Photo album: Johnny Winter at Cross Roads Live Club- di Luca Prospero

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La carriera di Johnny Winter. sua è stata un’ascesa vertiginosa. Dopo una manciata di album che annoverano collaborazioni con Willie Dixon e Little Walter, partecipa nel 1969 al Festival di Woodstock con ben nove brani che gli permettono di esporre tutte le sue doti artistiche. La padronanza della tecnica slide  è il frutto di un’attenta e peculiare sensibilità verso i padri del Delta Blues. Nato a Beaumont, Texas, inizia a suonare col fratello Edgar, lavorando per le etichette locali, in quei primi esordi. Leggende più o meno attendibili lo vedono come  turnista per B. B. King o parlano di un loro confronto sul palco. Johnny è già una leggenda in Texas quando arriva il contratto con la Columbia. I suoi dischi scalano le vette, molti i consensi dal modo musicale, le collaborazioni e partecipazioni in progetti con  altri artisti sono frequenti… ma le più apprezzate saranno sempre quelle con i padri del Chicago Style. Rimarrà sempre legato alla figura di Muddy Waters. Il suo “progressivo esperimento del Blues” lo ha portato a coniare un linguaggio personale carico di rabbia e patos, toccando punte Havy Metal ed Hard Rock. Le distorsioni eccessive e gli assolo vertiginosi lo hanno reso famoso al mondo intero. Quando si rilassa e lascia che il Blues lo prevalga ci concede i suoi  momenti migliori, meno cerebrali. La voce graffiante da Bluesman navigato è stata la compagna ideale per le sue cavalcate musicali. Nonostante l’uso e abuso di droghe e alcol Winter riesce a compiere settant’anni prima di morire,  la sera del 16 luglio 2014 a Zurigo, due giorni dopo aver partecipato al Cahors Blues Festival in Francia. Noi vogliamo ricordare il ragazzo albino di Beaumont in Texas e la sua personalità ruggente, con  gli splendidi scatti di Luca Prospero presi al Cross Roads Live Club di Roma durante il suo ultimo tour in Italia. (Emanuele Cinelli)

 Foto: Luca Prospero © Tutti i diritti riservati

Un pensiero riguardo “Photo album: Johnny Winter at Cross Roads Live Club- di Luca Prospero

  • febbraio 25, 2015 in 9:43 pm
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    Cosa dire…
    Winter è rimasto nel cuore di tutti quelli che, come me, è cresciuto con il sacro fuoco del Rock nel sangue. Certo, il suo era a volte il Blues più cristallino che si potesse ascoltare, ma era il suo piglio rock a fare la differenza. Era “assorbire” la lezione dei grandi del blues, e utilizzarla per creare qualcosa di particolare, di unico, di suo. Il titolo dell’Album a cui fai riferimento è significativo proprio in questo senso. E’ un disco di caratura superiore, un esperimento appunto, che viene inciso un anno prima del suo esordio ufficiale. Verrà poi ristampato a successo raggiunto, contibuendo in modo significativo a crare il mito.

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