The Opposition: le dolenti carezze di “Breaking The Silence” – di Massimiliano Manocchia

Il sottobosco post-punk dei primissimi anni 80 è pieno di germogli mai completamente fioriti; ci sono fiori
– incantevoli e fiabeschi – che hanno avuto l’insolente energia e l’umile sfrontatezza di sbocciare sotto terra, fregandosene della luce del sole, come organismi autonomi, indipendenti che bastano a se stessi.
“Breaking The Silence” (1981), album d’esordio degli Opposition, è uno dei tesori segreti di quella decade: un delicatissimo fiore dai petali dolenti. Nella sua pura e vulnerabile fragilità è ancora oggi insopportabilmente bello; ed è sufficiente sfiorarlo per sentirne il dolore sulla punta delle dita, l’innocenza deturpata, l’umiltà sedotta dall’oscura bellezza che si rifugia negli angoli più remoti del cuore. Lunatici i tamburi, eppure secchi, precisi, inequivocabili: dominano il moto di questi petali che, per un demoniaco incantesimo, restano miracolosamente saldi a quell’esilissimo stelo; paiono da un momento all’altro doversi staccare e fluttuare verso quel terriccio da cui provengono profondissimi suoni che riempiono lo spazio di cupa placidità. Questo è il palpito dell’ineluttabilità, l’eufonia della desolazione.
La mente s’adagia, pigra, e s’adegua stanca. Cerca cliché, trova déjà-vu. Sussurra tra sé e sé di aver già vissuto questo momento e il momento è già finito. La cupa placidità si riappropria dello spazio. I petali continuano a ondeggiare pericolosamente ma non cadono. Tutt’attorno, gli occhi e le orecchie del mondo sono tesi verso Cure, Bauhaus, Siouxsie And The Banshees, Killing Joke. Tutt’attorno, gli occhi e le orecchie del mondo non vedono e non odono lo schianto dell’ombra dietro di loro. L’esistenzialismo è so fucking cool: ai “paddy fields” si preferiscono Camus e Kafka. Che suono fa il silenzio quando si rompe? Ascoltatelo…

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Silence, how come you never smile
Face me, afraid to face yourself
What you don’t have I’m told you will never miss
Silence, how can we be so cruel

Poets are what you read, reading between the lines
A thirst for knowledge, know ledge of another kind
Words are all we have and words are all you need
Silence, how come you never laugh

Sometimes it’s like bashing your head against a brick wall
You confuse me – Breaking The Silence

 Security, safe inside your head
Hiding secrets, some things can never be said
What you don’t see I’m told you can never feel
Silence how come you never smile

 Sometimes it’s like bashing your head against a brick wall
You confuse me – Breaking The Silence

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