The Steel Woods: “Old News” (2019) – di Trex Willer

Signori e signori il Southern Rock, quello sudista vero e sanguigno che suona sporco come una distesa di fango, ha una nuova band di riferimento. Quattro ragazzi di Nashville (il luogo dove si suona per davvero) che possono stare allo stesso tavolo dei Blackberry Smoke, dei Whiskey Myers e, forse, in alcuni particolari, in grado di andare oltre: sicuramente nel coraggio di eseguire cover di gruppi leggendari senza minimamente sfigurare. Gli Steel Woods sono al secondo album da studio e già dopo il primo, “Straw In The Wind” del 2017, avevano destato parecchia curiosità e attenzione: un sound grezzo e diretto che aveva nei Lynyrd Skynyrd e nei Molly Hatchet la fonte alla quale attingere con contaminazioni country davvero interessanti ma, in questa nuova fatica, raggiungono un livello decisamente superiore. Da promesse a conferme il passo pare breve ma la realtà è spesso differente. Ci vogliono talento e passione e questi ragazzi dimostrano di averne in abbondanza. Basta premere play per capire che i ragazzi ci sanno fare: un groove che prende subito quello di All Of These Years, con la chitarra che macina accordi mentre la voce di Wes Bayliss fa la differenza con un timbro potente e pieno. Perfetto anche l’assolo che impreziosisce il brano. I testi sono assolutamente ispirati e la matrice blue collar della band è piuttosto chiara. Orgoglio di patria, lavoro, amore e vita vera. Southern come dicevamo, ma non solo e, la seconda canzone, Without You, rallenta sensibilmente il ritmo: una ballata rock che non abbassa di certo il livello compositivo e la qualità degli arrangiamenti. Il lavoro eccelso del chitarrista Jason Cope, per nove anni nella band dell’immenso Jamey Johnson, anche qui si accoppia perfettamente alla voce di Bayliss, e la ritmica è sempre al passo. Notevole il testo geniale sull’amore mai incontratoCon il terzo pezzo abbiamo la prima sorpresa, una cover dei Black Sabbath, Changes che già nella versione originale era stata una sorpresa, è qui un piccolo gioiello. La voce è a suo agio sia quando deve arrabbiarsi sia nei toni più dolci e la versione è convincente e coraggiosa, tendente al blues e rende assolutamente giustizia all’originale, come del resto fanno le altre cover del lotto. The Catfish Song di Townes Van Zandt, in origine una struggente ballata, qui diventa uno sporco southern rock d’autore; poi tanto talento e coraggio per presentare stupende versioni di Whipping Post di The Allman Brothers Band e Are the Good Times Really Over (I Wish a Buck Was Still Silver) di Merle Haggard, e un pizzico di sana incoscienza nella chiusura del disco con una dedica sentita e riuscitissima al compianto Tom Petty, con la splendida Southern Accents. Per non citare tutti i quindici pezzi, cosa che risulterebbe oltremodo ridondante e toglierebbe la sorpresa di un ascolto assolutamente consigliato, non ci resta che segnalarvi quella che riteniamo la canzone più bella del disco: la title track Old News. Una spettacolare ballata southern, un inno all’orgoglio sudista americano, con una voce che ti entra dentro e un arrangiamento da band conscia del proprio talento e con una identità precisa, ispirata dai grandi senza esserne succube. Chapeau! Uno dei brani dell’anno, per il momento. Un disco maturo di una band dal futuro assicurato, coraggiosa e talentuosa, a proprio agio nei vestiti da lavoro nel fango, ma anche in quelli eleganti adatti a un fumoso club blues e country.

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