The Strange Flowers: “Songs For Imaginary Movies” (2020) – di Ignazio Gulotta

Due anni fa i pisani Strange Flowers celebrarono i loro 30 anni di attività con un doppio cd antologico intitolato “Best Things Are Yet To Come”, segno che non intendevano né eclissarsi né vivere soltanto del passato. Un passato, va detto, che ci ha regalato ottima musica psichedelica, ma che avrebbe meritato un riconoscimento ben superiore a quello fino a ora raccolto, destino comune a troppi. In quel disco comparivano alcuni inediti nei quali, come in un eterno ritorno, dopo vari cambi di formazione si ricomponeva la formazione originale, quella che vedeva accanto al frontman Michele Marinò, voce e chitarra ritmica nonché autore di quasi tutti i brani, Giovanni Bruno alla chitarra, Alessandro Pardinii al basso e Maurizio Falciani alla batteria.
Ed è con questa formazione, ma con alla batteria Valerio Bartolini, che la band ha registrato “Songs For Imaginary Movies” (2020), uscito ai primi di aprile su Area Pirata, per il momento solo in digitale, vista la situazione di emergenza attuale che ha finito per rendere ancora più complicata la distribuzione dei supporti fisici, ma che in un prossimo futuro vedrà il disco uscire anche in vinile e in cd, quest’ultimo con due tracce in più. Chi conosce la band sa che la psichedelia di Marinò&co. attinge al pop psichedelico inglese degli anni Sessanta, band come Tomorrow, Kinks e i primi Floyd sono fonte primaria di ispirazione, rilette però con sensibilità personale e tenendo presente quel che è accaduto nella musica nel corso dei decenni.
Allora non resta che affidarci alle nostre orecchie e vedere quali strani fiori iridescenti i Nostri abbiano allestito come colonna sonora per questi tredici film immaginari. L’inizio è sferragliante con un riff sporco che ricorda The Guns of Brixton dei Clash, Song of Jungle però implode presto nell’elettricità narcolettica delle chitarre e del canto e nel pulsare della sezione ritmica. Sonorità britpop invece per la bella ballata Blue, intrisa di nostalgia e che man mano che va avanti diventa sempre più sghemba. A Good Pain sposa lisergici colori solari fra Beach Boys e Pink Floyd con una splendida coda finale di chitarre in fiamme che precede Cure Me, ideale colonna sonora per scorrazzare in Harley Davison fra deserti e baie della California sognando gli anni Sessanta.
Heal è una lunga e molto stonata ballata ipnotica dentro i meandri della nostra psiche disturbata e B.B.Burns duetta col fantasma di Syd Barrett e sonorità orientali, come accade anche nella notturna e malinconica The Girl with the Moon in Her Eyes. Ma inutile annoiare con l’elenco, “Songs For Imaginary Movies” è un signor disco, una delle cose migliori che possa capitare di ascoltare oggi nell’ambito della neopsichedelia e, visto che non possiamo uscire dal nostro guscio casalingo, può essere l’ideale guida per condurci in incredibili e sorprendenti viaggi interstellari fra Orione e il nostro impianto stereo.

https://areapiratarec.bandcamp.com/album/songs-for-imaginary-movies

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