The Sonic Dawn: il Suono Psichedelico della Danimarca – di Magar

“La Psichedelia, e la musica che ne deriva, è la diretta discendente della cultura psichedelica, che ha come scopo l’aumento della percezione sensoriale legato alla liberazione dell’io cosciente attraverso l’espansione della coscienza”Una banalissima e arzigogolata spiegazione tecnica che cerca inutilmente di svelare cosa significhi ascoltare musica sotto l’effetto di sostanze più o meno allucinogene: o hai provato, e quindi sai di cosa si parla, oppure no… e neppure lontanamente riesci ad immaginarlo. Sta di fatto comunque che il Rock Psichedelico, nato negli anni 60 contemporaneamente in America ed Inghilterra, ha avuto un impatto importante sulla cultura, sul vivere quotidiano di milioni di giovani e, anche se molti di loro hanno scelto di non assumere nessun tipo di sostanza, è comunque certo che la musica ha sicuramente scosso e aperto la loro coscienza e il loro modo di affrontare la vita. Questo genere musicale resta tra i più importanti “canoni” anche nel panorama musicale odierno, e l’attuale scena psichedelica è viva come non mai. Il termine Rock Psichedelico viene presumibilmente coniato nel 1966, da una Band passata alla storia con il nome di 13th Floor Elevators: il loro Album “The Psychedelic Sound of 13th Floor Elevators” segna ufficialmente l’inizio di una grandiosa avventura, che ha avuto mille ramificazioni e che ancora oggi non finisce di stupire. Ogni nazione ha la sua scena, più o meno underground e, quella di cui ci accingiamo a parlare, riguarda un paese di cui, almeno musicalmente parlando, non si parla spesso: la Danimarca. Tra le band di spicco nel folto e variegato mondo musicale danese, ci sono senza ombra di dubbio The Sonic Dawn, gruppo di Copenaghen che ha all’attivo tre album e una corposa serie di concerti in tutta Europa. Il trio (un classico questo) descrive il suo sound come “una miscela psichedelica di stili, dal jazz sitar pop al heavy acid rock”. Tutto sommato direi che la definizione fotografa perfettamente il classico e diretto suono che i tre ragazzi propongono: Emil Bureau (chitarra, voce), Jonas Waaben (batteria, percussioni, cori) e Niels Fuglede (basso) fanno il loro esordio nel 2013 con il nome di The Mind Flowers, che è stato successivamente cambiato in The Sonic Dawn, a causa di problemi legali dovuti a una band americana. Dopo il loro primo concerto, il 9 gennaio 2014 a Copenaghen, la band è stata messa sotto contratto dalla Levitation Records (una locale etichetta di psichedelia e stoner rock che non esiste più). Il debutto discografico è stato un disco in vinile da 7 pollici con il loro singolo “Down the Line”, pubblicato nel maggio 2014 e trasmesso dalla radio nazionale in Danimarca e che tuttavia non è riuscito a far breccia nel cuore degli ascoltatori. I  tre giovani musicisti però non si perdono d’animo, e partono in tour per promuovere il loro sound. Per tutto il 2014 girano la Danimarca, per poi espandere la loro attività live a tutta l’Europa nel 2015. Germania, Francia, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia toccano con mano la qualità della band che, grazie a questi sforzi, ottiene il primo contratto discografico internazionale con la tedesca Nasoni Records. Il loro primo album,Perception”, esce il 31 ottobre 2015 e può essere descritto come un mix di songwriting rock e blues, con il tipico sound psichedelico. Presenta in primo piano il tastierista svedese Erik ‘Errka’ Petersson, una collaborazione in studio che è continuata anche nel successivo album del gruppo. Nonostante Perception” non riuscì a guadagnare l’interesse dei media, la stampa specializzata decretò che il gruppo era una delle più interessanti novità underground del momento, spingendosi ad affermare che The Sonic Dawn avrebbero potuto essere “la prossima grande band dell’attuale rock retrò” (Eclipsed Rock Magazine, Marzo 2016). La Nasoni Record ha stampato due edizioni limitate del Long Playing su vinile colorato, che sono ormai fuori catalogo, mentre una versione audiofila rimasterizzata, mixata agli Abbey Road Studios di Londra, ha visto la luce a fine 2017. All’uscita di Perception”, la band ha girato l’Europa in lungo e in largo, riscuotendo ovunque un lusinghiero successo e arrivando ad aprire il Freak Valley Festival 2016, condividendo il palco con Graveyard, e Dead Meadow. Il 21 aprile 2017, esce il secondo album, Into the Long Night”, su Heavy Psych Sounds, etichetta discografica italiana che stampa tra gli altri Nick Oliveri (ex Queens Of The Stone Age) e Nebula. L’album è stato registrato in un mese, nel più completo isolamento, in una casa remota del Mare del Nord in Danimarca, con un mini documentario del regista Bolette Søs che mostra l’insolito processo di registrazione. Il brano l’Espion è stato trasmesso dalla radio nazionale danese restando per due settimane al numero 1 sulla tabella musicale, e finendo per rimanere in rotazione per otto settimane. Anche in Svezia l’album ha ottenuto ottimi riscontri, mentre i programmi radiofonici e podcast hanno continuato a interessarsi al suono psichedelico della band. Into the Long Night” è un disco più esplorativo e vario nel suono rispetto al debutto, mostra una qualità più sensibile e jazzata e, allo stesso tempo, evidenzia l’aspetto psichedelico del gruppo, come notato da diversi critici. La rivista Classic Rock arriva ad affermare che “la Danimarca sta entrando nel mercato mondiale delle droghe psichedeliche”. L’album si avvale di una strumentazione più ampia, in particolare con la leggenda del jazz danese Morten Grønvad al vibrafono e percussioni, e sancisce una maturazione musicale di grande spessore, con la band che si esibisce in Danimarca, Inghilterra, Germania, Belgio, Italia, Svizzera, Spagna e Portogallo, rendendosi protagonista al Liverpool Psych Fest 2017, insieme a The Black Angels, Endless Boogie e altri gruppi di questo livello. Poi arriva Eclipse” (2019), ultimo e svavillante disco che li consegna al successo planetario. Con un suono che deve moltissino agli anni sessanta, The Sonic Dawn propongono tredici brani scelti tra i quaranta che sono stati registrati in un anno di lavoro: una sorta di concept album psichedelico e romantico, visionario e dolce, racchiuso nello scorrere di una notte, sempre in bilico tra realtà e fantasia, a cui si contrappone l’arrivo di una solare mattinata. Il suono è perfetto, con l’Hammond che disegna parti di grande effetto, la sezione ritmica attualissima e al contempo tipicamente sixtie, e le linee di chitarra che girovagano amabilmente sul morbido tappeto sonoro creato. Una splendida ventata di aria fresca che farà sicuramente la gioia di tutti coloro che si riconoscono in questi suoni, ma che sarà in grado di farsi apprezzare dal resto del pubblico. Segnatevi il loro nome, e provate a sentirli, noi di Magazzini Inesistenti siamo certi che vi piaceranno.

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