care what you do
Well I got up this morning / The break of day
Just hugging the pillows / She used to lay
Got up this morning / The break of day
Just hugging the pillows / Where my baby used to lay
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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