The Rolling Stones: “Bridges to Bremen” (2019) – di Ubaldo Scifo

Guerrieri armati di chitarra, guidati da un condottiero funambolico e dal suo fedele generale dalle mani e il viso bruciati dal “fumo” alla conquista di Babilonia. Tappa in Germania del gigantesco “World Tour 97/98 – Bridges to Babylon”, trasmessa a un pubblico di svariati milioni di spettatori tramite uno special TV in Europa e oltre. “Bridges to Bremen” mai pubblicato prima del 21 giugno 2019 in forma di album, live dei  Rolling Stones  registrato il 2 settembre del 1998. Reso disponibile su tutti i supporti e in tutte le combinazioni possibili, dalla Eagle Rock Entertaniment: 2CD+blu-ray, 2CD+DVD, 3LP in vinile, solo blu-ray e solo DVDcofanetti, buste, cartoline e gadgets. Non manca niente. Ascoltandolo bene – la qualità del suono è notevole, essendo rimasterizzato dai master multitraccia originali – ci si rende conto che si tratta di un inno al chitarrismo: Keith Richards e Ronnie Wood, con le loro Fender o le Gibson, ci danno dentro come forsennati, sostenuti da un  potente Darryl Jones al basso, (mancava Bill Wyman, fuori dagli Stones dal 1994) e dall’inossidabile Charlie Watts alla batteria con Chuck Leavell alle tastiere. L’apporto dei fiati è notevole, così come le vocalist, tra cui spicca la grande Lisa Fischer, che colorano di soul le canzoni giuste. Concertone, nello stile multimediale, alla Pink Floyd, con tanto di mega-schermo e palco chilometrico per consentire a “Mike-Highlander-Jagger” di percorrerlo in lungo e in largo, per la gioia dei fans stregati dalla sua voce, dalle sue canzoni e dalle sue movenze, invitati anche a votare il brano preferito. “Compagni di merende” di Muddy Waters, Chuck Berry, con lo spettro di Robert Johnson sulle spalle, i flirt, musicali e non, con Bob Dylan, Jimi Hendrix, David Bowie, Peter Tosh e numerosi altri mostri sacri, gli Stones propongono la loro musica  dove gli ingredienti rock’n roll, blues, r&b, soul, funky, reggae fino al popconcorrono  alla creazione di un esplosivo mix sonoro inconfondibile e irripetibile, se non durante i loro concerti. Il repertorio raccoglie pezzi della loro storia che prendono vita di volta in volta, attraverso l’entusiasmo del pubblico e quello dei musicisti che li ripropongono: i voli di farfalle bianche di Hyde Park e le scorribande violente degli Hell’s Angel fanno parte di un grande “flash” che ha come punto di partenza il palcoscenico, dal quale Loro riescono a stare dentro e fuori con lucida follia… “You can’t always get what you want but if you try sometimes you might find, You get what you need…” è la parola d’ordine, il biglietto di andata e ritorno tra normalità e sballo, sempre meno distinte tra di loro. “Ho la continua sensazione che la mia vita reale sia finita, e che stia vivendo un’esistenza postuma“… così direbbe John Keats e questo lo sa anche Jagger che non vede l’ora di ritornare sul palco dopo il suo recente “problema di cuore”… e anche noi aspettiamo impazienti.

Con riferimento all’edizione su CD.
Disc one: 1. (I Can’t Get No) Satisfaction. 2. Let’s Spend the Night Together.
3. 
Flip the Switch4. Gimme Shelter. 5. Anybody Seen My Baby. 6. Paint It Black.
7. 
Saint of Me. 8. Out of Control9. Memory Motel. 10. Miss You.
Disc two: 1. 
Thief in the Night. 2. Wanna Hold You. 3. It’s Only Rock ‘n’ Roll (But I Like It).
4. You Got Me Rocking. 5. Like a Rolling Stone. 6. Sympathy for the Devil.
7. Tumbling Dice8. Honky Tonk Women. 9. Start Me Up. 10. Jumpin Jack Flash.
11. You Can’t Always Get What You Want. 12. Brown Sugar.
Mick Jagger: lead vocals, guitar, harmonica, percussion, keyboards.
Keith Richards: guitar, vocals. Ronnie Wood: guitar, backing vocals, keyboards.
Charlie Watts: drums.
Darryl Jones: bass, backing vocals. Chuck Leavell: keyboards, backing vocals
Bobby Keys: saxophone. Andy Snitzersaxophone, keyboards. Michael Davis: trombone.
Kent Smith: trumpet. Lisa Fischer: backing vocals. Bernard Fowler: backing vocals, percussion.
Blondie Chaplin:backing vocals, percussion, guitar, keyboards.
Pierre de Beauport: keyboards on Thief In The Night.

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Un pensiero riguardo “The Rolling Stones: “Bridges to Bremen” (2019) – di Ubaldo Scifo

  • Luglio 10, 2019 in 6:57 pm
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    Premesso che sono un beatlesiano convinto, confesso che ascoltare like a rolling stone e vedere saltellare Mick Jagger accompagnato magistralmente dai suoi eccezionali chitarristi, mi emoziona tantissimo. I Rolling Stones ci dimostrano che, nonostante l’età, una persona può riuscire a divertirsi cantando e suonando. Infine, prendendo spunto dalla seguente affermazione:”Il repertorio raccoglie pezzi della loro storia che prendono vita di volta in volta, attraverso l’entusiasmo del pubblico e quello dei musicisti che li ripropongono” mi domando(spero di avere una risposta non da loro ovviamente)come mai l’album in oggetto non contiene altri successi come, per esempio, time waits for no one?Un’altra cosa. Come la mettiamo con “le scorribande violente degli Hell’s Angel”. Per il resto, it’s Only Rock ‘n’ Roll (But I Like It).

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